Paura della solitudine
La storia di: Marco
La solitudine è una brutta compagna. Chi la sperimenta fa fatica a trovare alternative. Anche la rete, un sito, un blog possono diventare un canale attraverso il quale provare a sfuggire a questa condizione. La solitudine non riguarda naturalmente solo i senior, ma è un fatto che all’avanzare dell’età i rischi di incappare nella solitudine sono alti. Come è testimoniato da molte storie che Osservatorio Senior riceve. La storia di Marco, qui di seguito riportata, ne è un esempio.
Scrive Marco: “Oggi ho cercato in internet ed ho trovato questo bel blog. Mai scritto in un blog sino ad ora. Mi chiamo Marco, 60 anni (a detta degli altri ne dimostro meno), single separato da qualche anno, figli maggiorenni che si stanno costruendo la loro vita. Terminata una relazione, dopo la separazione, alla quale ho dato tutto ed ora mi ritrovo solo e senza amici.
Sono (forse ero?) un tipo dinamico ed ho bisogno di “fare”, ma ora sono vuoto e non trovo la forza di buttarmi per cercare nuove amicizie, è triste dirlo, ma non so da dove cominciare. La sera ed i fine settimana sono penosissimi, prima sempre qualcosa da fare (sono amante dell’aria aperta), ora invece…
Spero di trovare tra di Voi Amici, una parola, un consiglio, un aiuto per risollevare il mio morale e la mia vita. Un caro saluto a tutti Voi. Marco”
Questa storia è stata pubblicata anche su iragazzidisessantanni.it













Ciao Marco, anche per me è una novità scrivere in un blog, ma a quanto pare nella vita mai dire mai…. Scrivo perché dopo avere letto la tua storia….mi ci sono ritrovata sotto molti aspetti. Mi chiamo Grazia, ho 54 anni (anche io mi sento dire che non li dimostro), sono single dopo essermi separata; ho due figli, uno vive all’estero, l’altro e’ con me (non so ancora x quanto).Come te dopo la separazione ho avuto una relazione nella quale ho creduto moltissimo. Purtroppo e’ finita, e anche io come te mi trovo in una condizione strana. Senza energie positive, a terra, e senza sapere da che parte ri-cominciare. La vita così e’ triste, manca l ‘entusiasmo. Forse perché anche io arrivo da anni positivi, fatti di escursioni in montagna, passeggiate, teatri, concerti, piccoli viaggi, o anche il semplice uscire x una pizza….insomma la vita vera. Ora il vuoto. Come vedi Marco non ho consigli da darti , ma a volte il sapere che non sei l’unico a vivere certe sensazioni può aiutare. Così mi auguro. Una buona domenica, comunque. Ciao. Grazia
Mi fa molto senso leggere qui dei dettagli che sembrano descrivere me.
L’aver avuto in precedenza una vita magnifica, piena di magnifici weekend felici con un sacco di amici, fa penare forse ancor di più. Perchè non ne siamo abituati.
Esiste gente che da sempre gode standosene a casa a leggere un libro… forse per loro un divorzio non sarebbe poi così stravolgente.
Ciao Marco… ho letto e mi ritrovo nelle tue sofferenze…gioventù e bei momenti oramai andati…gli amici quelli artificiali per intenderci fanno la loro effimera presenza dopo che il puro interesse materiale venga meno…esclusi i nostri genitori per chi li abbia ancora tutto il resto è solo un penoso ritornello di falsi convenevoli e salutini idioti spesso telematici…Per assurdo e purtroppo in certi momenti di delirio talvolta si attendono persino le notizie di disavventure altrui per non sentirsi più unici e di conseguenza in compagnia…Questo è stato per me…la mia storia incredibile sotto certi versi è inutile che te la racconti anche perché sarebbe troppo lunga narrarla in pochi passaggi…ma tra le tante una cosa che mi ha fatto più male è stata la perdita di un amico che per anni erroneamente ritenevo tale fin tanto quando quest’ultimo è diventato negli anni con vari artifizi uno tra i tanti professionisti ben remunerati…mentre il sottoscritto è rimasto socialmente un anonimo escluso tra i milioni di anonimi….e dire che quando è stato necessario a mie spese mi sono sempre fatto in quattro per lui è per tanti altri …recentemente mi sono rifatto una nuova vita all’estero ma il tutto è stato credimi molto doloroso…
Ciao Marco, chi ti scrive è una quasi 60 enne, ho letto la tua storia
e permettimi di dirtelo, ti trovo molto confuso su quel che vuoi fare.
