L’anziano allo specchio dei media
Come sono rappresentati gli anziani dai media? Ne parlano? Quanto? Rispetto a quali argomenti? Ne parlano con un sentiment negativo o positivo? Quanto diverge il modo in cui se ne parla da testata a testata giornalistica?
A queste e altre domande ha cercato di rispondere la ricerca “La persona anziana allo specchio dei media”, realizzata da BehaveLab, centro per la ricerca e la formazione in sociologia comportamentale presso il Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche dell’Università degli Studi di Milano, e sostenuta dalla Fondazione Ravasi Garzanti, con l’intento di accrescere la consapevolezza e stimolare un dibattito sulla realtà della terza età, sfidando gli stereotipi e le percezioni negative comunemente associate all’invecchiamento.
I risultati della ricerca, recentemente presentati e discussi pubblicamente, sono frutto di una approfondita analisi degli articoli pubblicati dalle edizioni milanesi di quattro importanti testate giornalistiche (Corriere della Sera, La Repubblica, Avvenire, Il Giorno), tra il 1° gennaio 2017 e il 30 giugno 2024, per un totale di 6.426 testi e oltre tre milioni di parole.
Grazie ad un innovativo metodo di analisi dei testi, basato su avanzate tecniche computazionali quantitative, i ricercatori hanno potuto dare risposte alle domande che hanno mosso lo studio.
Innanzitutto, risulta che dal 2017 al 2024 sono stati in crescita significativa gli articoli in cui si è fatto riferimento alle persone anziane, segno sia della crescente rilevanza di questa fascia di età, sia dell’aumento dei lettori di età avanzata.
La frequenza delle parole utilizzate negli articoli esaminati (vedi workcloud di seguito, tratto dal report della Ricerca) ha poi consentito sia di associare gli articoli a vari argomenti, sia di valutare il tono positivo, neutro o negativo di ogni testo.
Gli argomenti più associati agli anziani sono risultati molto diversi a seconda della testata giornalistica: ad esempio, in Repubblica prevalgono gli articoli relativi alla Cronaca Nera; in Avvenire quelli relativi a Chiesa, Volontariato, Salute e RSA; sulle pagine del Corriere della Sera sono di gran lunga prevalenti i pezzi relativi ad Arte e Cultura, seguiti da quelli che parlano di Ricerca e Innovazione (nell’accezione delle scoperte scientifiche sulle patologie legate alla terza età e agli sviluppi tecnologici); nel caso de Il Giorno prevalgono i testi relativi ad Arte e Cultura e a Cronaca Nera.
In generale, il tema Salute / Covid-19 è stato parecchio frequente nei testi su anziani e invecchiamento (come prevedibile considerato il periodo esaminato), così come invece l’argomento Politica in generale è stato poco affrontato in associazione con le persone anziane.
Di seguito, Tabella con numero degli articoli per argomento e testata, tratta dal Report della Ricerca.
Quanto al sentiment con cui vengono scritti gli articoli che parlano di anziani, è risultato abbastanza bilanciato il rapporto tra articoli che affrontano i temi con tono negativo e positivo (entrambi intono al 30% dei casi esaminati), con una prevalenza di quelli con tono neutro (quasi il 40%). Anche con riferimento al sentiment, le differenze tra testate giornalistiche sono significative.
Sicuramente, la consapevolezza di come viene affrontato il discorso pubblico sull’invecchiamento e di come i giornalisti rappresentano questa parte della società, è un punto importante di partenza se si vuole evitare di continuare a parlare di invecchiamento, vecchiaia e anzianità solo in termini stereotipati e non inclusivi.
Altrettanto rilevante è la consapevolezza, come è stato detto nel dibattito che ha accompagnato la presentazione dei risultati della ricerca, che l’età anziana oggi è più eterogenea che in passato (terza e quarta età presentano caratteristiche molto diverse) e che la novità è il diventare vecchi in una società che invecchia.
Foto coppia con giornale: Foto SHVETS production da Pexels












