Buone notizie dal fronte ambientale: l’Italia che non ti aspetti

Scrivo queste righe nei giorni in cui la primavera dovrebbe risvegliare l’ottimismo, eppure il cielo resta spesso coperto, specchio fedele dell’umore di molti. Tra crisi e incertezze, il pensiero dominante è che “tutto vada male” e che il futuro sia catastrofico; ogni notizia sembra una conferma che stiamo scivolando verso il peggio.

Ma è davvero così o è semplicemente più facile notare ciò che non funziona? È interessante ricordare come le preoccupazioni ambientali cambino con l’età: paradossalmente, oggi sono proprio gli “over 55” a mostrarsi più preoccupati per il futuro rispetto ai giovani.

Chi di voi si impegna ogni giorno in uno stile di vita sostenibile deve sapere che questa costanza sta dando frutti concreti. Se a volte siete stanchi di separare plastica e carta, consolatevi con i numeri: l’Italia si conferma leader europeo del riciclo. Nel 2024, il tasso di utilizzo circolare di materia (ovvero i materiali riciclati che sostituiscono materie prime vergini) ha raggiunto il 21,6%, surclassando la media UE ferma al 12,2%.

Non è un caso isolato. Il rapporto sul Benessere Equo e Sostenibile (BES) presentato dall’Istat a fine 2025 disegna un Paese in evoluzione positiva su più fronti:

  • Ambiente e Aria: Calano le emissioni di CO2​ e altri gas climalteranti, e la quantità di rifiuti urbani conferiti in discarica. Migliora leggermente la qualità dell’aria e, parallelamente, cresce il consumo di energia da fonti rinnovabili e la disponibilità di verde nelle nostre città.
  • Paesaggio e Cultura: L’abusivismo edilizio è in calo nel lungo periodo, mentre crescono gli investimenti comunali per la cultura e il numero di aziende agrituristiche, segno di un territorio che torna a valorizzare le proprie radici.
  • Salute: Siamo tra i cittadini più longevi d’Europa. La speranza di vita resta altissima, mentre diminuiscono la mortalità infantile, quella per tumore e la sedentarietà.

Anche le nostre case stanno cambiando. Secondo l’ENEA, il patrimonio edilizio italiano è sempre più efficiente: gli edifici residenziali nelle classi energetiche migliori (A4-B) sono saliti al 20%, mentre quelli più “energivori” continuano a diminuire.

Un progresso che ci vede protagonisti anche nelle rinnovabili: siamo secondi solo alla Svezia tra i grandi Paesi europei per quota di consumo interno lordo di energia verde (fonte ISPRA-Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale).

Infine, una nota di colore che arriva dai nostri boschi: chi ha ancora paura del lupo cattivo? L’ultimo censimento ISPRA ci dice che la popolazione di questo “storico” predatore è cresciuta costantemente, raggiungendo circa 3.500 individui, con un incremento significativo soprattutto sulle Alpi.

Se persino i lupi scelgono di tornare a popolare stabilmente l’Italia, forse una ragione c’è: nonostante il pessimismo, il nostro Paese ha ancora molto da offrire.

Vuoi leggere i precedenti articoli della sezione Silver Ecology? Leggi qui

Foto designed by freepik

Condividi questo articolo

Esperta ambientale, amante dei viaggi e volontaria attiva.

Lascia un commento