Stili di vita e perdita di memoria
Dalla letteratura scientifica sappiamo che esiste un’associazione tra lo stile di vita di ognuno di noi (costituito prevalentemente dalla dieta che seguiamo, dall’attività fisica che pratichiamo, dall’eventuale abitudine al fumo o all’alcol) e l’insorgenza di demenza e di malattie cardio-vascolari.
E’ stata anche dimostrata l’influenza di questo modus vivendi sulla durata stessa della vita.
In base a dati invece un poco limitati inizia ad essere ipotizzabile anche un legame tra i fattori che determinano lo stile di vita e il declino della memoria, nonostante nessun studio abbia esaminato l’interazione tra modo di vivere e predisposizione genetica alla demenza.
Uno studio recente
Ad esempio, secondo uno studio pubblicato lo scorso anno su una delle più autorevoli riviste scientifiche, il British Medical Journal, pare che la presenza nel DNA di una determinata coppia di geni (denominati APOE ε2ε4), in grado di produrre lipoproteine (particolari proteine che circolano nel sangue legate a vari grassi, come trigliceridi o colesterolo), porterebbe ad un aumentata incidenza della malattia di Alzheimer.
In questo studio alcuni ricercatori cinesi hanno identificato 29.000 senior (età ≥60; età media 72) con funzione cognitiva normale ed hanno valutato la loro salute sulla base di 6 fattori di stile di vita modificabili (dieta, esercizio fisico, fumo, alcol, attività cognitiva e contatti sociali).
Sono anche stati analizzati i loro DNA alla ricerca del gene “incriminato”, mentre la funzione cognitiva globale è stata valutata periodicamente durante il follow-up.
L’importanza dei fattori di stile di vita salutare
Dopo 10 anni, i partecipanti con 4-6 fattori di stile di vita salutare avevano un declino della memoria significativamente più lento rispetto a quelli con solamente 0-1 stili di vita favorevoli; il declino della memoria in quelli con 2 o 3 fattori era all’incirca a metà strada tra gli altri due gruppi.
Questi risultati sono stati osservati in entrambi i sottogruppi genetici, sebbene la memoria sia diminuita più velocemente nei portatori del gene APOE ε2ε4 rispetto ai non portatori.
Dei sei fattori dello stile di vita, la dieta ha avuto il più forte effetto diminuente sulla memoria, seguito dall’attività cognitiva, dall’esercizio fisico regolare e dal contatto sociale. I pazienti con stili di vita favorevoli avevano anche significativamente meno probabilità di altri di progredire verso un lieve deterioramento cognitivo o demenza vera e propria.
Sebbene questo studio osservazionale non possa stabilire alcuna causalità ma semplicemente un’associazione, aggiunge comunque prove che i fattori di rischio modificabili potrebbero aiutare a rallentare la perdita di memoria legata all’età e diminuire l’incidenza della demenza globale, anche in coloro che sono geneticamente inclini a queste condizioni.
Bibliografia: Jia J et al. Association between healthy lifestyle and memory decline in older adults: 10 year, population based, prospective cohort study. BMJ 2023 Jan 25
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Foto di Anastasia Shuraeva da Pexels
Laureato in Medicina all’Università di Torino nel 1973, è stato Medico Ospedaliero e Medico di Assistenza Primaria presso l’ASL di Fossano. E’ stato Consulente redazionale di importanti riviste mediche e, dal 2003, Consulente scientifico del portale www.paginemediche.it, per quanto concerne l’aggiornamento riservato ai Medici.











