Lattosio: perché con l’età lo tolleriamo meno?
Se latte e cappuccino non vi fanno più sentire bene come una volta, non siete soli.
Con il passare degli anni, può diventare più difficile digerire il lattosio — lo zucchero del latte, ma questo non significa dover rinunciare ai vantaggi nutrizionali dei latticini, preziosi ad esempio per calcio e ossa.
Vediamo quindi cosa succede con l’andar del tempo, e come gestire al meglio la situazione.
Il nostro corpo cambia
Quando siamo bambini e il nostro alimento principale è il latte, tutti produciamo in genere l’enzima lattasi, che ci permette di digerire il lattosio senza problemi.
Con il tempo, però, la produzione di questo enzima può diminuire — in misura diversa da persona a persona — a causa della nostra genetica, ovvero di quale variante c’è, nel nostro DNA, del gene che “decide” cosa fare.
Alcuni di noi, infatti, hanno una variante che mantiene attiva la lattasi anche da adulti; altri, invece, hanno quella che ne “spegne” la produzione a partire da quando il latte non è più l’alimento dominante, rendendolo man mano più difficile da digerire. Il ritmo con cui questo avviene varia da individuo a individuo, influenzato anche da alimentazione e stile di vita.
Per questo motivo, la tolleranza al lattosio è personale – quindi diversa per ognuno di noi – e, in più, può cambiare nel tempo.
In tutto questo, non mancano però le buone notizie: la prima è che, nonostante dopo una certa età sia più frequente avere qualche difficoltà con il lattosio, nei Senior i sintomi tendono a essere meno fastidiosi – probabilmente grazie alla capacità di adattamento da parte del nostro organismo.
La seconda buona notizia è che, anche in presenza di una sensibilità al lattosio, non è assolutamente necessario togliere dall’alimentazione latte e derivati: qualche accortezza ci permetterà di tenerli sulle nostre tavole, e con loro tutti i vantaggi che ci offrono.
Vediamo come.
I benefici da non perdere
Eliminare i latticini dalla dieta può non essere consigliabile, soprattutto dopo i 60 anni. Il latte e i suoi derivati ci aiutano infatti ad arrivare all’assunzione raccomandata di diversi nutrienti fondamentali a quest’età, come il calcio per la salute delle ossa, o proteine di alta qualità per mantenere la massa muscolare. E sì, per noi la salute di ossa e muscoli è un patrimonio da conservare, e gelosamente.
Ecco quali accortezze utilizzare:
- Meglio meno e più spesso:
piccole porzioni distribuite nella giornata sono più facili da gestire rispetto a un’unica dose abbondante. - Formaggi stagionati:
più il formaggio è stagionato, meno lattosio contiene. In molti casi, è praticamente assente – oppure presente in minime quantità non problematiche - Latti fermentati:
a differenza del latte di partenza, contengono fermenti lattici (alcuni dei quali con proprietà probiotiche, favorendo l’equilibrio della flora intestinale) che producono lattasi, e risultano quindi generalmente di più facile gestione anche per chi ha una carenza di lattasi propria. - Latte senza lattosio:
Ha lo stesso valore nutrizionale del latte tradizionale, ma il lattosio è già scomposto in zuccheri più semplici, pronti da digerire.
Il consiglio
Evitate il fai-da-te. Se sospettate un’intolleranza al lattosio, parlatene con il vostro medico, che saprà indicarvi in maniera personalizzata come bilanciare il vostro benessere digestivo e il mantenimento di un’alimentazione completa.
E ricordate: l’obiettivo non è eliminare, ma trovare il giusto equilibrio per continuare a godervi i piaceri della tavola rimanendo in salute.
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Foto di Drazen Zigic su licenza iStock
Antonella Losa é Nutrizionista ed Esperta in Comunicazione in ambito salute, benessere e alimentazione.












