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Senior nel mondo

Portogallo: le due facce della pensione

Jorge, un capo ufficio presso il Ministero dell’Economia, sta per andare in pensione. È sposato e ha due figli che attualmente vivono all’estero. Hanno lasciato il paese per trasferirsi in un’altra nazione europea in cerca di lavoro. Jorge li ha aiutati economicamente nei primi mesi del loro spostamento, ma negli ultimi anni ha deciso di preservare di più i suoi risparmi perché crede di poter avere qualche problema economico con la sua futura pensione.

Porto, skyline della città vecchia

Abita in una casa nel centro storico della sua città che vorrebbe trasformare in un “Bed and Breakfast” per accogliere in questo modo il flusso turistico di altri over 65 che stanno arrivando sempre di più nel paese alla ricerca di una casa per la loro vita da pensionati. Come altri portoghesi over 65, Jorge vive con pragmatismo ma anche con qualche tristezza la calata degli stranieri, senior come lui, che approfittano della condizione economica del paese per permettersi una vita più agiata, mentre lui invece sta cercando di risolvere il più possibile la sua situazione economica non rosea.

Secondo i dati dell’Index Mundi, nel 2016 il Portogallo aveva una popolazione di circa 10,2 milioni di persone dove il gruppo degli over 65 rappresentava il 19% con una preponederanza di donne (ca. 1,2 milioni) sugli uomini (ca. 850,000), ed è probabilmente il paese europeo che sta vivendo in maniera più eclatante le contraddizioni derivanti dal fatto di avere una popolazione che invecchia di più, in una modalità che alcuni giornali hanno definito “perfect storm demografico”. Gli indicatori demografici segnalano che l’aspettativa di vita continua a crescere, stimata di circa 79,3 anni in generale e di 82,8 anni per le donne e, contemporaneamente, si registra un calo significativo della natalità, cosa che nel lungo termine potrebbe diventare una minaccia per la crescita economica data la mancanza di ricambio generazionale che significa in futuro pochi consumi e pochi contribuenti.

Il Portogallo è anche uno dei paesi europei con la più alta percentuale di emigrazione verso l’estero. Secondo alcuni dati degli uffici di statistica nazionale, negli ultimi anni il numero di portoghesi emigrati è cresciuto più dei residenti. Solo nel 2013, circa 110.000 portoghesi hanno lasciato il paese e si stima che il 20% dei portoghesi viva all’estero. Secondo le proiezioni dell’Istituto Nacional de Estadistica (INE) di questo passo nel 2060 la popolazione del Portogallo calerà dai 10,2 milioni attuali a 6,3 milioni, con l’indice di invecchiamento (cioè percentuale di over 65 su 100 persone con meno di 15 anni) più alto d’Europa. La combinazione tra popolazione più longeva, migrazione delle persone in età economicamente attiva e il deficit nelle nascite metterà in serie difficoltà la sostenibiltà del sistema pensionistico lusitano e più in generale influenzerà negativamente il benessere complessivo della popolazione più senior.

Il sistema pensionistico portoghese attualmente è molto simile a quello di altri paesi in Europa e prevede un fondo obbligatorio al quale contribuscono lavoratore e datore di lavoro. Ci sono anche altri schemi volontari di Settore e naturalmente la contribuzione determinata dai risparmi personali e dalle polizze private.   Esiste anche un sistema pensionistico ‘sociale’ per coloro che non hanno partecipato al mondo del lavoro o non vi hanno contribuito in maniera consistente.

Dal 2017, grazie a continue revisioni del sistema previdenziale, uomini e donne andranno in pensione a 66 anni e 3 mesi. In futuro, come sta accadendo in altri paesi, l’età pensionistica aumenterà seguendo le aspettative di vita. Ad oggi esiste la possibilità di anticipare la pensione prima dei 66 anni, senza perdite, se vi sono stati almeno 40 anni di contributi. Il sistema pensionistico permette anche che le persone possano ritardare l’età per andare in pensione fino ai 70 anni.

