Turismo di massa senior
La storia di Carmine
Mi ritrovo in mezzo a una folla di persone anziane, alcune anche molto anziane. Tutte si muovono, si agitano, camminano, chi a passo spedito, chi trascinandosi su gambe malferme, chi in carrozzella spinto da operatori pazienti.
Non sono in un ospedale, né in una rsa, ma in un aeroporto alle Canarie. Metà febbraio, qui alta stagione.
La moltitudine di coetanei che incrocio (eh sì, anch’io ho la mia età) mi incuriosisce e un po’ mi turba.
Ricordo quando da giovane rimanevo colpito da quegli anziani nordici, quasi sempre inglesi, che indifferenti alle difficoltà del turismo in movimento sgambettavano e arrancavano lungo le strette vie delle nostre città d’arte.
Eravamo ammirati da tanta forza d’animo, “hai visto, non mollano, che tempra!”, ma subito dopo ci chiedevamo: “ma chi glielo fa fare?”.
Mi ripongo anche adesso la stessa domanda: “ma chi ce lo fa fare?”
Beh, le ragioni sono tante: alla ricerca del clima da tarda primavera per sfuggire ai nostri freddi invernali, prezzi che sono abbordabili per chi ha ha lavorato tutta una vita, il mito del “viaggio” che la nostra generazione ha coltivato, il desiderio di dimostrare anche a se stessi che si è ancora vitali.
E non è più un gioco riservato solo a vecchie e indomite signore inglesi: oltre a loro, incrocio stuoli di italiani, francesi, tedeschi, polacchi, ovviamente di spagnoli.
La differenza con il ricordo del passato sta nella quantità: non si tratta più di casi isolati, che si fanno notare. Qui siamo davvero immersi nel turismo di massa dei senior. Che si porta dietro tutte le sue bruttezze e stupide modernità: ad esempio, se vuoi visitare un luogo o un monumento devi soggiacere alla cretinissima nuova abitudine di prenotare online con grande anticipo giorno e ora (ma dove va a finire la leggerezza della vacanza?) e siccome intorno a questo sono nate centinaia di agenzie online che fanno da intermediarie, anche solo per visitare un monumento ci tocca prenotare con settimane di anticipo e pagare non solo l’ingresso ma anche l’agenzia online.
Per non parlare delle regole dei viaggi aerei. Vedo che i giovani si adattano senza problemi, forse perché sono cresciuti con queste regole, a me invece si rivolta lo stomaco quando sono costretto a seguire le nuove regole: lo slalom per riuscire a comprare online un biglietto senza fregature, la misura del bagaglio che sembra una questione di stato, ormai anche il check in e la consegna bagagli ti chiedono di fartelo da solo. Le compagnie aeree sono diventate peggio delle banche nel trasferire il lavoro ai clienti.
Quando ero in piena attività lavorativa, si faceva un gran parlare di servizio al cliente. Ora se viaggi ti senti un po’ parco bestiame, chiedono a te di fare tutto quello che prima faceva il personale delle compagnie aeree e per chi ha una certa età non solo è sgradevole, ma tante volte mette anche in difficoltà.
Ecco, noi senior abbiamo ancora voglia di viaggiare, non molliamo, ma queste bruttezze sono il rovescio della medaglia del turismo di massa, soprattutto alla nostra età.
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Foto di Christo Anestev da Pixabay













DECISAMENTE : starsene a casa forse e’ proprio lamigliore opzione … e poi …CHI CE LO FA FARE ?