Scelte ecocompatibili: l’attenzione dei senior agli sprechi

Quando si parla di sostenibilità ambientale, spesso si pensa subito a nuove tecnologie verdi o politiche globali. Tuttavia, il ruolo delle persone — con i loro comportamenti quotidiani, stili di vita, opinioni e atteggiamenti — è altrettanto determinante. Le scelte individuali dei senior incidono non solo sull’ambiente, ma anche sulla qualità della vita e sul benessere collettivo, proprio per questo parliamo di Silver Ecology.

Ogni anno, l’Istat conduce l’indagine multiscopo “Aspetti della vita quotidiana”, che include un focus su come gli italiani percepiscono le tematiche ambientali. L’indagine coinvolge circa 25 mila famiglie in 800 Comuni di diverse dimensioni, selezionate casualmente per garantire la rappresentatività della popolazione residente in Italia.

I dati da poco resi pubblici, riferiti al 2024 (vedi Tabella a fondo pagina) confermano che i cambiamenti climatici restano la principale preoccupazione ambientale per i cittadini italiani con più di 14 anni.

Circa sei persone su dieci indicano questo come il problema più urgente — una costante ormai da oltre un decennio. Subito dopo viene l’inquinamento dell’aria, che da più di vent’anni preoccupa almeno un italiano su due e che, nel 2024, ha visto un leggero aumento di attenzione (+2% rispetto all’anno precedente).

Età, genere e istruzione: fattori che influenzano la sensibilità ambientale

Le preoccupazioni ambientali variano sensibilmente in base all’età.

I giovani fino a 24 anni sono più sensibili delle persone adulte per la perdita della biodiversità (il 30,5% tra i 14 e i 24 anni contro il 18,7% degli over55enni), l’esaurimento delle risorse naturali (28,3% contro 18,4%), la distruzione delle foreste (24,8% contro 19,1%) e l’inquinamento delle acque (40,3% contro 36,0%).

Al contrario, gli ultracinquantacinquenni si confermano più preoccupati dei giovani per il dissesto idrogeologico (32,4% contro 22,2% degli under25), l’inquinamento del suolo (22,7% contro 17,7%) e lo smaltimento dei rifiuti (36,8% rispetto a 32,8%).

Anche il genere gioca un ruolo: in generale, le donne – comprese le più giovani – si dichiarano più preoccupate rispetto agli uomini riguardo ai problemi ambientali.

Il livello di istruzione ha un peso significativo: chi ha una laurea si mostra decisamente più consapevole. Per esempio, il 66,4% dei laureati si dichiara preoccupato per i cambiamenti climatici, contro il 53,2% di chi ha al massimo la licenza media. Lo stesso vale per la gestione dei rifiuti e l’inquinamento delle acque.

Senior, donne e laureati: i più virtuosi nei comportamenti ecologici

La maggiore sensibilità ambientale si riflette anche nei comportamenti quotidiani.

In generale, le persone con un titolo di studio più elevato adottano abitudini più ecocompatibili: tra laureati e chi ha solo la licenza media si registrano differenze significative, ad esempio di 20 punti percentuali nell’abitudine di leggere le etichette dei prodotti, 12,5 punti nell’acquisto di prodotti biologici e oltre 21 punti nei comportamenti legati alla guida responsabile.

Guardando ai dati del 2024, emerge chiaramente che gli over 55 sono più attenti a evitare sprechi: quasi il 75% dichiara di non sprecare l’acqua, contro poco più del 52% dei giovani sotto i 24 anni. Stesso discorso per l’energia: il 77,4% degli over 55 la utilizza con attenzione, rispetto al 51,6% dei più giovani.

I giovani sotto i 24 anni si confermano invece più propensi all’uso di mezzi di trasporto alternativi all’auto privata: quasi il 30% li usa abitualmente, contro il 17,3% degli over 55.

Le donne, infine, sono mediamente più attente a mantenere comportamenti ecocompatibili. Le differenze più evidenti si colgono soprattutto rispetto ai comportamenti consapevoli di acquisto: circa 11 punti percentuali di differenza nel leggere abitualmente le etichette degli ingredienti (41,6% delle donne rispetto al 30,8% degli uomini); più bassa ma rilevante la differenza tra chi acquista come prassi alimenti o prodotti biologici (15,9% delle donne rispetto all’12,3% degli uomini) e prodotti a chilometri zero (25,2% rispetto a 21,8%).

Le donne inoltre sono in media più accorte a non sprecare acqua (71,5% rispetto al 65,9% degli uomini) ed energia (73,6% rispetto al 68,9%).

Questi dati confermano come i cittadini over 55 rappresentino una risorsa preziosa per la sostenibilità ambientale: con scelte quotidiane consapevoli e comportamenti responsabili, dimostrano che l’età è un alleato e non un ostacolo nel costruire un futuro più verde.

Foto MachineHeadz su licenza iStock

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Esperta ambientale, amante dei viaggi e volontaria attiva.

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