Sessualità non solo per giovani
Le ricerche scientifiche orientate ad indagare la sessualità tra i senior si sono per la maggior parte dei casi fossilizzate ad analizzare l’impatto fisiologico dell’invecchiamento sulle funzionalità biologiche di risposta corporea.
È chiaro che un decremento sia presente, fa parte della natura, ma possiamo notare come sia stata anche la ricerca stessa in passato a partecipare alla creazione di un’idea limitata circa la vita sessuale in età avanzata, come se l’unico canale d’indagine fosse la patologia e le disfunzioni.
Invero, negli ultimi anni, sono molteplici le ricerche sul piacere sessuale che confermano che è solo una piccola parte della popolazione senior a percepire un disagio.
Una ricerca condotta in Gran Bretagna dall’Università di Manchester ha indagato la vita sessuale di settemila tra settantenni e ottantenni rilevando che gli uomini risultano avere rapporti intimi in oltre la metà dei casi (54 per cento) mentre le donne si aggirano al 31 per cento. E, di tutti questi, un terzo ha aggiunto di avere una vita sessuale intensa: almeno due rapporti al mese che, vi garantisco, è molto maggiore di tante coppie giovani.
Se però allarghiamo un po’ la visione l’idea che dopo una certa età non si è più “produttivi” in modi diversi è alquanto diffusa quanto in realtà falsa.
La vita è un susseguirsi di periodi, di fasi, ciascuna con proprie peculiarità e caratteristiche biopsicosociali differenti ma soprattutto con possibilità creative diverse, ma pur sempre presenti.
Un altro esempio è un importante studio americano che ha preso in esame un campione di tremila adulti senior (il 53% di età compresa tra i 65 e i 74 anni e il 26% tra i 75 e gli 85 anni), i quali riportavano di aver avuto rapporti sessuali negli ultimi 12 mesi, indicando il rapporto vaginale come pratica più comune.
I recenti dati dello statunitense National Survey on Sexual Health and Behavior hanno mostrato risultati simili: il 53% degli uomini e il 42% delle donne tra i 60 e i 69 anni, e il 43% degli uomini e il 22% delle donne oltre i 70 anni hanno rapporti sessuali.
La mia convinzione è che gradualmente le nuove e future generazioni di senior potranno portare un nuovo contributo e un nuovo modo di approcciarsi alla vita, sotto tutti i punti di vista ma soprattutto sessuale, perché l’apertura alla sessualità che sta continuando a perpetrarsi nelle ultime generazioni sta già lasciando un segno nel tessuto socioculturale.
Ciò che conta è iniziare ad adeguare la narrazione alla realtà di ciò che è e che le nuove ricerche stanno sempre più mostrando al fine di combattere l’ageismo, ovvero la discriminazione basata sull’età, che rafforza l’idea che l’attività sessuale sia riservata ai giovani, ignorando i benefici fisici, emotivi e psicologici apportati anche nella fascia d’argento.
Come ben sappiamo, essa non si limita alla prestazione fisica, ma include aspetti relazionali ed emotivi fondamentali per il benessere contribuendo in modo significativo alla qualità della vita.
Parlarne, indagare, dimostrare che non è tutto finito ma solo cambiato nella forma è ciò che è giusto fare.
Già solo l’esistenza di questo spazio è segnale di un cambiamento in atto, del desiderio da parte proprio dei senior stessi e degli operatori della salute di iniziare a rompere schemi, dogmi, pregiudizi per consentire una sempre più libera espressione della persona.
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Photo by Anastasia Shuraeva da Pexels, modella in posa – modificata in home page via Canva
Federica Casnici, laureata in Psicologia, si è formata come Sessuologo Clinico presso A.I.S.P.A. – Associazione Italiana di Sessuologia e Psicologia Applicata, di cui è collaboratrice. Specializzanda in psicoterapia ipnotica svolge attività in libera professione di consulenza psicologica e sessuologica individuale e di coppia.












