Con mum: il prezzo della fiducia
Documentario visibile in Netflix, regia di Nick Green, 2025.
A volte prediligo i documentari alle storie immaginarie per due motivi. Sono spesso più incredibili delle fiction e poi c’è un protagonista che non è un attore ma è un testimone. Il che mi dà il senso di un rapporto personale e facilita l’empatia. Forse la facilita fin troppo.
In questo caso, è difficile parlare della vicenda senza svelare le molte sorprese che riserva la storia.
Il protagonista si chiama Graham Mornigold. Di origine orientale, ha 45 anni, è sposato e vive a Londra. E’ ben integrato ed è un uomo di successo. Fa lo chef, nel senso che è un cuoco famoso, stimato e che ama il suo lavoro. Afferma che cucinare per una persona è il più grande gesto d’amore. Prepara piatti elaborati che non solo appaiono invitanti (noi spettatori purtroppo possiamo solo immaginare il piacere che darebbero) ma che sono anche un godimento della vista. Il regista indulge sulle immagini, che sono una parte integrante del set.
Il cuoco ha alle spalle una storia triste, essendo stato adottato a 2 anni. Il padre è forse venuto a mancare e la madre lo ha abbandonato, per ragioni che appaiono oscure, ma che saranno evidenti alla fine della vicenda.
Fatto sta che Graham è un uomo ricco e appagato dalla vita, finché non riceve una mail che potrebbe cambiargli il futuro. Nella mail una donna senior sostiene di essere sua madre. Lo chef pensa a un malinteso. Troppo bello pensare di riprendere il filo di una storia interrotta. E chiede una documentazione, la quale arriva puntuale. La madre fa una vita da ricca, riceve il figlio in hotel e ristoranti di lusso dove è di casa e tutti la riconoscono e la omaggiano.
Ovvia l’incredulità e la gioia di Graham nel ritrovare un affetto perduto. La madre è simpatica, elegante, signorile e lo circonda di attenzioni. E’ davvero irresistibile. E pure ricca, il che non guasta. Così tutto sembra condurre a una favola a lieto fine.
Invece no. La storia prende una piega diversa anche se il DNA non ha mentito. E’ proprio lei la vera madre. (Non racconto di più perché se no vi tolgo il piacere dello scoprire i dettagli della vicenda).
Nel riprendere dei documentari sono sempre incuriosita dalle difficoltà del regista, che ha a che fare non con attori ma con persone comuni. Insomma, se una persona comune raccontasse la sua storia ci sarebbero prolissità, parti del racconto mancanti, titubanze. Non sarebbe certo scorrevole e piacevole da ascoltare e da vedere. Per cui credo che il regista raccolga la storia, la trasformi in una sceneggiatura e poi istruisca la persona nel raccontarla. Un bel lavoro.
Comunque, qui ci troviamo con una storia imprevedibile e intrigante, illuminata da protagonisti credibili. Indimenticabile la madre, che buca il video per espressività e simpatia. Anche il figlio racconta la sua vicenda con grande calore umano. Ci si identifica con lui nell’entusiasmo del ritrovare la madre perduta.
E’ un documentario da vedere perché emoziona, diverte e fa lavorare la mente nello scoprire come mai i conti non tornano. Il titolo italiano è più accurato di quello originale che è troppo esplicito nel rendere la fine prevedibile. La forza del racconto è proprio l’imprevedibilità.
Foto: spezzone dal trailer del documentario Con Mum: il prezzo della fiducia
Vuoi vedere il trailer del documentario? Clicca qui
Wally Festini Harris è nata e vive a Milano. Già psicoterapeuta e professore universitario, ora si dedica alla scrittura. E' autrice, tra gli altri, dei saggi, "Ricomincio da 50" (2009) e "Ricomincio da 60" (2015).