Nel passato recente, il sistema previdenziale è stato oggetto di scelte complesse che in certi momenti hanno determinato anche un non-adeguamento delle pensioni all’inflazione o la revisione di alcuni metodi di calcolo come risposta alla crisi macroeconomica che il paese ha vissuto negli ultimi anni. La situazione che i senior sperimentano oggi in questo paese è un’incertezza di fatto, non solo determinata dalla sostenibilità del sistema a lungo termine, ma anche da pensioni attuali spesso insufficienti, cosicchè i senior devono cercare di rimandare il più possibile il momento del pensionamento o trovare attività che integrino il loro introito.

Il Portogallo ha reso effettive alcune inziative per attirare capitali e persone dall’estero in modo da poter bilanciare le proprie finanze. Una delle azioni è quella di offrire la possibilità agli stranieri di vivere in Portogallo come “residente non abituale” (NHR) offrendo alcuni incentivi fiscali. Nell’opinione pubblica l’NHR è conosciuto come il sistema che il Portogallo offre per garantire uno schema essentasse ai pensionati provenienti dai paesi dove esistono accordi bilaterali. Nella pratica, una volta diventato un “residente non abituale”, la persona viene esentata per 10 anni da qualunque tipo di tassa sulla pensione che riceve dal paese dove ha maturato la copertura. Per gli italiani ad esempio questo equivarrebbe ad avere accreditata la pensione italiana lorda in Portogallo senza che l’erario locale applichi nessun prelievo fiscale, quindi in pratica un incremento netto dell’introito dal 23% al 38% circa a seconda del reddito.

La stampa di alcuni paesi europei ha definito questa soluzione come il “paradiso fiscale dei pensionati” sottolineando quanto questa iniziativa sia diventata famosa tra le persone over 65 in Europa. Alcune statistiche stimano che ca. 50.000 pensionati esteri ogni anno si informano per capire meglio come e se poter accedere a questo beneficio. Le provenienze sono per la maggior parte europee, principalmente francesi, tedeschi e scandinavi e il numero effettivo di pensionati dall’estero cresce ogni anno a doppia cifra.

È innegabile che il Portogallo gioca le sue carte puntando sull’impatto che questa iniziativa avrà nell’indotto dei servizi di tutti i tipi. Per esempio già sul settore immobiliare si registra una ricaduta importante. Le case dei centri storici delle principali città portoghesi sono prese d’assalto dai senior stranieri, sia per affitto che acquisto, e vi sono spazi dove la lingua locale è sentita sempre più di rado.

Dal punto di vista degli over 65 portoghesi, il messaggio è ambivalente: da un lato vedono la loro economia impattata positivamente ma dall’altro lato vengono spesso circondati da una minoranza di over 65 stranieri che rappresenta un benchmark di tenore di vita che spesso non riescono ad uguagliare. La politica alla fine crea delle differenze che piu di uno critica aspramente. Ad ogni modo il Portogallo cerca di vivere al meglio la sua “perfect storm generazionale” e la sua esperienza fornisce spunti importanti di riflessione per quei paesi che hanno potenzialmente la sua stessa situazione.

Jorge sta preparando le carte per trasformare la sua casa in un B&B. È ubicata in un bel quartiere centrale che sta diventando molto attrattivo per gli stranieri over 65. Cerca di portare avanti il suo progetto gestendo anche i suoi risparmi in modo oculato. Ha deciso che lui e sua moglie lavoreranno direttamente nella gestione della casa, in modo da evitare di dover pagare aiuti e fornitori esterni. Ci sono diversi compratori potenziali che vorrebbero acquistarla, però Jorge preferisce rimandare una scelta così definitiva solo se sarà assolutamente necessario.

Nota: Le esperienze contenute nel testo corrispondono a episodi vissuti o testimonianze all’autore e sono rielaborate per una migliore comprensione dei temi. Ogni eventuale somiglianza a persone o situazioni reali è da considerarsi una concidenza.

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