Sotto le foglie
Sotto le foglie, un film di François Ozon, 2024
Andare al cinema è più bello che andare per funghi in autunno, quando i boschi incominciano a rosseggiare, se ti fa compagnia François Ozon il quale ti aiuta sì a distinguere i funghi buoni da quelli velenosi, ma, ogni tanto, si distrae volutamente, ti lascia raccogliere qualche puntina di veleno che se la cucini ti tiene sveglio, per abituarti ad andare oltre le apparenze del bene e del male, anche se tu, come Michelle e Marie-Claude, le protagoniste del film, hai nel dna la saggezza accumulata nel corso del tempo.
Bello sì andare a spasso in autunno nei boschi di Borgogna, scoprire il sottobosco delle immagini cinematografiche e raccogliere funghi!
Bello, intrigante, sottilmente inquietante perché Ozon sarebbe capace di raccontarti la favola di Cappuccetto Rosso e nello stesso tempo di destabilizzarti e deliziarti con sottili, avvolgenti piccole perfidie apparentemente senza importanza.
E l’autunno, come stagione, è il meglio che si possa immaginare! “Sotto le foglie” non è neanche troppo brutto come titolo, ma perché non lasciare il poetico titolo originale, “Quand vient l’automne”!
E’ in autunno, in senso proprio e figurato, che tutto nella Vita e nella Natura arriva a maturazione, nel colore, nel sapore, nel rimpianto e nel dolore, nel desiderio e nella passione che magari ti brucia e inconsapevolmente ti avvelena come i funghi se non sei stato attento nel raccoglierli.
La protagonista dell’ultimo film di Ozon, Michelle, una signora settantenne o giù di lì – non parte subito col cestino sottobraccio per andare nel bosco. Prima va in chiesa e ascolta il prete che parla di Maddalena la peccatrice. Chissà cosa vorrà dirci Ozon, ondivago ed enigmatico, con questa sequenza iniziale. Sarà il solito depistaggio?
Amore e rapporti al veleno non mancano nella vita di Michelle così come in quella di Marie-Claude (strepitose Hélène Vincent e Josiane Balasko); hanno passato la vita a Parigi dove si sono aiutate nella buona e nella cattiva sorte, poi, giunte all’età della pensione, si sono ritirate in un piccolo villaggio di Borgogna: il cruccio di Marie-Claude è il figlio, un poco di buono, più sbandato che cattivo, finito in prigione.
Michelle invece se la deve vedere con una figlia che la tratta a pesci in faccia e arriva persino ad accusarla di aver cercato di avvelenarla coi funghi deliberatamente e non per errore, com’era successo o meglio come pare fosse successo, perché il diabolico Ozon, dubbio dopo dubbio e ambiguità dopo ambiguità, arriva a convincerci che forse Michelle aveva voluto vendicarsi della cattiveria della figlia. E il bello è che se lo chiede la stessa Michelle.
Poi la situazione si capovolgerà e Ozon ci mostrerà come, dopo tutto, anche la figlia di Michelle, così come il figlio di Marie-Claude, avessero i loro buoni motivi per nutrire un po’ di rabbia nei confronti delle rispettive genitrici.
Tutti i funghi, dicono, sono moderatamente tossici: deve essere così anche il cinema di Ozon che dà il veleno alle falsità e alle convenzioni dei benpensanti e a noi ne somministra una modica, modicissima quantità, giusto per seminare qualche dubbio e lasciare che la polizia indaghi su un presunto incidente o suicidio che potrebbe benissimo essere stato un omicidio, mentre la verità degli affetti lo assolve e proietta nel futuro.
Quindi amiche e amici miei confessate, come Neruda, di avere vissuto e andatevene a funghi nei boschi della dolce Borgogna dove chi semina dubbi ed ambiguità raccoglie il vero, commestibilissimo e gustoso vero.
Sotto le foglie, 2024, regia di François Ozon, con Josiane Balasko, Garlan Erlos, Hélène Vincent, Ludivine Sagnier, Pierre Lottin.
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Foto tratta da uno spezzone del trailer di Sotto le foglie
Boomer della prima ora, Fausto Bona, ora pensionato, è stato insegnante di lingua e letteratura francese al liceo e contemporaneamente animatore culturale del Circolo del cinema di Brescia. Continua a occuparsi di cinema in qualità di critico cinematografico del quotidiano “Bresciaoggi” di Brescia. Oltre al cinema, le sue passioni sono la montagna e la bicicletta.













