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Volontariato

Nina, la bancaria del Tempo (dedicato agli altri)

Alì Terme è un gioiello della costa jonica dove la roccia dei monti Peloritani accarezza il mare, prendendo il nome di Capo Alì. “Terme” perché il paese, a una trentina di chilometri da Messina, sorge su una fonte di acque curative, sfruttate già dagli antichi Romani. Per trovare le radici invece dell’altro 50% del nome, bisogna scavare nel passaggio degli arabi, probabilmente, di ʿAlī ibn Abī Ṭālib, cugino e genero di Maometto.

Nina in una delle premiazioni che l’ha vista protagonista per celebrare la sua attività da volontaria (XVII Premio itinerante 2017 “Essenza Donna”)

Oggi Alì Terme è un graziosissimo paesino che conta poco più di duemila abitanti e… una Banca del Tempo, la prima nata in Sicilia, per mano di Nina Di Nuzzo, 84 anni, instancabile volontaria senior.

Per chi non fosse addentro alla materia, le Banche del Tempo, sono banche dove i correntisti anziché depositare i loro soldi, depositano il loro tempo e dove le “transazioni” sono caratterizzate dalla sua circolazione al posto del denaro, generando in questo modo un’economia alternativa, inclusiva e di grande impatto sociale per il territorio che la ospita.

Ho fatto la sarta tutta la vita, senza orari… oltre 50 anni di lavoro giorno e anche notte quando dovevo consegnare gli abiti”. Nina era un’artigiana, un’artista rinomata in questo spicchio di Sicilia, ma ci racconta che, nonostante queste soddisfazioni, le mancava qualcosa e quel qualcosa improvvisamente arrivò sul canale 1 della televisione pubblica, cambiandole la vita per sempre: “Mi chiedevano spesso se mi piacesse il mio lavoro, la riposta era sì, molto, ma io avrei voluto del tempo per me. E così Dio mi ha dato una cosa che io penso sia un regalo: avevo sessanta anni, era metà degli anni ’90 e in televisione andò in onda lo speciale TG1 curato da Bruno Mobrici, che parlava di un nuovo progetto chiamato Banca del Tempo”.

Per lei che, pur avendo preso la terza media dopo i sessant’anni, il leggere e lo scrivere era come l’ossigeno (all’attivo ha già due libri e altri in cantiere) non aver tempo era una maledizione e quindi trovare un luogo dove valorizzarlo divenne, ci confessa, illuminante: “Il tempo non è tiranno. Se lo si condivide, si moltiplica. Da lì ho scoperto che il tempo donato agli altri poteva anche essere ricevuto in cambio per le necessità quotidiane. Così nel 1997 abbiamo fondato la banca del tempo di Alì Terme, la prima in Sicilia e poi le altre in regione, nate perché ovunque andassi portavo dietro volantini, insomma ero veramente entusiasmata dal progetto”.

Ma le volontarie e i volontari della Banca del Tempo di Alì Terme superano spesso le mura del loro istituto di credito:Se c’è da fare volontariato nessuno ci ferma, anche oltre la Banca del Tempo. Nel 2009 nei nostri territori ci fu una tremenda alluvione, in quell’occasione ci lanciammo a capofitto nel dare una mano alle comunità colpite. Addirittura per due mesi siamo stati scelti da una banca di Ragusa ottenendo 30.000 euro per aiutare la popolazione alluvionata in tutto. Abbiamo condiviso lacrime, comprato elettrodomestici, pagato bollette. Tutto rendicontato alla perfezione”.

Un impegno che ha retto anche durante la pandemia, nonostante l’isolamento e i lutti:Durante il primo lockdown mi ha chiamato il sindaco, sapendo che ero sarta mi ha chiesto di iniziare una produzione domestica di mascherine. Era un momento di grande dolore per me, avendo appena perso il marito dopo sessantadue anni e due mesi di vita insieme e quindi non avevo voglia di niente se non di piangere, ma non potevo dire di no, capendo anche l’importanza della richiesta. Ho così coinvolto chiunque delle mie volontarie e dei miei volontari avesse un po’ di manualità. Alla fine ne abbiamo prodotte migliaia.

Nina ci confessa che il volontariato, oltre curare le ferite del cuore, i lutti, l’ha portata in luoghi e in incontri che non avrebbe mai pensato nella sua vita precedente, quella da sarta:Spendermi in questo progetto mi ha inoltre portata a soddisfare l’altro rammarico della mia vita lavorativa, cioè quello di non poter viaggiare. Da che quasi non uscivo di casa, ho girato tutta Italia, ovunque sono stata ospite di altre Banche del Tempo, portando i limoni del mio giardino, i dolci del mio paese, i miei libri. Ci scambiamo ospitalità, fiducia. Attraverso i convegni della rete nazionale, ci siamo conosciuti da nord a sud! Poi io di tavole rotonde non me ne perdevo neanche una. Si sono sviluppate amicizie meravigliose che durano ancora oggi”.

Ma fare parte di una Banca del Tempo, farci volontariato intendo, è pane per il senso civico di ogni Senior?Non di tutti. Siamo persone predisposte al bene. Chi non è predisposto non si aggrega a queste esperienze di volontariato. Anche la famiglia aiuta in questa missione. Io avevo un marito che come me era predisposto al bene e, quindi, comprendeva, per esempio, che potessi tornare tardi dopo il giro dagli alluvionati e non avessi tempo per cucinare alle volte. Abbiamo – ride di gusto – mangiato per due mesi pastina con l’olio, perché lui non sapeva fare altro”.

Per concludere, le chiedo chi le dà la forza ancora, a 84 anni, dopo 50 anni di faticoso lavoro, a quasi 25 dalla fondazione della Banca del Tempo di Alì Terme di mettersi in gioco e impegnarsi così grandemente invece di, finalmente, riposarsi. Nina ci pensa e con il suo splendido accento siciliano mi risponde tutto d’un fiato: “Francesco, io non sono grande, sono felice!”.

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