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Volontariato

Gianfranco, il volontario senior “riparatutto”

Il nostro viaggio per Osservatorio Senior nel “volontariato differentemente giovane” ci riserva veramente tante sorprese. Sembra, infatti, che non solo i pensionati facciano tanto volontariato, ma si prodighino per trovare le forme di impegno civico più spontaneo e creativo che esista a portata di mano.

Oggi incontriamo Gianfranco, anche se per tutti lui è “il Bramba”. Lo incontriamo chinato su di un tavolo, circondato da curiosi, con un tester elettrico nella mano sinistra e un cacciavite nella destra mentre cerca di operare a cuore aperto un aspirapolvere. Siamo, infatti, a un Restart Party. Una festa informale e itinerante dove volontari “riparatutto” cercano d’insegnare alla cittadinanza che riparare è meglio sia di buttare che di riciclare. Meglio per l’Ambiente e il portafogli.

Il Bramba ha 66 anni dei quali 38 anni spesi in Telecom tra officina e ufficio e per lui andare in pensione non è stato un trauma particolare, anzi, il volontariato (in mille forme) sgomitava già nella sua vita lavorativa: “Lavorando su turni capitava che staccassi dal lavoro e andassi a fare il volontario-scenografo con gli amici, il volontario disc-jockey oppure fossi a Radio RTL con i compari della Gialappas… addirittura ho trovato anche il tempo di diplomarmi alla scuola serale di grafica dell’Accademia di Brera. Ribaltiamo quindi la cosa: da quando sono andato in pensione non ho più dovuto trovare scuse per assentarmi, a norma di Legge, dal lavoro”.

Mentre parliamo, a ciclo continuo, i cittadini portano al suo tavolo oggetti rotti di qualsiasi tipo. Gli chiedo se un volontario senior può avere una marcia in più nell’impegno civico rispetto a un giovane. Mi sorride. “Direi di sì. Noi portiamo sì l’esperienza di lavoro, ma anche quella di vita… anche solo nello sbatterci la testa sulle cose e non arrenderci facilmente. Per esempio, nell’arte della riparazione, un giovane spesso è mancante di tale attitudine venendo da una generazione di cose usa-e-getta. Io vengo da un’epoca invece dove si buttava molto meno, mio nonno veniva da un’epoca dove non si buttava nulla, suo nonno veniva da un’epoca dove addirittura si fabbricava tutto in casa. Ogni generazione ha il suo punto forte. Noi abbiamo voglia di provarci, di non darci per vinti, cercare la vitina nascosta che sappiamo esserci sempre e che i produttori di elettrodomestici occultano per convincerci che l’oggetto guasto non si possa riparare. Non so se mi sono spiegato…”.

Con le nuove generazioni di volontari Il Bramba non ha particolari difficoltà – ci confessa, abbastanza stupito della nostra domanda. Anche perché ci fa presente che il suo segreto è quello di scegliere attività dove il “fare” è centrale: “ci troviamo bene insieme, nonostante le differenze, perché abbiamo una base comune e questa base è l’azione… quando si fa, ci si rimbocca le maniche e si sta sul pragmatismo, quando le chiacchiere stanno a zero è più facile ritrovarsi e giocare di squadra”.

E il gioco di squadra, tra fili di rame, colla a caldo e micro-vitine che si perdono sempre è tangibile in questo Restart Party, anzi, quasi contagioso, erompendo in urla di gioia ogni qual volta un “volontario-riparatore”, insieme al cittadino, riesce a sistemare qualche guasto. “Visto che bello?”, il Bramba sorride soddisfatto per poi raccontarmi la magia dietro questo movimento internazionale firmato The Restart Project: “Quando facciamo i Restart Party la gente rimane affascinata al trovare non tecnici riparatori specialistici, ma semplici cittadini come loro, dotati però di una curiosità irrefrenabile, volontari che mettono a loro disposizione quel poco che sanno in materia di riparazione. La magia della condivisione dei saperi. Una cosa necessaria per noi Senior che di saperi ne custodiamo molti”.

Davanti alla mia domanda sul rischio di strafare una volta che la pensione lascia praterie dove un tempo la vita lavorativa piantava paletti, lui non ha dubbi: “Il rischio c’è e lo possiamo riassumere nella tipica frase… tanto domani non devo andare a lavorare. Così però rischi di trovarti che il lunedì hai la riunione di quelli che fanno volontariato in quartiere, martedì il teatro, mercoledì il coro, il giovedì quelli che riparano… dici più spesso “sì” ora che non devi avere l’agenda sotto mano per vedere i turni di lavoro. Insomma, farà ridere, ma ora che il lavoro non ti tutela più obbligandoti a ritmi più regolari, rischi d’essere chiamato ovunque. Però debbo dire che la giornata piena di queste cose, di volontariato, è una giornata strepitosa”.

L’intervista si sta chiudendo quando Gianfranco detto Il Bramba sfodera uno dei suoi irresistibili sorrisi, segno che voleva aggiungere qualcosa. “Sai che ti dico? Oltre il volontariato… sai cosa lo Stato dovrebbe invogliarci a fare…? Dovrebbe regalarci abbonamenti alle discoteche… guarda come zompa Mike Jagger dei The Rolling Stones… 75 anni, operato di fresco, sembra un ragazzino! Ecco, volontariato e ballo, questo servirebbe!”.

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