Un’impagabile colf
Della serie “Appassire con stile”.
Sono le 8 di un venerdì mattina, giro per la casa riordinando: la tazza del caffè dal salotto al lavandino, i giornali da riordinare, la giacca da appendere… Gorgoglia la caffettiera, corro in cucina a spegnere il gas e mi siedo a sorseggiare un buon caffè profumato mentre ascolto la radio, poi mi preparerò per andare a yoga.
Alle 8 e mezza, puntuale, suona il campanello Vera, la colf di mia figlia che ogni tanto viene a pulire in casa mia, anzi, questa volta lo ha deciso lei quando venire e che cosa fare. L’ho incontrata l’altro giorno al mercato: inconfondibile con una bella sciarpa che le ho regalato a Natale, ci siamo abbracciate e subito mi ha detto: – Silvia, quel vento che c’è stato ti avrà sporcato i vetri, vengo venerdì mattina, che sono libera.
Non si può dire di no a Vera, è un tornado che pulisce le nostre case come fossero la sua, un vulcano che vuole bene a tutti noi di famiglia e ci accudisce con affetto: prepara vasetti con leccornie come fanno al suo paese, d’estate si occupa delle piante del mio terrazzo quando non ci sono, sa cucire, lavare i tappeti persiani…Come faremmo senza di lei?
La conosco da tanti anni e stiamo invecchiando insieme. Eccola qui sulla porta: è una bella signora bruna, una senior oltre la sessantina, di nazionalità albanese, in Italia da tanti anni con la famiglia di suo fratello e due nipoti. Alla nipote Jennifer ho dato lezione di Italiano fin da quando era alle scuole elementari ed era in difficoltà con la lingua, ora è alle Superiori e se la cava bene.
Vera è più bassa e più rotondetta di me eppure le vanno bene tutte le cose da vestire che le passo: lei sa allargarsele, accorciarsele e anzi dice simpaticamente che la costringo a non ingrassare di più, altrimenti non le vanno più bene i miei vestiti. Mi racconta sempre che sua cognata le invidia il vestiario che le regalo e le dice sempre che lei è fortunata…, è una furbona Vera, così mi invoglia a regalarle delle cose ancora belle, invece di lasciarle invecchiare negli armadi. Ma è anche molto orgogliosa e generosa Vera, perché tante volte, per questo, non vorrebbe addirittura essere pagata per i suoi servigi…
Vado a prepararmi mentre lei si appresta alle sue faccende e va a prendersi la scala; quando entro nel soggiorno la trovo che pulisce il lampadario a gocce con guanti bianchi di cotone con le punte delle dita intrise nell’alcool: – Come mi hai insegnato tu Silvia! – mi dice allegramente.
Sorrido mentre le rispondo: – Lo sai che anch’io l’ho imparato da un film: da Margherita Buy che faceva l’Ispettrice negli alberghi e arrivava di sorpresa a controllare la pulizia e così faceva per controllare i lampadari! Se le punte dei guanti erano annerite l’albergo era declassato!
E ama raccontarmi che le sue clienti sono stupite e l’ammirano molto per questo suo modo…
Ha lasciato sul tavolo l’ultimo libro che le ho prestato:” Cioccolata da Hanselman” di Rosetta Loy. Ho iniziato anni fa a prestarle dei libri di facile lettura, ora Vera è una buona lettrice e le piace anche parlare del libro che legge; a me fa molto piacere prestarglieli e scelgo attentamente il libro da darle, forse questa volta era un libro difficile? No, a Vera è piaciuta molto la vicenda e la storia delle sorelle, e quel poveretto…e quell’Arturo…, ma il marito non si era mai accorto di niente?
La ascolto divertita dai suoi commenti mentre cerco un altro libro da prestarle: ormai è un rito.
– Ti ho già prestato “Le tre del mattino”? –
– Sì, di quel ragazzo che va a curarsi in Francia….- ribatte lei
I libri se li gusta e se li ricorda, è intelligente Vera e vuole che i suoi nipoti studino, mentre lei non ha potuto…
– Allora ti presto questo che leggerai in un baleno, di un grande scrittore… “Storia di un killer sentimentale”. Sono certa che ti piacerà…
Lascio sul tavolo il libro, i soldi e le chiavi per chiudere, che lascerà da mia figlia.
L’abbraccio ed esco serena: lasciare la casa in mano a Vera è come lasciarla ad un benefico folletto attempato, ma proprio per questo più affidabile, che la cura e la protegge.
Silvia Ghidinelli è Presidente dell’Unitre di Fossano e cura l’invecchiamento attivo dei senior della sua città, anche come docente del Laboratorio “Piacere di leggere”. E’ membro attivo dell’Associazione culturale Cicerone e si spende per far conoscere agli studenti l’arte del territorio a Km 0. Si dedica quindi ai senior e ai giovanissimi














Potrei anch’io raccontare una storia simile, con Monica che viene da me da 25 anni, italiana, molto carina , con una vita difficile che ora è cambiata e ha così ritrovato serenita e gioì con un marito che le vuole be ne è una figlia ormai undicenne brava e simpatica.
Ti avrei riconosciuta anche se non avessi trovato il tuo nome, Silvia, perché scrivi in un modo inconfondibile. Un abbraccio virtuale, ma io spero sempre in un incontro speciale ❤️❤️❤️???
Nella mia infanzia c’è stata una Maria, prima ed una Dora poi. Maria “ci ha cresciuti” mentre mamma e babbo lavoravano fuori casa e Dora ci ha insegnato ad impegnare il tempo quando, adolescenti, mamma diventata vedova, lavorava fuori casa e ci lasciava con lei. Non sarei quello che sono oggi (70enne) se nella mia vita non ci fossero state queste stupende persone !
durante isolamento ho partorito questi versi :
..2009 UN NATALE VISSUTO…UN NATALE CHE VORREI.. di rotellapiera@tim.it
UN NATALE VISSUTO..E’ IN SOLITUDINE
UNO CHE VORREI…DIVERSO
UN NATALE VISSUTO…IN MIA COMPAGNIA
UNO CHE VORREI..IN COMPAGNIA DI CHI M’ AMA
UN NATALE VISSUTO…E’ SENZA NEVE
UNO CHE VORREI.. RIVESTITO DI FIOCCHI ABBAGLIANTI
UN NATALE VISSUTO… A PRANZO E DA SOLA
UNO CHE VORREI…A PRANZO CON CHI NON M’ AMA
UN NATALE VISSUTO…SENZA BILLI
UNO CHE VORREI…CON IL MIO PECHINESE
UN NATALE VISSUTO…CON LA COLF IRINA E A CASA
UN NATALE CHE VORREI…CON LA COLF IRINA E A CASA !
Ciao tenerissima Piera!
Che bella questa poesia che sa di desideri!
Desiderare è essere vivi! Essere protagonisti della propria vecchiaia, non spettatori. Grazie!