Donne, violenza e arte
Voglio parlare di due capolavori che si trovano alla Galleria Borghese, guidata da un breve documentario che il giorno prima della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne (25-11-2025) è stato trasmesso su “La 7” dal titolo “Proserpina e le altre” del 2024, di Francesco Masi e Mariangela Barbanente, reperibile in rete, che mostra un punto di vista particolare sull’arte, che è sempre interpretazione della realtà.
Le splendide creazioni marmoree del Bernini: il Ratto di Proserpina da parte di Plutone, di cui ammiriamo la plasticità della mano che affonda nella coscia marmorea, o Apollo e Dafne, nell’attimo in cui la ninfa si sta sottraendo alla presa e trasformando in un albero, non sono altro che la rappresentazione di uno stupro.
Mi ha molto colpito il fatto di non averlo mai notato freddamente, e ora, da senior in là con gli anni, mi domando perché sia accaduto. Ne ho parlato con alcune amiche, senior come me, e, dato che nel documentario non si spiega perché non ci siamo mai accorte che si trattava della rappresentazione di uno stupro, dopo discussioni siamo giunte alla conclusione che sicuramente è successo perché il mito ci ha suggestionato e ha sovrastato l’atto, inoltre l’arte ha trasfigurato l’atto stesso, facendoci apprezzare i particolari, ma certamente velandone il significato.
Nulla va tolto alla bellezza dei capolavori, ma nel documentario ci si chiede se, attraverso l’arte, la violenza maschile sul corpo femminile possa diventare una forma di erotismo, o se possa aver influenzato la cultura patriarcale della violenza, o si tratta semplicemente della rappresentazione di una cultura maschilista che esiste da millenni e che fatica a mutare.
Con le amiche ci siamo dette che certo la rappresentazione della violenza da parte delle donne è un’altra cosa: una delle poche artiste come Artemisia Gentileschi rappresenta un cambiamento di prospettiva e di interpretazione: la Giuditta che decapita Oloferne della Gentileschi è un’opera potente e drammatica che mostra l’eroina biblica e la sua ancella mentre compiono l’atto di decapitare il generale nemico, con un’intensità emotiva sicuramente legata alla vicenda autobiografica dell’artista, che come è noto, giovanissima, subì una violenza sessuale da parte del pittore Agostino Tassi, seguita da un infamante processo che tendeva sempre a colpevolizzare la donna. Artemisia fa di questa sua opera una potente icona di riscatto e forza femminile.
Sempre in quest’ottica ho visto al Museo S.Giulia di Brescia la bella mostra “Material for an exhibition” (fino al 22-2-2026), di artisti palestinesi. Qui è ancora diversa la rappresentazione della violenza, in questo caso della guerra, da parte dell’artista Dina Mattar, palestinese di Gaza, che qui presenta una delle sue opere più importanti: si tratta di “Our burdens are on our journey”: un grande affresco a colori di una scena di vita quotidiana a Gaza: un’umanità dolente, che trasporta masserizie, taniche, cibo.
I volti sono seri, ripresi in una fissità sbigottita e rassegnata. Una sola donna lacrima, in mezzo alla folla. Una scena drammatica, che ad un primo sguardo potrebbe evocare Guernica…Invece. Quante mani, quante braccia che circondano, che sostengono, che stringono! Si potrebbe dire che mani e braccia sono i veri protagonisti: noi resistiamo, ci sosteniamo. Si tratta di una risposta nuova contro la violenza, che fa sperare in un cambiamento in atto anche se lento, proprio grazie al punto di vista femminile.
Mi piace a questo punto sottolineare che, con le amiche senior, ci siamo appropriate di un materiale di conoscenza giunto ora al grande pubblico ma mai elaborato, cioè non ci abbiamo mai pensato, vedendone oggi infinite relazioni, proprio perché siamo senior.
In foto: Il ratto di Proserpina – Gian Lorenzo Bernini, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons. In home page ritaglio della medesima foto.
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Silvia Ghidinelli è Presidente dell’Unitre di Fossano e cura l’invecchiamento attivo dei senior della sua città, anche come docente del Laboratorio “Piacere di leggere”. E’ membro attivo dell’Associazione culturale Cicerone e si spende per far conoscere agli studenti l’arte del territorio a Km 0. Si dedica quindi ai senior e ai giovanissimi











