Il Fuoco di Sant’Antonio: il virus che si risveglia dopo i 60 anni
Noto a molti con il nome popolare di Fuoco di Sant’Antonio, l’Herpes Zoster è una malattia virale complessa che può avere importanti ripercussioni sulla qualità della vita, soprattutto in coloro che hanno superato i 65 anni.
Un vecchio virus che non ci lascia mai
L’Herpes Zoster è causato dallo stesso virus responsabile della varicella nei bambini, il virus Varicella-Zoster. Dopo la guarigione dalla varicella, il virus non viene eliminato completamente dall’organismo, ma si ritira nei gangli nervosi, dove può rimanere inattivo per molti anni. Con l’avanzare dell’età o in presenza di un sistema immunitario indebolito, questo virus può riattivarsi, provocando una nuova manifestazione clinica denominata Fuoco di Sant’Antonio.
Negli adulti con più di 65 anni, l’Herpes Zoster è una malattia piuttosto comune e rappresenta un importante problema di salute pubblica. In questa fascia di età si osservano mediamente tra i 7 e i 10 nuovi casi ogni 1.000 persone ogni anno, con un rischio che aumenta progressivamente con l’avanzare dell’età: si stima infatti che più della metà degli individui over 85 abbia avuto almeno un episodio nel corso della propria vita.
Il primo sintomo che compare è un dolore di tipo neuropatico (causato cioè da un danno o da una irritazione ai nervi stessi) caratterizzato da bruciore intenso e formicolii spesso talmente invalidanti da impedire di dormire o svolgere le normali attività quotidiane. Questa presentazione solitamente precede la comparsa delle tipiche vescicole che si localizzano più frequentemente al torace, al dorso o al volto. In alcuni casi il virus può colpire l’occhio (Zoster oftalmico), situazione che richiede cure immediate per evitare danni permanenti alla vista.
L’eruzione cutanea si risolve in circa 2-4 settimane ma alcune persone possono sviluppare una complicanza ovvero la nevralgia post-erpetica. Nei soggetti più anziani l’Herpes Zoster può infatti lasciare una traccia dolorosa anche dopo la guarigione della pelle e il dolore può durare mesi o addirittura anni. Si presenta sottoforma di parestesie (simili alla sensazione di scosse elettriche), dolore trafittivo e bruciore continui o intermittenti. A causa della sua importante manifestazione riduce la qualità della vita, influenzando anche la memoria, il riposo notturno e l’umore.
Il trattamento è tanto più efficace quanto prima viene iniziato ed è caratterizzato dalla somministrazione di farmaci antivirali (quali aciclovir o valaciclovir), che se assunti entro 72 ore dall’inizio dell’eruzione cutanea riducono la comparsa di nuove lesioni e accelerano la guarigione. Per il trattamento del dolore, sia nella fase acuta che in quella cronica, possono essere utilizzati diversi tipi di farmaci: antidolorifici, oppioidi leggeri, oppure medicinali solitamente usati per altre patologie, come alcuni anticonvulsivanti e antidepressivi, che si sono dimostrati efficaci contro il dolore neuropatico.
Prevenzione: il vaccino esiste ed è efficace
Un’arma preziosa che riduce drasticamente il rischio di sviluppare l’infezione è oggi rappresentata dalla vaccinazione contro l’Herpes Zoster. In Italia viene raccomandato nei programmi vaccinali pubblici il vaccino ricombinante non vivo, altamente efficace e sicuro anche nei soggetti anziani o immunocompromessi. Viene somministrato in due dosi a distanza di alcune settimane.
Il vaccino è particolarmente raccomandato per tutte le persone con più di 65 anni, in coloro che soffrono di malattie croniche (quali diabete, malattie cardiovascolari, broncopneumopatia cronica) e nei soggetti con ridotte difese immunitarie o recidive di infezione.
Come tutti i vaccini, anche quello contro l’Herpes Zoster può dare rossore, dolore o gonfiore nel punto di iniezione. Alcune persone riportano cefalea o dolori muscolari, ma solitamente si tratta di disturbi lievi e temporanei.
In sintesi
Il Fuoco di Sant’Antonio non è una malattia da sottovalutare poiché è frequente negli over 65, può comportare dolore e lasciare conseguenze croniche difficili da gestire. Conoscere il virus che ne è alla base e i fattori che favoriscono la sua riattivazione è fondamentale per una prevenzione consapevole.
La prevenzione, grazie al vaccino, rappresenta oggi la miglior strategia di difesa efficace nel ridurre sia l’incidenza della malattia sia le complicanze più invalidanti.
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Foto Rush from Herpes Zoster: BruceBlaus, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons.
Serena Bertocchi e Chiara Riva sono medici in formazione specialistica, scuola di Specializzazione in Gerontologia e Geriatria, Università di Milano-Bicocca.
Giuseppe Bellelli è direttore dell'Unità Operativa Complessa di Geriatria dell'IRCCS San Gerardo di Monza e Professore Ordinario di Gerontologia e Geriatria presso il Dipartimento di Medicina e Chirurgia, Università degli Studi Milano-Bicocca.











