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Sessualità

Viagra femminile ?

Scrive una lettrice: Buongiorno. Ho 64 anni e con il mio compagno, di quattro anni più vecchio di me, capita ancora di avere dei rapporti sessuali, anche se molto meno di un tempo. A volte lui si aiuta con il Viagra. Io solo poche volte arrivo a provare davvero piacere. Esiste un “viagra femminile” che aiuti nel provare piacere ?

Cara lettrice,  il periodo della post menopausa è pregno di cambiamenti fisiologici e psicologici che vanno inevitabilmente a intaccare la sfera sessuale. La diradazione dei rapporti sessuali è da leggere come coerente rispetto al periodo di vita e così anche il calo del desiderio, che per gli addetti ai lavori assume il nome di desiderio sessuale ipoattivo.

Da qualche tempo ha fatto la sua comparsa sul mercato il corrispettivo femminile della più celebre pillola blu, la cosiddetta pillola rosa, anche se con un funzionamento differente. La prima si assume al bisogno, ovvero prima di avere un rapporto sessuale e agisce sull’eccitazione, mentre la seconda necessita di un’assunzione più prolungata, di alcune settimane e agisce sul desiderio, che viene ben prima dell’eccitazione sessuale.

La flibanserina è un farmaco non ormonale, capace di lavorare a livello chimico sul cervello influenzando umore e desiderio e deve necessariamente essere prescritta dopo un’accurata diagnosi del medico, che illustrerà benefici e controindicazioni.

Ma non c’è il rischio di una medicalizzazione della sessualità femminile, molto più complessa e meno meccanica di quella maschile? Sì, il rischio c’è. Per questo non dobbiamo dimenticare che la passione, i sentimenti e la voglia di condivisione con il partner rimangono alla base di uno scambio affettivo e sessuale soddisfacente, aiutato e potenziato in questo specifico caso. Prima di optare per l’assunzione di un farmaco è bene valutare altre strade, soprattutto quando si parla di sessualità e intimità.

Ricordiamoci infatti che nella maggioranza dei casi nel problema sessuale giocano tre fattori: la psiche (la mente), il soma (il corpo) e la coppia (la relazione). Pertanto prima di correre ai ripari con una pillola che si spera possa risolvere tutto è bene fermarsi e capire cosa sta succedendo. I periodi di post menopausa e andropausa sono delicati e portano con sé nuovi limiti e cambiamenti oltre che comunque nuove possibilità. Il primo passo potrebbe essere quello di rivedersi in una nuova condizione fisica, in un corpo che sta cambiando ma che è pur sempre vivo e recettivo; di rivedersi in una nuova condizione di coppia, dove l’intimità deve primariamente essere costruita e costituita da momenti passati insieme non strettamente legati alla sfera sessuale, ma andando a sublimare con altro (hobbies, interessi, vita quotidiana). E non c’è momento migliore di questo, dove il tempo libero si è moltiplicato (a meno che non ci siano nipoti da curare…) e c’è la possibilità di trovare nuovi spazi e attività.

Il segreto per una coppia sana, in ogni fase di vita, è proprio la condivisione: di momenti, di progetti, di sentimenti, di passioni e di erotismo, anche quello non agito. Dove le mettiamo le fantasie? Ecco, prima di rivolgersi alla pillola rosa, sarebbe ideale provare a smuovere quel contenuto immaginativo ed erotico che è in ognuno di noi e ci accompagna per tutta la vita. Parlare di sesso e di erotismo con il proprio partner è il primo passo per riattivare quel meraviglioso meccanismo che ci spinge a cercare l’altro, senza pensare che sono “cose da ragazzi” e “ormai si è troppo vecchi”. Siamo esseri sessuali dall’inizio alla fine della nostra vita, forse ce lo dimentichiamo troppo spesso.

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