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Ricerche

Facebook, social senza età

Facebook, il social più conosciuto e utilizzato al mondo, principalmente dai giovani, sembra possa essere utile anche agli over 65, in quanto aumenterebbe le loro capacità cognitive contribuendo a farli sentire meno soli.

Una ricerca condotta dalla psicologa Janelle Wohltmann, del Dipartimento di psicologia dell’ Università dell’Arizona, presentata all’International Neuropsychological Society Annual Meeting alle Hawaii, dimostra che l’utilizzo di Facebook è importante per gli over 65.

Secondo lo studio i senior, dopo aver imparato a usare Facebook, migliorerebbero del 25% la potenzialità delle loro capacità cognitive e mnemoniche, in particolare le capacità di aggiungere, cancellare, aggiornare e controllare in continuo i contenuti della loro “memoria di lavoro” (working memory).

La ricerca è stata compiuta su 42 persone over 65 suddivisi in tre gruppi. Al primo gruppo, formato da 14 soggetti, è stato insegnato dapprima a diventare amici su Facebook solamente all’ interno dei componenti del gruppo e a pubblicare un post sul sito almeno una volta al giorno. Al secondo gruppo, anch’ esso composto da 14 persone, è stato insegnato a tenere un diario online sul sito Penzu nel quale non vi era nessuna condivisione sociale. Agli ultimi 14 over 65 è stato detto che erano in lista d’ attesa per la “formazione Facebook”. Prima di iniziare la ricerca tutti i 42 partecipanti erano stati sottoposti ad una serie di questionari e test neuro-psicologici volti a misurare le capacità cognitive di ciascuno, i livelli di solitudine e di sostegno sociale. Le valutazioni sono state nuovamente effettuate al termine dell’ indagine durata 2 mesi.

E’ emerso che gli over 65 che avevano imparato ad usare Facebook, miglioravano del 25% rispetto agli altri nelle prove di capacità cognitive. Si sentivano inoltre più socialmente impegnati e meno soli.

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tratto da Grownups, novembre 2011

La Wohltmann ha spiegato anche che le persone che hanno utilizzato Facebook hanno notevolmente migliorato le loro prestazioni cognitive, rispetto a quelle che hanno invece usato Penzu. Afferma infatti: ” l’interfaccia di Facebook è una realtà abbastanza complessa. La grande differenza tra il diario online di Penzu e Facebook è che quando si scrive un diario questo è tutto ciò che vedi, mentre se siete su Facebook, diverse persone postano cose nuove, quindi se si sta visualizzando queste nuove informazioni in arrivo è necessario concentrarsi su di esse e sbarazzarsi di vecchie informazioni, o tenerlo a mente se si vuole tornare indietro in un secondo momento a vederle, in modo da avere un aggiornamento costante su ciò che è focalizzato nell’attenzione”.

Secondo la Wohltmann, Facebook inoltre potrebbe rappresentare una valida alternativa ai giochi online commercializzati alle persone senior in modo da contribuire a rafforzare la loro acutezza mentale, anche perchè tali giochi con il tempo potrebbero risultare invece piuttosto noiosi.

Eugenia Marzocca, psicologa

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