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Argomenti Soluzioni abitative

Andremo a vivere nelle Indipendent Senior Living ?

Nuove soluzioni abitative per Senior, dove l’indipendenza è essenziale, si affacciano sul mercato: e anche in Italia si inizia a studiare il fenomeno.

La demografia non lascia dubbi: saremo sempre di più a varcare non solo la soglia degli ottant’anni, ma anche quella dei novanta e dei cento. I sessantenni e i settantenni di oggi si interrogano molto di più sul futuro, essendo ancora lungo e, avendo spesso una buona capacità di spesa, sono disposti a investire in soluzioni abitative capaci di sostenere la propria indipendenza. Quello che cercano sembra essere un luogo dove ci sia un ausilio nel disbrigo delle incombenze quotidiane, ma mantenendo indipendenza e possibilità di “socialità”.

Le formule abitative richieste dal mercato vanno quindi in questa direzione. Un fenomeno internazionale – i Paesi scandinavi hanno fatto da precursori – che già vede nate diversi tipi di strutture, da appartamenti semplici con spazi di aggregazione, ai piccoli appartamenti inseriti in grandi strutture, tutte però con servizi integrati come la riabilitazione o assistenza medica per chi ne ha bisogno.

In quest’ottica è inserita una nuova ricerca cui ha collaborato Giuseppe Scaratti, direttore di Trailab e docente dell’Università Cattolica di Milano, avente come oggetto le Indipendent Senior Living, soluzioni abitative che, già dal nome, mettono in evidenza una commistione tra indipendenza e servizi.

“La ricerca, commissionata da un privato che ha intenzione di investire nel settore, mira ad indagare quali sono le reali esigenze dei nuovi senior sul tema delle abitazioni – racconta Scaratti- La seniority è una fase di vita che, se non ci sono criticità o questioni di salute in ballo, prospetta inedite dimensioni di autonomia e vitalità. La qualità della vita in questa fase di età, salvo eventi di patologia e cronicità, tende a essere più alta e la ricerca di stimoli, attività, uniti a confort e indipendenza sono fattori che la influenzano”. “La ricerca – aggiunge il Professore – si basa su interviste telefoniche o di persona sia a stakeholder che hanno conoscenza di processi e trend legati all’ageing (e quindi in contatto con esperienze dirette, progetti e iniziative sul tema), sia ai senior stessi.”

Le interviste della ricerca, che si concluderà entro quest’anno, si basano su domande strutturate che indagano esigenze, idee, possibilità e desideri dei senior, legate alla possibilità di soluzioni abitative diverse dalla propria casa, perché magari si è rimasti vedovi, o ci si è separati o si vuole avere un aiuto nelle attività quotidiane. Si indaga su quali sono le caratteristiche strutturali che dovrebbe avere l’abitazione, quali servizi sarebbero più utili, ma anche quanto sia importante essere vicini alla propria famiglia, che vi siano attività sociali comuni e quanto conti l’indipendenza. “Questa tipologia di abitazione – specifica Scaratti – rispetto alle strutture assistenziali e alle stesse co-housing, valorizza maggiormente le dimensioni di autonomia e pro-attività e mette in secondo piano l’assistenzialimo”.

Quindi un vivere in autonomia, ma insieme: un terreno ancora abbastanza vergine in Italia, ma sicuramente fertile. “Se queste senior indipendent living sapranno essere, oltre che economicamente sostenibili e vantaggiose per chi investe, anche promotrici di un miglioramento della vita dei senior dal punto di vista sociale e comunitario, possono essere davvero il futuro. Per questo – conclude Scaratti – è necessario, sin dal loro avvio, mettere in atto policy che sappiano articolare e far collimare questi due aspetti, economico e sociale”.

 

2 Commenti

  • In Finlandia questa realta esiste .
    Ci sono piccoli appartamenti al centro dell’edificio si trova il ristorante ,palestra, assistenza medica e riabilitazione si trovano in citta e sono assistiti 24ore su 24.Se si vuole rimanere nella propria abitazione viene dato un bracciale elettronico per qualsiasi emergenza si preme il piccolo pulsante e subito arriva l’assistenza.

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