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Appassire con stile

Essere senior oggi

Un Convegno all’Unitre.

L’ Unitre di Fossano ha dedicato una giornata di riflessione sulla vecchiaia ai giorni nostri.

Poiché storicamente siamo i primi a vivere 15-20 anni e più di vita attiva dopo la pensione, non abbiamo riferimenti storico-culturali di come vivere al meglio questi anni e siamo gli apripista di questa nuova fase di vita che va pensata e progettata, poiché oggi tende ad occupare circa un quarto della nostra vita totale.

immagine dal convegno dell’Unitre

Come fare allora a vivere in modo positivo questa fase della vita? Proprio di questo abbiamo parlato con un gruppo di persone, che non si sono qualificate come esperte, bensì tra coloro che per ragioni di età stanno facendo esperienza diretta della vecchiaia, con qualche lettura e riflessione in più magari, ma sperimentatori, come tutto il pubblico presente.

Il Convegno è iniziato al mattino con la proiezione del film E se vivessimo tutti insieme? di Stephane Robelin, presentato da Fausto Bona, critico di cinema; il film propone temi forti sulla vecchiaia declinati con leggerezza.

Nel pomeriggio alcuni colleghi ci hanno offerto una panoramica sulla vita dei senior e alcuni suggerimenti per vivere bene un’età che può essere ricca di scoperte e soddisfazioni, guidati dal proverbio svedese: “La sera scopre cose che il mattino nemmeno immagina.” Il medico Enzo Brizio ha posto l’accento sulla prevenzione, mentre altri colleghi, Mariella Castellino, Giovanni Barbero ed io siamo intervenuti proponendo interessanti riflessioni di filosofi come Galimberti, Hillman e noti personaggi come Scalfari, Veronesi, la Montalcini e altri.

Anche nella letteratura odierna i senior ci guidano, con Donatella Zoi, alla scoperta di valori tradizionali come la socialità, l’amore, ma anche di percorsi trasgressivi e creativi per raggiungerli, come l’anziana protagonista del libro di Orengo “L’autunno della signora Wall “che lascia gli abituali scenari liguri, per trasferirsi in Olanda, o la protagonista del libro di Kent Haruf “ Le nostre anime di notte” che invita un vicino di casa a dormire da lei per parlare, libera dai pettegolezzi dei vicini.

Quattro sono i filoni di riflessione emersi: il primo è che il fine della vita è la scoperta di sé, svelare il proprio carattere che appare anche a noi stessi, che ora abbiamo il tempo per conoscerlo e sorvegliarlo, dopo aver rimandato per tutta la vita questa scoperta. In definitiva, come suggerisce Hillman, godere di una vecchiaia lunga serve “a rendere il nostro carattere, opportunamente invecchiato, capace di elargire, con ostinata tenerezza, benedizioni a tutti coloro che ci circondano. “

Il secondo filone si sofferma sull’impatto della rivoluzione tecnologica per eccellenza dei giorni nostri, con l’introduzione di Internet, che ha provocato enormi cambiamenti che hanno migliorato e miglioreranno la vita con sistemi robotizzati, ma anche prodotto disagi economici e psicologici e richiesto ai senior continui apprendimenti anche potenzialmente difficili, perché imparare da senior richiede flessibilità e continuo allenamento.

Il terzo filone punta sull’ esercizio del gusto estetico, che vuol dire coltivare la nostra anima più profonda che, senza immagini e sensazioni di bellezza appassisce e muore.  Dobbiamo coltivare il gusto del bello: la bellezza dell’arte, della letteratura, della poesia, ma anche il gusto nell’abbigliamento, nell’accostamento dei colori, perché spesso l’età avanzata sembra concederci una falsa libertà nella sciatteria.

Il quarto filone si sofferma sulla necessità di inventare la vecchiaia attingendo alla fantasia, alla creatività ed alla trasgressione, che non vuol dire, naturalmente, passare col semaforo rosso, ma creare situazioni nuove che ci facciano sentire vivi, come i protagonisti del film che decidono di vivere insieme, pur tra le tante difficoltà della vecchiaia. Insomma, per non vivere una vita grigia di solitudine bisogna osare.

Il pubblico ha molto gradito le proposte e alla fine alcuni hanno lasciato alcune personali “pillole di saggezza” in bigliettini messi a disposizione: eccone alcuni: “ Non temere di essere lento, temi solo di fermarti”; “che bello mischiare i senior e conoscere persone vere, con sguardi nuovi”;  “ridi, piangi, canta, balla, stai in silenzio, parla, anche se qualcuno ti dirà di smettere, la vita è tua e vivila fino in fondo.

La bella poesia di Yeats ha concluso la giornata in bellezza:

È ben misera cosa un vecchio,

un mantello stracciato sopra uno stecco,

a meno che l’anima batta le mani e canti,

e canti più forte

per ogni brandello della sua veste mortale…

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