Come cercare un nuovo lavoro: l’utilizzo di Linkedin
Prosegue con questo articolo il nostro approfondimento sulle strategie da attuare per la ricerca di un nuovo lavoro. Trovate sul sito il precedente articolo, che abbiamo dedicato alle società specializzate alla selezione del personale.
Questa volta ci occuperemo invece del ruolo, estremamente importante, che viene svolto da Linkedin per la ricerca di un lavoro.
Si tratta della piattaforma online utilizzata dalla stragrande maggioranza degli operatori e delle aziende per le comunicazioni di tipo professionale, nonché per effettuare ricerche di personale a tutti i livelli. Molte aziende ricercano nuove figure professionali servendosi esclusivamente del supporto di Linkedin, altre lo utilizzano in affiancamento a modalità e canali più tradizionali.
Diviene dunque fondamentale, per i senior che sono alla ricerca di un’occupazione, utilizzare al meglio questo strumento, che è piuttosto intuitivo nell’uso, soprattutto per chi è più avvezzo alle nuove tecnologie, ma che potrebbe indubbiamente creare qualche barriera d’ingresso a chi è meno abituato ad aver a che fare con il computer e con le sue applicazioni.
Il mio consiglio, in questo caso, è sempre lo stesso: facciamoci aiutare dai più giovani, e dunque dai propri figli, dai propri nipoti, o dai figli degli amici, che sono certamente abituati ad utilizzare Linkedin e altre piattaforme tecnologiche simili, spesso anche in modo avanzato, e sono quindi in grado di affiancarci e darci i giusti consigli.
Linkedin può essere sfruttato da chi cerca lavoro in due modi diversi, ma complementari: in modo passivo e in modo attivo.
La prima modalità prevede l’inserimento del proprio profilo professionale nel portale, con l’obiettivo di essere notati dagli operatori del settore che sono alla ricerca di candidati per ricoprire posizioni specifiche e di essere quindi contattati per un colloquio di lavoro.
In questo caso sono fattori essenziali per raggiungere il proprio scopo soprattutto la completezza delle informazioni e il loro aggiornamento costante, così da rendere più “appetibile” il proprio profilo professionale e aumentare le possibilità di un contatto. Molto importante è inserire tutte le informazioni, quelle ad esempio relative alle proprie occupazioni precedenti, che aiutino a comprendere quali capacità si sono sviluppate, quali competenze si posseggono, in quali aziende abbiamo lavorato.
Bisogna armarsi di pazienza e cercare di inserire tutto ciò che può essere utile per caratterizzare la propria candidatura, includendo qualche parola in più piuttosto che qualcuna in meno: questo perché la ricerca di candidature su Linkedin viene effettuata attraverso motori di ricerca avanzati, che operano attraverso l’individuazione di parole chiave.
Per fare un esempio: se avete esperienza nell’ambito delle vendite all’estero, e avete operato magari nel mercato cinese, potrebbe non essere sufficiente indicare nel proprio profilo una generica conoscenza dei “mercati internazionali”. Se un’azienda è alla ricerca di un profilo che, fra le altre cose, sia esperto anche del mercato cinese, potrebbe non individuare la vostra candidatura, che verrebbe invece messa in risalto nel caso elenchiate tutti i principali mercati esteri sui quali avete operato, compreso quello cinese.
La modalità “attiva” di utilizzo di Linkedin riguarda invece la ricerca di annunci di lavoro pubblicati appositamente dalle aziende nella sezione dedicata.
Impostando le giuste opzioni tali annunci potranno essere segnalati in automatico dal sistema, una volta che l’applicazione è in grado di riconoscere i settori e le posizioni ai quali siete interessati.
In questo caso diviene dunque importante individuare con precisione e completezza gli ambiti nei quali la nostra candidatura potrebbe avere una spendibilità: quale settore merceologico, quale tipo di azienda, quale posizione di lavoro, quale sede di lavoro, e così via.
Capita a volte di chiedersi se è il caso di candidarsi per posizioni che non sono perfettamente in linea col proprio profilo professionale. La risposta è la seguente: sì, ma senza esagerare. Se un’azienda, ad esempio è alla ricerca di un Responsabile Amministrativo, e la nostra esperienza riguarda invece soprattutto l’ambito del marketing, è poco serio e poco sensato rispondere all’annuncio.
Ma se un’azienda ricerca un profilo che abbia una conoscenza ottima della lingua inglese, mentre il nostro inglese è ad un livello basico, vale forse la pena comunque di rispondere, nel caso in cui possediamo tutti o quasi gli altri requisiti indicati, perché la nostra candidatura potrebbe essere ritenuta di interesse dall’azienda in questione proprio a motivo delle altre competenze ed esperienze che possiamo mettere a disposizione, e il fattore inglese potrebbe passare in secondo piano, o potrebbe essere risolto frequentando un corso apposito.
Ricordiamo, infine, che Linkedin consiste più in generale in una piattaforma dedicata alla comunicazione e relazione digitale: è un’occasione per entrare in contatto con persone, per instaurare rapporti professionali, per ricevere informazioni, per aiutarsi cioè in quell’esercizio estremamente importante anche per la ricerca di un lavoro che viene chiamato networking.
Il consiglio in generale è dunque quello di dedicare ogni giorno almeno una mezz’ora del nostro tempo per l’aggiornamento del proprio profilo Linkedin, continuando ad arricchirlo con nuove informazioni, e allo stesso tempo per verificare se sono stati pubblicati annunci in linea con quanto stiamo ricercando.
Con il passare del tempo aumenterà la nostra confidenza con lo strumento, diverrà sempre più facile per noi comprenderne le logiche, e finiremo per scoprire ulteriori funzionalità che costituiranno opportunità aggiuntive di arricchimento e di maggiore efficacia nel nostro percorso di ricerca lavorativa.
Foto di Andrea Piacquadio da pexels
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Marco Ronchi è Senior Consultant di AIMS International, società di Executive Search. In precedenza ha operato a lungo nelle Direzioni HR di aziende italiane ed internazionali.












