Samuel, un Senior sull’isola di Nevis nelle Piccole Antille

Samuel è una guida turistica dell’isola di Nevis nei Caraibi e lavora a Charlestown, la capitale del paese. Ha appena compiuto 62 anni che è l’età giusta per poter andare in pensione in quel paese. E’ ancora in dubbio se smettere o meno di fare il suo lavoro che trova interessante.

Come guida esperta è orgoglioso di far conoscere ai suoi clienti alcuni degli aspetti che spiegano ciò che Nevis è oggi: la parte turistica dell’isola con spiagge e resort, le sue potenzialità economiche, le sue politiche sociali ed infine anche l’importanza della sua eredità quando era chiamata “la Regina dei Caraibi” grazie alla profittevole coltivazione della canna di zucchero durante la colonizzazione britannica.  

Nevis è un’isola di 93 chilometri quadrati del Mare dei Caraibi nella parte settentrionale delle Piccole Antille. Scoperta dalla Spagna nel 1493, diventò proprietà della Gran Bretagna nel 1620. Oggi, insieme all’isola di Saint Kitts, fa parte di uno stato indipendente dal 1983 ed è membro del Commonwealth britannico. E’ situata a 350 chilometri di Porto Rico e conta circa 13,000 abitanti, di cui gli Over 65 sono solo il 4.58% del totale della popolazione. [1]

Nonostante la popolazione dei Senior sia veramente una minoranza, Charlestown gestisce diverse attività volte a garantire la qualità della vita e l’inclusione per i suoi residenti più anziani. Nel 2025 è stata giudicata da enti internazionali come la prima città a misura di persone Senior nei Caraibi orientali.[2]

Il Nevis Senior Citizen Recreational Program (NSCRP) è una pietra miliare di questi sforzi. Lanciato nel 2006 e gestito direttamente dal Ministero dello Sviluppo Sociale, ha come scopo quello di organizzare incontri e corsi di diverso tipo su temi vari (ad esempio corsi di musica, cucina, socializzazione sulle spiagge), oltre a realizzare visite individuali per coloro che non possono partecipare alle attività organizzate. Il mantra dell’organizzazione è quello di non lasciare indietro nessuno.

Il NSCRP considera che i Senior siano “i pionieri” che hanno aperto la strada allo sviluppo attuale del paese e che la società abbia il dovere di prendersi cura di loro nella fase finale della loro vita.

Nevis è una società che guarda al suo passato e lo mette in prospettiva per immaginare il futuro. L’isola, essendo esposta ad uragani e posizionata in una zona sismica, ha vissuto momenti difficili di carestia e di non facile ricostruzione dopo catastrofi naturali che hanno colpito la regione in diverse occasioni e messo alla prova la resilienza degli abitanti.

Trott House, casa coloniale in legno Nevis

Inoltre, la storia di Nevis è anche profondamente segnata dal suo ruolo economico come Regina dei Caribi per l’industria della canna da zucchero per l’Impero britannico dall’inizio del 1600 fino a quasi metà del 1800.

 

Questa ricchezza è stata supportata da un considerevole e disinvolto mercato di schiavi a Charlestown, divenuta in quel periodo un centro di smistamento di mano d’opera dall’Africa per le isole della regione caraibica. Tra il 1675 e il 1730, la Royal African Company, una società mercantile inglese specializzata nel trasporto di oro, avorio e schiavi, trasportava ogni anno circa 6.000-7.000 schiavi dall’Africa Occidentale alle Piccole Antille[3]. Questo spiega come la maggior parte della popolazione di Nevis sia d’origine africana.

