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Letti e visti

Quella metà di noi

Matilde, 65 anni, è una insegnante da poco in pensione.

Rimasta vedova da giovane, vive sola nella sua casa di periferia, a Torino.

Paola Cereda, Quella metà di noi, Perrone Editore

La sua unica figlia Emanuela ha sposato un dentista, rampollo di una famiglia abbiente, ed è andata a vivere in precollina: un salto di qualità.

Emanuela ha rinnegato le sue origini e il rapporto con la madre è freddo e formale: “un dialogo senza espressione”

Matilde non va a trovarla “neppure per le feste comandate, per non portare le espressioni, le abitudini, le tende di cotone, la cerata con i pompelmi e i mobili comprati a rate da Aiazzone.”

Appena pensionata, Matilde, decide di trovarsi un lavoro: diventa badante di un anziano facoltoso.

Perché lo fa? Per vincere la solitudine imposta dalla figlia anaffettiva? Per noia? Per dare un senso alla sua vita?

Forse, ma soprattutto per rimediare a qualcosa che nasconde gelosamente, un segreto che non osa rivelare.

Così ogni mattina un autobus la porta nell’elegante quartiere torinese dove vive il suo assistito, l’Ingegner Giacomo.

Si muove nel mezzo di due mondi, due volti diversissimi della stessa città.

Barriera di Milano, crogiolo di culture, di una umanità multietnica, povera, ma spesso ricca di sensibilità e generosità, e via Accademia Albertina, nel raffinato Centro storico di Torino.

E due sono i mondi interiori di Matilde: la neopensionata, insegnante per una vita e oggi badante attenta e responsabile, ma anche la donna che ha conosciuto l’amore, alla sua età.

O forse così ha creduto, quando ha incontrato un uomo che le ha regalato una rosa blu senza profumo, e le ha risvegliato ” riflessi e brividi che, insieme, erano emozioni.”

Ma è una storia di cui non può parlare, è il suo segreto.

Un giorno, all’improvviso, Emanuela cerca la madre per chiederle dei soldi, molti soldi.

Matilde non può aiutarla, e non può spiegarle il motivo per cui non possiede più nulla, lo stesso motivo che l’ha costretta a lavorare come badante invece di godersi la pensione.

Dovrebbe rivelarle l’altra metà di sé, quella che nasconde gelosamente, ma non vuole, o non può.

Quella metà di noi è un romanzo composito, dove la vicenda principale si interseca con altre storie, tante quante le persone con cui si relaziona la protagonista.

Per ogni personaggio, per ogni vicenda, l’Autrice disegna ritratti molto intensi.

Non si ferma alla prima impressione, ma approfondisce la psicologia di ciascuno, esplorando le parti più nascoste, “quella metà di noi” con cui tutti ci confrontiamo, prima o poi.

Paola Cereda è psicologa e la sua formazione traspare nel romanzo. Ha lavorato per diversi anni come aiuto regista. Attualmente vive e Torino e si occupa di teatro e di progetti artistici e culturali nel sociale.

Quella metà di noi è finalista all’edizione 2019 del Premio Strega.

Paola Cereda, Quella metà di noi, Perrone Editore, 2019

 

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