Sonno e intestino: perché?

Notti interrotte, risvegli all’alba, difficoltà ad addormentarsi: con il passare del tempo, dormire bene può diventare più complicato di quanto ricordassimo.

Per favorire il riposo, molti di noi seguono piccoli rituali ormai consolidati: facciamo cene leggere e non troppo tardive, seguite da una tisana rilassante invece del caffè, e andiamo infine a dormire a orari regolari in una camera silenziosa e accogliente.

I perché dell’intestino. Di che si tratta?

 

 

Accanto a queste buone abitudini, negli ultimi anni la ricerca ha puntato i riflettori su un alleato forse inatteso del buon sonno: il nostro intestino.

Il dialogo tra pancia e cervello

Come abbiamo già raccontato in questa rubrica, intestino e cervello sono in costante dialogo grazie all’asse intestino-cervello, una rete complessa composta da nervi, neurotrasmettitori e sostanze prodotte dal microbiota intestinale – quello che un tempo chiamavamo flora.

Tra queste sostanze, un ruolo interessante per il sonno sembra essere quello degli acidi grassi a catena corta (SCFA), prodotti dalla fermentazione delle fibre.

Fibre, microbiota e buon sonno

Quando mangiamo fibre – frutta, verdura, legumi e cereali integrali – i nostri batteri intestinali le fermentano producendo acidi grassi a catena corta, come acetato, propionato e butirrato.

Queste sostanze si sono rivelate utili sotto molti aspetti: favoriscono ad esempio la salute delle cellule intestinali e contribuiscono a mantenere equilibrati i livelli di colesterolo nel sangue.

Oggi si ipotizza che possano anche aiutare a dormire meglio: uno studio su animali mostra, ad esempio, come il butirrato possa aumentare il sonno profondo – fino al 70% nelle condizioni di ricerca. Al contrario, dormire poco sembra ridurre la produzione di questi acidi grassi, suggerendo un dialogo bidirezionale tra intestino e sonno.

Intestino sano e melatonina

Anche il triptofano, un amminoacido presente in legumi, frutta secca, latticini e altri alimenti proteici, gioca un ruolo importante. Dopo l’assorbimento intestinale, parte del triptofano entra in circolo e raggiunge il sistema nervoso centrale, dove viene utilizzato per produrre serotonina – nota come “ormone della felicità” – e da questa melatonina, l’ormone che ci aiuta ad addormentarci.

Intestino e flora sono centrali anche in questo passaggio: l’efficienza dell’assorbimento del triptofano è infatti legata al microbiota, che contribuisce a mantenere in salute la barriera intestinale sempre grazie alla produzione degli acidi grassi a catena corta che abbiamo visto sopra. Quando questi meccanismi funzionano bene, l’organismo ha tutte le condizioni ideali per produrre le molecole che regolano il sonno.

Microbiota e ritmi circadiani

Sembra emergere anche un altro collegamento tra intestino e sonno, e chiama in causa i nostri ritmi circadiani, l’orologio interno che regola l’alternanza tra sonno e veglia.

Anche in questo processo entra in gioco il microbiota intestinale: alcune delle sostanze che produce potrebbero infatti influenzare l’attività dei geni che regolano proprio i ritmi circadiani, contribuendo a mantenere sincronizzati i “tempi” del nostro organismo.

Sonno, alimentazione e un pizzico di attenzione in più

Ancora una volta, scopriamo quindi che un intestino in salute non è solo sinonimo di digestione senza intoppi: ora sappiamo che può essere anche un alleato silenzioso del nostro riposo.

Il sonno migliore può cominciare quindi già a tavola, con piccole scelte quotidiane che fanno la differenza. Alimentazione equilibrata, vita attiva e il giusto relax: un intestino felice potrebbe davvero essere il segreto di notti più tranquille.

Per approfondire: Cheng H, et al. Microbiota metabolites affect sleep as drivers of brain‑gut communication (Review). Int J Mol Med. 2025 Sep;56(3):130.

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Foto di RDNE Stock project da Pexels

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Antonella Losa é Nutrizionista ed Esperta in Comunicazione in ambito salute, benessere e alimentazione.

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