aspettative-imprese—header
immagine-senior-header
silver-value
2017-09-12-generazioni-a-confronto—banner-header_2
Letti e visti

L’ultima estate di Diana

Sono trascorsi vent’anni da quando la Principessa del Galles Diana Spencer, per tutti Lady D, ha perso la vita.

Chi è adulto ricorda dove si trovava quando ha appreso la notizia, poiché – come per l’attentato alle Torri Gemelle – si è trattato di un evento di eccezionale portata mediatica.

Oggi Lady D. avrebbe 56 anni e entrerebbe a buon diritto nel novero dei Senior. Invece, la morte l’ha consegnata alla storia eternamente giovane, icona di bellezza immutabile, come Marylin Monroe e Grace di Monaco.

Per chi ha vissuto quei giorni e per i Millennials nati dopo la sua morte, Antonio Caprarica* ricostruisce l’ultima estate della Principessa e, con il distacco emotivo che due decenni ormai consentono, smonta le ipotesi complottiste sulle cause dell’incidente fatale.

Divorziata da un anno dal futuro re d’Inghilterra Carlo, Diana attira la curiosità morbosa dei media, ancor più di quando faceva parte della famiglia reale. Ogni suo gesto è spiato da obiettivi impietosi e le cronache del tempo mostrano immagini controverse di una donna tormentata, alla ricerca di una nuova identità.

Nel cinico mondo del giornalismo di bassa lega, ogni suo scatto vale oro.

All’inizio dell’estate del 1997 Diana deve scegliere una meta per la sua vacanza con i figli: gli accordi prevedono che William e Henry saranno con lei nel mese di luglio.

Parte proprio da questa scelta una catena di coincidenze che termina nel tunnel dell’Alma.

Lei vorrebbe andare negli Stati Uniti, a Southampton, ospite del miliardario americano Teddy Forstmann, ma la sicurezza britannica pone il veto, ritenendo la meta troppo pericolosa per l’incolumità dei principi.

Entra quindi in scena l’imprenditore egiziano Mohammed Al-Fayed. Ricchissimo, ma snobbato dall’establishment inglese, cerca in ogni modo di accedere al mondo di quelli che contano. La principessa del Galles potrebbe essere il giusto tramite, e la invita a bordo del suo lussuoso panfilo, assieme ai ragazzi.

Diana accetta l’invito:

“Nel ‘giardino dei sentieri che si biforcano’, per citare un bellissimo racconto di Jorge Luis Borges, il destino aveva preso per lei la decisione fatale”.

Partecipa alla vacanza il figlio di Mohammed, Dodi Al-Fayed. Probabile strumento dell’astuto padre, Dodi corteggia Diana e lei lo asseconda. Che cosa c’è di meglio di una nuova relazione per i paparazzi assetati di notizie piccanti?

Rientrati i principi in Inghilterra, Diana rimane con Dodi e l’assedio dei paparazzi si fa sempre più pressante. La coppia cambia di continuo i suoi piani, mettendo in difficoltà gli uomini della scorta di Al-Fayed, dilettanti  in confronto alla Sicurezza britannica.

Caprarica narra le vicende di quei giorni frenetici con un ritmo narrativo ricco di pathos e il lettore si sorprende a sperare che le cose vadano diversamente, che alla fine Diana smetta di inanellare scelte sbagliate, decisioni imprudenti, prima fra tutte quella di rifiutare la protezione della Sicurezza britannica, un suo diritto.

Ma il destino fa il suo corso, inesorabile. L’ultima tappa dell’estate è una romantica serata a Cala di Volpe, il 29 agosto. Il  giorno successivo i due partono per Parigi, dove moriranno la sera del 31, durante l’ennesimo tentativo di sfuggire ai fotografi.

La strenua difesa da parte di Diana del suo buon diritto alla riservatezza ci dà la dimensione di quanto oggi sia mutata la concezione dell’immagine personale e della sua tutela, e Caprarica lo sottolinea:

Può essere che questi racconti non facciano più tanta sensazione vent’anni dopo, quando chiunque sembra divorato dall’ansia di distruggere da solo la propria intimità mettendosi a nudo – anche letteralmente – sui molteplici siti social. Ma sul finire del secolo scorso la privacy e il diritto a conservarla assieme alla tutela della propria immagine, appariva ancora un bene prezioso nell’opinione corrente.

Antonio Caprarica, L’ultima estate di Diana, Sperling & Kupfer, 2017

* Antonio Caprarica è un profondo conoscitore delle vicende dei Reali inglesi e ha scritto diversi libri sull’argomento. Molto interessante la biografia della sovrana: Intramontabile Elisabetta. Il più informato esperto dei Windsor svela amori, intrighi e segreti della sovrana impassibile, Sperling & Kupfer , 2016.

Commenta