27 notti, un film sulla voglia di vivere senza età

27 notti, film di  Daniel Hendler con Daniel Hendler e Marilù Marini, 2025

Bello un film che si pone il tema di come ci si dovrebbe comportare da senior, soprattutto per quanto riguarda le donne. Si basa sulla storia vera di Natalia Kohen, una signora argentina di 83 anni.

La protagonista è esuberante oltre ogni limite. Ha una gran voglia di vivere. I famigliari sono preoccupati che lei dilapidi il patrimonio e la fanno internare contro la sua volontà.

Il tema è molto attuale perché con l’innalzarsi dell’età media, soprattutto delle donne, il rapporto tra i “grandi vecchi” e i discendenti, figli, nipoti ma anche sorelle minori può diventare difficile.  Certo che c’è di mezzo il patrimonio. Ma l’affetto può mescolarsi con diffidenza e imbarazzo.

Marta vive in una casa fastosa e possiede anche quadri di valore. Ma lei ha voglia di divertirsi in un modo diverso dalle sue coetanee. Altro che tè con le amiche e bridge. Lei preferisce frequentare anche un gruppo di giovani alternativi che fanno musica in un capannone abbandonato. E’ accolta come una regina perché è simpatica ed è evidente la distonia tra lei e gli altri. E’ l’unica senior ed è abbiente. Invece che approfittare di lei, i ragazzi la coccolano e può ballare senza sentirsi ridicola. Può perfino condividere qualche spinello. La sua vita è allegra e divertente.

Insomma, lei non fa nulla di male e non le succede nulla di male. E’ solo strana, irregolare.

Difficile capire il punto in cui una persona anziana non sa più difendersi dalle truffe. E’ labile il confine tra esuberanza e prodigalità. E ancora più labile è il confine tra equilibrio mentale e incapacità di intendere e di volere. Il film non approfondisce temi così complessi ma li sfiora.

Marta suscita allegria ma anche preoccupazione. Lei parla di sesso in modo esplicito, cosa che potrebbe infastidire le spettatrici. E’ simpatica o è patetica?

La famiglia con un trucco la fa internare. E qui lei, da vera signora, non si fa intimidire ma redarguisce le infermiere che la trattano come una bambina (esperienza che capita a tutte le anziane nella vita reale).

La pellicola ha suscitato un caso politico inducendo a una modificazione delle leggi.

Dunque, la trama regge, il regista fa un buon lavoro e la protagonista è credibile.

Il film non è un capolavoro ma fa sentire bene. E’ una commedia non sciocca da vedere in un piovoso giorno invernale.

Il film è visibile su Netflix.      Qui puoi vedere il trailer

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Foto tratta da uno spezzone del film.

 

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Wally Festini Harris è nata e vive a Milano. Già psicoterapeuta e professore universitario, ora si dedica alla scrittura. E' autrice, tra gli altri, dei saggi, "Ricomincio da 50" (2009) e "Ricomincio da 60" (2015).

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