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Letti e visti

Nuovi nonni per nuovi nipoti

In un’epoca in cui ai nonni sono rivolte molte più aspettative che in passato e in cui il loro profilo attuale è difficilmente sovrapponibile a quello di qualche decennio fa, Osservatorio Senior propone le recensioni di due libri che trattano l’argomento. Qui di seguito la recensione di un “classico” sui nonni, e cioè il volume del 2010 di Silvia Vegetti Finzi dal titolo “Nuovi nonni per nuovi nipoti”, edizioni Mondadori. Prossimamente, la recensione del libro di Annalisa Pomilio, in uscita in questi giorni, dal titolo “Il grande libro dei nonni”, edizioni San Paolo (NdR)

Silvia Vegetti Finzi, Nuovi nonni per nuovi nipoti, Mondadori 2010

«“ Nonna ? ”: mi viene subito in mente una poesia della mia infanzia: “la nonnetta nello scialle / si rannicchia intirizzita / piovon foglie, foglie gialle, sulla terra intirizzita … ”». E pensare che io vado ancora in moto!

Così si esprime una neo nonna cui dà voce Silvia Vegetti Finzi nel suo libro dal titolo particolarmente felice: Nuovi nonni per nuovi nipoti.

Psicopedagogista e psicoterapeuta, l’Autrice ha dedicato la sua vita ai problemi dell’infanzia, della famiglia e della scuola.

Ha coniato per prima il termine “nonnità” e quando sono nati i suoi nipoti ha scritto questo libro, un saggio dal rigore scientifico della docente universitaria, con in più il tocco delicato e tenero della nonna.

Non solo di nonni parla l’Autrice, e nemmeno solo di nipoti, ma di una interazione nuova, che non ha precedenti nella storia. Infatti, i senior di oggi sono molto diversi dai propri genitori quando sono diventati nonni, così come sono diversi i nuovi bambini.

I nuovi nonni sono stati figli ribelli, hanno ribaltato le regole dei rapporti tra le generazioni e adesso ancora una volta inventano modelli, poiché quelli precedenti sono lontani anni luce dalla vita di oggi.

Cambiano le famiglie. Sempre più bambini vivono in famiglie allargate o ricomposte, con nuovi partner di entrambi i genitori. Mamma e papà sono fuori casa per molte ore al giorno, spesso alle prese con difficoltà economiche. Così la coppia dei nonni rappresenta  un porto sicuro: solida affettivamente ed economicamente, è in grado di offrire sostegno e rassicurazioni.

I nuovi nonni, liberi dal dovere di educare, possono concedersi il piacere di giocare e di emozionarsi con i nipoti: un dono che non hanno chiesto, grazie al quale possono sostituire la parola “fine” con “segue”.

Silvia Vegetti Finzi

Vegetti Finzi ci racconta tante storie, un quadro variegato, per nulla scontato, dei tempi che cambiano.

Non sempre l’entusiasmo è la prima reazione alla nascita di un nipote.

Il suo arrivo coglie alcuni di sorpresa, in conflitto tra la tenerezza del nuovo ruolo e la paura – spesso fondata –  di perdere qualche beneficio conquistato dopo una vita di lavoro.

Il ritrovato equilibrio della coppia dopo la pensione può venir minato quando entrambi i nonni devono riservare tempo e risorse ai problemi dei figli e alla cura dei nipoti.

Al contrario, c’è chi vive la nonnità come una nuova occasione, dopo una vita spesa nella professione a discapito dei figli.

Così si esprime una nonna ex manager: “Fare la nonna è il mio Cepu, il mio corso di recupero rispetto a quando non avevo tempo di fare la mamma”.

E proprio perché i nipoti sono un dono che non si può chiedere, c’è chi ne soffre l’assenza. Sono le madri e i padri dei figli che non vogliono o non possono mettere al mondo i bambini.

C’è chi rinuncia ai figli a causa della difficile situazione economica attuale, chi privilegia la professione, o ancora chi fa scelte controcorrente: «Mia figlia Nora non ha figli» scrive una nonna mancata «né potrebbe averli perché ama un’altra donna con la quale, da qualche anno, vive e lavora. Io accetto il loro ménage, anche se francamente non lo comprendo.  Mi dispiace però che Nora, pur avendo sempre amato i bambini, si neghi le gioie della maternità. Non sa quello che perde e quanto mi toglie!».

Ogni storia raccontata dall’Autrice è unica, e diversi sono i contesti sociali culturali e affettivi di chi le racconta.

Le accomunano le riflessioni su un mondo in veloce evoluzione, mentre le generazioni continuano a susseguirsi unite da un filo sottile di amore, trasmissione di esperienze, speranza per il futuro.

Sono riflessioni che riguardano tutti noi e questa è un’ottima ragione per cui vale la pena di leggere il libro!

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