Quando l’età non è un problema

Gli esami Beatrice li aveva terminati molti anni fa. Poi aveva interrotto gli studi, senza laurearsi.  Aveva comunque costruito un solido percorso di lavoro all’interno della Scuola Internazionale “Personalità e Relazioni Umane”, specializzata in formazione e ricerca nei processi di crescita personale.

Nel frattempo, anni di volontariato all’interno della Casa delle Donne, continuando il suo impegno, qui in aiuto alle donne vittime di situazioni violente.

Poi, qualche tempo fa, l’idea di chiudere il cerchio. E la possibilità di farlo anche ad anni di distanza perché, fortunatamente, gli esami sostenuti erano ancora validi. Mancava solo la tesi, che Beatrice ha realizzato utilizzando l’esperienza fatta sia come formatrice PRH che come operatrice d’accoglienza e di sostegno alla Casa delle Donne, proponendo un particolare approccio all’uscita dalla violenza.

110 e lode. Un bel traguardo.

Ma non finisce qui: il suo relatore, in qualità di Preside del Corso di Studi, colpito dal contenuto della tesi, è interessato a conoscere meglio l’operato del centro antiviolenza per poterlo inserire nelle parti sociali che vengono consultate per un confronto nei corsi universitari proposti a studenti e studentesse in ambito psicopedagogico.

E così, a 76 anni, per Beatrice si apre un nuovo capitolo, una nuova fase.

E la sua età non è un problema ma una risorsa. L’esperienza non un peso ma una ricchezza: il lavoro svolto negli anni, il tempo passato nell’ascolto, nel dialogo, nell’analisi e nella pratica quotidiana, hanno costruito via via una professionalità solida, competente, una maturità che un giovane non può avere. E che può essere passata ad altri.

Beatrice, infatti, non è stata mossa solo dal desiderio di portare a termine i suoi studi, ma piuttosto dal bisogno di comunicare e di trasmettere attraverso l’esperienza sviluppata, la possibilità di un processo di crescita del divenire se stessi, utilizzando un metodo (PRH) che consente a ogni adulto di conoscersi, di diventare protagonista della propria realizzazione nei diversi aspetti della vita affettiva, relazionale, professionale, cooperando così all’umanizzazione della società.

E’ una bella storia. Un messaggio positivo, un esempio, per tutti: l’età non è uno scoglio, e a volte, dietro l’angolo, si aprono prospettive nuove e inattese.

Come sostiene Beatrice: “Tutti possiamo prendere in mano le nostre aspirazioni e i nostri desideri, utilizzando le proposte che la Vita continua a farci.  Perché la Vita è divenire, è movimento e noi possiamo entrare a farne parte in modo consapevole, artefici del nostro ‘essere’ in questo mondo che ha urgentemente bisogno di noi così come siamo oggi, senza nasconderci dietro un “non sono capace” “valgo così poco”, “sono troppo vecchio” … Noi tutti (tu, io) siamo preziosi così come siamo. Questo è il bello, e solo questo ci rende veramente felici in profondità. Siamo in cammino…”

Foto: designed by Freepik, generata con l’IA

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Ha insegnato Lettere per trent’anni in scuole a “tempo prolungato” e ne va molto fiera. Ha condotto laboratori di animazione nella Scuola Secondaria di Primo Grado, nella Scuola dell’Infanzia, e in centri di aggregazione giovanile. Nel 2013 è stata fra i fondatori della associazione culturale Cicogneteatro, ha collaborato con case editrici nell’ambito dell’editoria scolastica, realizzando apparati didattici e documentali.

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