Senior Living
aspettative-imprese—header
immagine-senior-header
silver-value
2017-09-12-generazioni-a-confronto—banner-header_2
Letti e visti Letti e visti

Fai piano quando torni

I giovani talvolta pensano che l’amore sia appannaggio della loro età e considerano la passione tra persone mature qualcosa di irrealistico o addirittura sconveniente.

Probabilmente ne era convinta anche Margherita, prima di imbattersi in Anna e nella sua lunga storia d’amore fatta di lettere e di sogni.

Margherita è una agiata professionista di 32 anni, figlia unica di una madre che stravede per lei.

Non è felice. Non ha mai superato il lutto per la morte del padre e per l’abbandono di Francesco:  lui, che le diceva “fai piano quando torni”, si è eclissato con il classico “non so se ti amo più”.

Una sera, dopo aver bevuto un po’ troppo, ha un brutto incidente d’auto. Finisce in coma e si risveglia all’ospedale, ammaccata nel corpo e nell’anima.

Nel letto accanto è ricoverata Anna, 76 anni, reduce da una frattura dell’anca.

Le due donne non potrebbero essere più diverse, e non solo per l’età.

Margherita è bella, colta, raffinata e un po’ arrogante, mentre Anna è ignorante, sfrontata e profondamente umana.

Vedova di umilissime origini, ha raggiunto un certo benessere con un piccolo laboratorio di pasta fresca.

Grazie ai suoi sacrifici ha fatto laureare l’unica figlia, che adesso è distante e sembra vergognarsi dei modi della madre, pacchiani e appariscenti, da arricchita.

Margherita non ha alcuna voglia di fare conversazione, persa com’è nei suoi grovigli esistenziali, ma Anna la incalza nelle lunghe giornate di degenza.

Del tutto indifferente alla algida maleducazione della giovane, Anna inizia a raccontarle la sua storia, da quando, bambina di appena 9 anni, è stata mandata a servizio in una famiglia di “signori”.

La vita di Anna è scorsa tra due binari paralleli: un matrimonio infelice con un uomo volgare e prepotente, e un sogno che l’ha tenuta in vita grazie a uno scambio mai interrotto di lettere d’amore.

Come sfuggire a una vicina di letto ciarliera in una stanza di ospedale? A Margherita non resta che ascoltare il racconto che, giorno dopo giorno, si rivela sempre più intrigante.

Finché, al momento in cui viene finalmente dimessa, la giovane non prova il sollievo che si sarebbe aspettata nel liberarsi della invadente vicina: ha scoperto di volerle bene.

L’inconsueta amicizia prosegue dunque fuori dall’ospedale e Margherita si trova suo malgrado coinvolta nelle stravaganti iniziative di Anna.

Così, l’anziana e incolta signora trascina la giovane in un percorso di rinascita, coinvolgendola in una avventura il cui finale è del tutto inaspettato.

Con una scrittura ironica e lieve, l’Autrice affronta temi profondi.

Parla del lutto e della sua difficile elaborazione, fino alla rinascita.

Parla anche di amicizia e di amore, due sentimenti che possono trascendere le differenze di età e di cultura.

Parla infine di due splendide città, Bologna e Napoli, descritte con la passione di chi le ama.

Silvia Truzzi, Fai piano quando torni, Longanesi, 2018

Silvia Truzzi è giornalista e saggista. Lavora al Fatto quotidiano.

Ha scritto Un Paese ci vuole e, con Marco Travaglio, Perché no.

Fai piano quando torni è il suo primo romanzo.

 

Commenta