Gli sforzi di Nevis per recuperare il suo passato coloniale sono stati facilitati da due iniziative:

a)Nel 2004 è stato identificato The Nevis Heritage Trail (Sentiero del Patrimonio di Nevis) [4] dando rilievo a chiese, piantagioni, rovine di grandi mansioni, forti e altri luoghi di importanza nel periodo coloniale[5];

b) Nel 2024, l’UNESCO ha finanziato il potenziamento del The Nevis Heritage Trail e promosso una legislazione per proteggere questa eredità. [6] Attraversare questo Sentiero permette di fare un tuffo nella storia coloniale e capire la sua evoluzione nel tempo perché oggi alcune piantagioni sono diventate strutture alberghiere, zone residenziali e lussuosi campi da golf.

Vulcano Nevis Peak dal mare

Nevis ha vissuto momenti difficili dalla fine del periodo coloniale. Fino gli anni ‘60 del secolo scorso era una delle realtà più povere delle Antille e solo dal 2000 si è iniziata una campagna di recupero infrastrutturale ed economico. La sua economia è oggi ancorata al turismo e a scelte che l’hanno fatta diventare una giurisdizione a fiscalità privilegiata.

Nevis sta attirando Senior da altri paesi che scelgono questo paese per andare in pensione. Come in altri paesi che promuovono questa immigrazione dei Senior, Nevis offre stimoli significativi: dai benefici fiscali (come ad esempio assenza di imposte sul reddito personale e sulle plusvalenze) fino alla possibilità di poter accedere a visti di diversi tipi e documenti migratori a seguito di investimenti specifici sull’isola. La presenza di una crescente popolazione di Senior in pensione dall’estero sta stimolando la creazione di nuove strutture e servizi dedicati.

Samuel guida la sua navetta di turisti sapendo che deve coprire diversi punti in poco tempo. Sa che gli interessi dei suoi clienti sono vari: per alcune persone i posti del Sentiero del Patrimonio sono fondamentali; per altri è invece importante solo visitare principalmente la zona delle spiagge. 

Come tutte le guide turistiche, alla fine di ogni visita, Samuel chiede ai suoi clienti se ci sono delle domande o delle curiosità sull’isola. Samuel risponde principalmente a domande legate al costo degli affitti e dei beni in generale, sulla sicurezza, sulla facilità di raggiungere aeroporti e ospedali e altri temi pratici. È consapevole che in poco tempo Senior immigrati saranno residenti sull’isola e vivranno vite diverse da quelle dei Senior locali come lui.

Samuel vorrebbe che col tempo i Senior immigrati riescano a vedere in Nevis qualcosa di più che un posto di mare, sole e relax e conveniente dal punto di vista finanziario.  Si augura che possano interessarsi un poco alla storia e cultura del paese che li ospita e di cui Samuel va fiero.  

Nota: Le esperienze contenute nel testo corrispondono a episodi vissuti, testimonianze all’autore e raccolte di informazione e sono rielaborate per una migliore comprensione dei temi. Ogni eventuale somiglianza a persone o situazioni reali è da considerarsi casuale.

Foto dell’autore dell’articolo

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[1] Worldmeter e proiezioni derivate da “World Population” delle Nazioni Unite.

[2] L’Organizzazione Panamericana della Salute (PAHO) e l’Organizzazione Mondiale della Salute (WHO) hanno riconosciuto Nevis come la prima città accogliente per i Senior della regione caraibica (Nevis Showcases First Age-Friendly City Status with Seniors’ Month Celebrations. Sept.30, 2025 in NIA).

[3] Nevis. History. Colonial era (Wikipedia)

[4] The Nevis Heritage Trail. Nevis Historical and Conservation Society.

[5] Sentiero del Patrimonio reso possibile da una sovvenzione dell’Organizzazione degli Stati dei Caraibi Orientali (OECS).

[6] Progetto “Creative Caribbean” Unesco

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Julio Gonzalez, educato in Messico, Canada e negli Stati Uniti, vive in Italia da più di trent’anni. Manager internazionale, ha gestito direttamente, in vari ruoli nelle Direzioni Risorse Umane dove ha lavorato, progetti di integrazione di aziende e culture diverse in Italia, Europa, Americhe, Asia e Oceania

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