Dici che sei(eri?)un tipo dinamico e hai bisogno di “fare” e che sei amante dell’aria aperta ma, non sai da dove cominciare? Mi permetto di darti un consiglio. Ci sono tanti sport che puoi fare in quel campo; tennis, corsa, bicicletta( qui da me c’è gente che va in bicicletta in mezzo al traffico da far drizzare i capelli anche a chi non ne ha) e poi se frequenti un ambiente è più facile fare amicizia condividendo gli stessi interessi. Poi finiamola di voler cercare qualcuno a ogni costo, se succederà, succederà quando meno te lo aspetti o quando smetti di voler cercare.
Sarà un mantra usurato, ma bisogna star bene con se stessi per star bene con gli altri.Quindi forza e auguri Marco!
Questo è un commento giustissimo e ne siamo tutti convinti QUANDO STIAMO BENE.
Quando invece la solitudine è sofferta, quando siamo tristi e magari anche all’anticamera della depressione, ecco ciò che hai scritto appare come una delle tante frasi fatte, banali luoghi comuni bellissimi in teoria ma impossibili nella triste realtà.
Caro Marco, ho qualche anno più di te. Non ho avuto figli e non ho avuto nipoti.
Nessuno mi ha mai chiamata mamma, zia o nonna. La mia famiglia è un briciolo di persone. Il mio ex marito non può camminare e vive costretto in casa. La mia unica sorella ha seri problemi di salute.
Vivo sola e tutto ciò è molto triste per me. Dormo con il telefono sul cuscino, per correre da loro in caso di bisogno.
Questa piccola parentesi sulla mia vita, per dirti che esistono vite anche molto più dure di come rappresenti la tua.
Non bisogna mai piangere su situazioni difficili, ci sono tante strade da intraprendere per superare la malinconia della solitudine. Ti hanno già consigliato cosa fare, è inutile che mi ripeta. Offri te stesso al mondo, affacciati alla finestra della tua vita e respira una nuova aria.
Ti auguro tutto il bene del mondo.
45 anni e con una probabile separazione che inizia a vedersi all’orizzonte.
Quello che hai descritto è la mia più grande paura: che la solitudine, per ora goduta a pezzi di tempo fin troppo piccoli, si trasformi in uno stato negativo nel momento in cui ne avrò troppa, in eccesso, e la tristezza/depressione che ne conseguirebbe mi impedirebbe di cogliere e gustare i lati positivi.
Succede proprio così: prima eravamo felicissimi di andare da soli a fare una passeggiata, mentre poi la stessa passeggiata solitaria ci sembra una roba da sfigati e con più aspetti negativi che positivi.
Non è la solitudine in sè che mi fa paura, anzi spesso la trovo stimolante perchè so come sfruttarla e so anche farmi nuovi amici, ma mi terrorizza la depressione che fa passare l’entusiasmo, toglie lo stimolo, toglie la voglia di sfruttarla e rende psicologicamente impossibile farsi nuovi amici.
Tra l’altro mi ritrovo molto nella tua descrizione: anche a me piace la vita all’aria aperta, incontrare gente vecchia e nuova, ecc. Sembra che tu abbia scritto apposta per me.
Salve , vedo che i commenti sono un po’ datati, ma scrivo lo stesso.
dopo un matrimonio di 25 anni, mia moglie mi ha lasciato, ho perso tutto, la famiglia era il mio tutto. Adesso sono solo, faccio fatica a riempire le giornate , sono grato che ho un lavoro che mi prende parte del tempo, ma poi torno a casa , nel silenzio, nel vuoto. Ho pochi conoscenti, colleghi di lavoro ognuno perso dentro i fatti suoi come dice la canzone, due figli grandi che mi vengono a trovare. La solitudine mi sta divorando, non ho un tessuto sociale a cui attingere, faccio sport, vado al cinema, ma è la solitudine la mia nuova compagna. E’ non sto bene mi sveglio nel cuore della notte con una triste nostalgia di quello che è stato, so che devo accettare e lasciare andare ma sono solo.
Buongiorno Antonio e buongiorno a tutti coloro che frequentano questo blog. Ti scrivo perché la tua situazione è terribilmente uguale alla mia. La solitudine ti aspetta proprio lì, tra un impegno e l’altro pronta a fare capolino quando meno te lo aspetti….Che dire? Alla fine leggere queste testimonianze comunque mi aiuta perché mi fa capire che non siamo soli. Sarà un periodo duro, durussimo e in parte temo che l’età non aiuta in tal senso. Ma ce la faremo…!
Grazie per quello che hai scritto, tutti a dire devi reinventarti una vita, da una fine arriva un inizio, ma vivo in piccolo paese turistico e a parte i mesi estivi, l’inverno è lungo, noioso e non c’è niente da fare. Per me ormai estate e inverno sono la stessa cosa, vorrei vivere, interagire, non sono chiuso, ma è tutto in salita, il mio mondo è svanito in pochi mesi e non riesco ad emergere.