Perché un intestino sano può aiutare l’umore?
Pensate a una di quelle sere d’estate, quando si chiacchiera senza fretta tra amici condividendo qualcosa da mangiare e domandandosi, magari, cosa ci fa sentire così bene. Qualcuno dirà la compagnia, qualcun altro il piacere di cenare all’aperto, altri ancora parleranno di un matrimonio in famiglia o della nascita di un nipotino.
Ora immaginate che, all’improvviso, qualcuno dica con convinzione: “il mio intestino”.
Lo guarderemmo tutti sorpresi, vero? Magari con un sorriso divertito. Eppure, avrebbe ragione anche lui.
I perché dell’intestino. Di che si tratta?
Intestino e cervello infatti comunicano tra loro in quella che Emeran Mayer, uno dei grandi studiosi in questo campo, ha definito una “conversazione nascosta”, capace di influenzare “scelte, umore e stato di salute”. Nella ricerca scientifica si parla, a questo proposito, di “asse intestino – cervello”.
Ma come comunicano tra di loro intestino e cervello? In diversi modi, tuttora in fase di studio. Eccone alcuni:
- La “linea diretta” è costituita dal nervo vago, che collega l’intestino alla base del cervello. Come un lungo cavo telefonico, trasmette segnali in entrambe le direzioni, permettendo ai due organi di scambiarsi informazioni e di influenzarsi a vicenda.
- Ci sono poi delle sostanze specifiche, alcune prodotte dal microbiota intestinale (un tempo chiamato anche flora intestinale), che possono agire da messaggeri lungo l’asse. Ne sono un esempio neurotrasmettitori come il GABA, o acido amminobutirrico, che ha un ruolo importante nella gestione di emozioni come ansia e paura.
- I batteri intestinali producono inoltre acidi grassi a catena corta (o SCFA), già noti per i loro effetti sulla salute intestinale e sul controllo dei livelli di colesterolo. Studi preliminari suggeriscono che alcuni di questi acidi grassi possano influenzare anche il cervello, agendo direttamente o modulando la produzione di neurotrasmettitori, con effetti positivi sull’umore.
- L’attività del microbiota intestinale contribuisce poi a rendere ben disponibile il triptofano, un amminoacido che deriviamo dalla nostra dieta e che il cervello utilizza come materia prima per la sintesi di serotonina, un ormone noto per influire sullo stato di serenità.
Dopo tutto questo, forse ora non ci stupisce sapere che, in diversi studi, il microbiota intestinale delle persone con importanti problemi legati all’umore si è rivelata significativamente diversa da quella delle persone con un generale benessere mentale, come il nostro amico di cui parlavamo all’inizio.
Diversa in un senso meno vantaggioso: si parla in questi casi di “disbiosi”, per differenziarla dallo stato di “eubiosi” con cui si definisce invece un microbiota in stato di equilibrio.
Anche per il nostro umore e per la gestione delle nostre emozioni, che a volte ci può sembrare più ardua di un tempo, risulta quindi una scelta sensata prenderci cura anche dell’intestino.
Stare in compagnia, passare del tempo all’aperto, fare una passeggiata, coltivare un hobby: il nostro asse intestino – cervello e il nostro benessere mentale si nutrono di tutto questo.
E, per il microbiota, non dimentichiamoci l’importanza delle buone abitudini alimentari: una dieta varia, ad esempio di impronta mediterranea, e un buon apporto di fibre restano la base, con un valido supporto anche da parte di alimenti contenenti fermenti lattici probiotici, come ad esempio i latti fermentati probiotici, che favoriscono l’equilibrio della flora intestinale.
Vuoi leggere le precedenti puntate della rubrica “I perché dell’intestino”? Clicca qui
Foto SHVETS production da Pexels
Antonella Losa é Nutrizionista ed Esperta in Comunicazione in ambito salute, benessere e alimentazione.













