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Lavoro

Sfide: la ricerca di un nuovo lavoro

La ricerca di un nuovo lavoro dopo i 50 anni è più difficile che a 30 o 40. Non tanto perché il mercato tenda a rifiutare gli over cinquanta preferendogli i più giovani anzi, statistiche alla mano, è piuttosto il contrario, almeno in certi ambiti. Quanto perché psicologicamente e operativamente non siamo preparati: spesso il cambio non è una scelta ma una necessità.

Nella ricerca di una nuova occupazione ci sono diverse cose a cui fare attenzione: il curriculum vitae da scrivere bene, le fonti di informazioni da presidiare, le competenze da rinverdire. Ma credo che due siano le cose fondamentali su cui concentrarsi: la confidenza, nel senso di “essere confidenti”, ed il network.

I motivi per cui è fondamentale essere confidenti sono probabilmente ovvi. Ne indico tre, tutti relativi al momento cruciale del colloquio:

  • L’intervistatore cerca di immaginarsi come sarà lavorare con voi e le risposte più convincenti non derivano solo dalla vostra esperienza e competenza ma dalla tranquillità e sicurezza con cui rispondete.
  • Le aziende cercano collaboratori capaci di confrontarsi con situazioni positive ma anche negative. Vogliono assumere persone capaci di affrontare tempi difficili senza “sclerare”. E questa sensazione, ancora una volta, passa più da come parlate che da quello che raccontate.
  • La vostra lucidità puo essere minata da uno stato di ansia elevato. Non è solo l’intervistatore che deve capire con chi ha a che fare ma anche il candidato. Anche la negoziazione dei termini di assunzione è più efficace in presenza di una maggiore confidenza.

Ma naturalmente dire che non bisogna mostrarsi disperati è una cosa, riuscirci un’altra.

Per aiutarsi in questa impresa è molto utile concentrarsi sulle azioni da mettere in campo piuttosto che sul risultato da raggiungere. Mettere testa ed energia nel disegnare un programma di cose da fare, darsi dei tempi, degli obiettivi intermedi, valutare i risultati in progressione … piuttosto che lasciarsi andare e immaginarsi/preoccuparsi del lavoro che troverò/non troverò, vicino/lontano da casa, pagato bene/male, per non parlare delle reazioni di chi mi sta intorno.

Lo studio e l’attivazione del proprio network di relazioni è una delle azioni fondamentali del percorso di ricerca.

Si dice che si può arrivare a chiunque nel mondo in sei passaggi. Mi interessa Trump? Conosco qualcuno che ha rapporti con politici anche di seconda o terza fila? E questi ultimi vuoi che non ne conoscano almeno uno di primo piano che ha rapporti con industriali, politici esteri …? Teoria naturalmente, ma coglie bene la sostanza del network.

Gli over 50 sono favoriti rispetto ai piu giovani: hanno più anni alle spalle e quindi più conoscenze.

Quali sono i passi fondamentali per attivare il proprio networking?

Primo “portarlo a galla”. Ci viene facile elencare le persone che oggi conosciamo (anche se non è da sottovalutare l’attenzione che serve per non dimenticare nessuno). Mano a mano che andiamo indietro nel tempo la difficoltà aumenta. Questa fase è centrale, bisogna dedicarle il giusto tempo. Meglio in più momenti: i nomi riemergono lentamente. Niente filtri, scrivere su un foglio tutti quelli che vengono in mente. Il network serve soprattutto per avere informazioni e suggerimenti e solo in una minoranza di casi per avere da subito precise e già definite indicazioni su posizioni aperte (non si arriva a Trump al primo passaggio!). Va pensato in termini ampi.

Secondo: classificare i nomi in base ai benefici che possono procurare e alla facilità con cui sono raggiungibili. C’è chi disegna cerchi concentrici posizionando i nomi più o meno distanti dall’obiettivo al centro; chi preferisce creare delle categorie; chi assegna un valore Alto Medio Basso … il modo non è importante.

Terzo: costruire un piano di contatti e argomentazioni e realizzarlo in modo metodico e accurato.

Ricordiamoci che cercare un lavoro è un lavoro! Una delle caratteristiche degli “over” è che hanno imparato cosa vuol dire lavorare bene. Applichiamo questa conoscenza anche alla ricerca di un nuovo lavoro.

3 Commenti

  • Uscito, a 46 anni da una multinazionale che mi era sembrato il sogno della mia vita, causa mobbing, ho dovuto cercare un nuovo lavoro. Oggi sono in pensione ma, credetemi, mi è costato molto più di quanto potessi mai immaginare. Meglio accettare di andare a fare il contadino !

  • Buona sera Bruno, grazie del suo commento. In tanti anni di professione credo di poter dire che a molti, sarei tentato di dire a tutti, sono capitati momenti duri. La condivisione qualche volta aiuta a “fare pace” con la sofferenza subita.

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