immagine-senior-header
silver-value
2017-09-12-generazioni-a-confronto—banner-header_2
Lavoro

Trovare lavoro dopo i 55 anni

Perdere il lavoro, a qualsiasi età, è un’esperienza dura, talvolta difficile da metabolizzare. Ritrovarsi senza lavoro dopo i 55 anni rischia di essere un’esperienza particolarmente frustrante, piena di incognite e con un percorso tutto in salita.

offerte-lavoroFatta questa doverosa premessa vediamo cosa è possibile fare per rendere questo periodo di transizione un’esperienza il più possibile produttiva.

A differenza di quello che il buon senso suggerirebbe è sconsigliabile rimettersi subito, a testa bassa, a ricercare un lavoro. Le prime settimane, talvolta i primi mesi dal momento della chiusura di un rapporto di lavoro, vanno dedicati a prendersi cura di sé. E’ come quando improvvisamente ci si ammala, si prende una brutta polmonite: è necessario curarsi, guarire e poi concedersi un periodo di “convalescenza”.

Tradotto in atteggiamenti e comportamenti concreti significa prendersi del tempo, dare spazio al crogiolo di emozioni che caratterizzano questi momenti (rabbia per la percezione di ingiustizia, paura del futuro, tristezza della perdita, sorpresa, precarietà) e poi iniziare a riflettere sulla propria situazione, personale e familiare.

Il pericolo di “darsi immediatamente da fare” è quello di giocarsi buone carte nel momento e con le modalità sbagliate!

Riflettere sulla propria situazione significa, ad esempio, osservare la propria storia professionale, gli snodi critici che la hanno caratterizzata, le esperienze più significative, le decisioni che la hanno indirizzata verso un senso o un altro. Lo sguardo in questa primissima fase dovrebbe essere il più possibile “generoso” verso se stessi, riconoscente delle piccole o grandi cose realizzate.

Questa riflessione, se ben vissuta, dovrebbe portare ad una presa di coscienza realistica di quello che realmente sappiamo fare e che quindi possiamo mettere a disposizione di una nuova esperienza professionale. Qui è bene essere “spietati” nel mettere a fuoco competenze, capacità, punti di forza e debolezza.

In questo momento una delle attenzioni da avere, specialmente se il curriculum è vasto e pieno di esperienze, va contro l’istinto. E’ fondamentale invece avere la capacità di scegliere cosa togliere dal racconto della propria esperienza professionale. L’istinto, l’orgoglio, porterebbero ad “aggiungere”, ad esempio a scrivere un curriculum lungo e dettagliatissimo; la ragione deve portare invece a “togliere” quello che è superfluo, che non è più adeguato ai tempi o alla età, che renderebbe troppo ingombrante la rappresentazione professionale di noi stessi, che potrebbe perfino spaventare chi ci legge o ci ascolta.

Cercare lavoro … è un lavoro!      Dopo i 55 anni è un lavoro tosto, complesso, che richiede la capacità di utilizzare al 100% le nostre migliori risorse emotive e cognitive. E’ fondamentale quindi concentrarsi su tutte le attività che dipendono direttamente da noi. E lasciar perdere, almeno in parte, quello che dipende dagli “altri”: dal mercato del lavoro, dalle aziende, dalle società di ricerca del personale.

Dedicare attenzione e mettere energia nel migliorare la nostra performance, la nostra prestazione: il risultato, come ben sa chi fa sport, dipende anche da fattori che noi non possiamo controllare e che quindi non dipendono da noi.

E’ un’ottima strategia concentrarsi invece su quello di cui si è direttamente responsabili:

  • lo stato emotivo con cui si decide di vivere questa esperienza,
  • il modo in cui ci si prepara e si presentano i motivi per cui dare un lavoro proprio a noi sarebbe un affare per un potenziale datore di lavoro,
  • il metodo e la tenacia con cui si utilizza in questa fase il network, personale e professionale.

C’è tanto da dire ancora: ne riparliamo in una prossima puntata!

5 Commenti

  • ma ora che il popolo si è espresso chiaramente a favore della costituzione i politici di turno si diano una mossa per risolvere una volta per tutte il problema della disoccupazione dateci un lavoro dignitoso con cui poter vivere non chiediamo l’elemosina ma soltanto lavorareì

  • dire che l’Italia è un paese civile mi sembra troppo esagerato lasciare chiunque senza possibilità di vivere dovrebbe essere reato e un disoccupato senza alcun reddito non ha nessuno scampo! chiunque ha uno stipendio lo dovrebbe condividere con chi non lo ha si dovrebbe lavorare o tutti o nessuno almeno che non ce voglia e quelli che si fanno timbrare mi sembra che voglia non ne hanno, ecc ecc

  • ho perso il lavoro in italia sono quindi tornata in francia dopo 24 anni a vicenza…sono nel est non mi ci trovo più…climat lingua ect..
    ho un aiuto statale di 400 euro ma devo dire ho 55 anni e come lavoro da 2 anni mi è stato proposto niente!! si qualche ore di pulizie!!!
    vorrei tornare in italai ma ora ho paura..

  • Anch’io ho 60 ann,un operazione alla schiena,con placche e viti, sono 6 anni da quando la mia ditta di autotrasporti è fallita.e adesso mi ritrovo senza un euro e non so come andare avanti. Tante volte mi è balenato il suicidio. In quanto per ne è molto umiliante tutto questo. Le istituzioni dove sono!! Non chiedo niente allo stato, ma trovatemi un lavoro….Giuseppe

Commenta