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Letti e visti

La casa sul mare

In una casa sulla Costa Azzurra l’ictus del padre è l’occasione per una grande riunione di famiglia. I protagonisti, tutti senior, sono Angèle, un’attrice che ha perso una figlia piccola, Joussef, professore simpatizzante di sinistra, e Arnaud, ristoratore.

I due fratelli e la sorella ripensano con affetto al padre che ha costruito con grande cura la bella casa di famiglia legata ai ricordi di infanzia. Ma fanno anche i conti con i padri “che schiacciano sempre i figli”. Angèle, in particolare, considera il padre responsabile per la perdita della figlia. E’ risentita nei suoi confronti, non riesce a perdonarlo. Bella la scena in cui lei si aggira, dopo molti anni, nella cameretta di Blanche, rimasta com’era al momento della morte. Ma la resa dei conti famigliare non è mai urlata, è sempre sommessa in un film che ha una connotazione riflessiva e intimista. Si parla anche di politica con la nostalgia di un mondo dove esistevano valori condivisi da tutti.

Al centro del film stanno anche due coppie improbabili per differenza di età. Joussef arriva con un’allieva che presenta come la fidanzata. Questa coppia non reggerà la solitudine e la pausa di riflessione in cui sono immersi. Ma nel corso del film Angèle incontrerà di nuovo un bambino, amico d’infanzia, ormai diventato uomo che la ama da sempre e che ha preso a corteggiarla. “Potrei essere tua madre” gli dice all’inizio Angèle. Ma poi si lascia andare in un amore forse precario ma assai plausibile. E’ la cifra poetica del film.

Nel finale tre bambini immigrati naufraghi compaiono nelle loro vite. Sono un po’ un deus ex machina destinato a portare calore in esistenze logorate dagli anni. I tre li accolgono con piacere anche in nome dei loro valori di sinistra, a protezione degli ultimi. Sarà soprattutto Angèle ad aprire loro la stanza della figlia ritrovando il ruolo materno che aveva perso. E’ un finale un po’ artificioso, ma il regista considera il tema dell’immigrazione centrale.

La pellicola, molto francese, è un film di buoni sentimenti. Tuttavia non è mai melenso. Si regge su un dialogo teatrale forse un po’ lento, ma sempre efficace. La trama è esile ma non è l’azione che interessa al regista. A lui interessa creare un contesto per far emergere la psicologia dei personaggi. La buona sceneggiatura, gli attori tutti eccellenti e le belle immagini del mare ne fanno un film assai godibile.

Da vedere per discutere e per passare una serata piacevole.

La casa sul mare

di Robert Guédiguian con Ariane Ascaride, Jean-Pierre Darroussin, Jaques Boudet, Anais Demoustier

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