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Letti e visti

Oltre l’inverno

Lucìa è una sessantenne cilena, piacevole nell’aspetto e giovane nell’animo.

Segnata dal divorzio e da vicissitudini dolorose, lascia Santiago per accettare un incarico all’Università di New York.

La sua nuova dimora è un bugigattolo freddo e buio a Brooklyn.

Al piano superiore abita il proprietario, Richard, un maturo professore della stessa Università.

Il rapporto tra i due, pur vicini di casa, è appena formale: il temperamento passionale di Lucìa contrasta con il carattere ruvido e misantropo del collega.

Poco dopo Capodanno, una tempesta di neve sorprende New York, e Lucìa, immalinconita dal freddo e dalla solitudine, invita Richard ad assaggiare un piatto tipico cileno. Ricevuto un freddo rifiuto, non le resta che rifugiarsi nelle sue letture, con il cagnolino Marcelo come unica compagnia.

Poche ore dopo, nel gelo di quell’inverno eccezionale, Richard deve uscire di casa per portare il gatto dal veterinario.

Sulla via del ritorno, si imbatte in Evelyn, giovane profuga guatemalteca. È un banale tamponamento, Richard vorrebbe tirarsene fuori al più presto e liberarsi della ragazza, ma la situazione è più complicata di quanto sembra, e per giunta c’è di mezzo un cadavere!

Controvoglia, Richard è costretto a chiedere aiuto a Lucìa.

Evelyn sembra terrorizzata e lui spera che la donna, parlando la sua stessa lingua, possa calmarla almeno un po’.

Inizia così un’avventura surreale: tre personaggi che non potrebbero essere più diversi tra loro sono all’improvviso accomunati da un obiettivo comune: sbarazzarsi del cadavere.

Lucìa, Richard ed Evelyn iniziano un viaggio pieno di tensione e di suspense, mentre l’improvvisa e forzata vicinanza li porta ad aprirsi.

Emergono così le storie di tre vite, lutti e tragedie i cui esiti sono profondamente impressi nella personalità di ciascuno.

Cadono le barriere delle diversità culturali e caratteriali, ciascuno riesce a vedere l’altro con occhi diversi e ad aprirsi a emozioni nuove.

Sullo sfondo, l’inverno, non solo meteorologico, ma anche metafora di un momento della vita in cui sembra perduta la speranza.

Non sempre è così, non per chi ha il coraggio di guardare oltre l’inverno.

Isabel Allende tratta con delicatezza il tema dell’amore maturo.

In una intervista racconta che il romanzo è ispirato alla sua vicenda personale.

A 75 anni, dopo aver vissuto tanti lutti e un divorzio, credeva fosse arrivato il suo inverno, quando è rimasta colpita da un verso della poesia di Camus, “Invincibile estate”:

nel bel mezzo dell’inverno,

ho scoperto che vi era in me

un’invincibile estate.

L’incontro con Roger Cukras, avvocato di New York, vedovo e suo coetaneo, l’ha fatta aprire a nuovo amore, e uscire dal suo personale inverno.

Isabel Allende (traduzione di E. Liverani), Oltre l’inverno, Feltrinelli 2019

 

1 Commento

  • I LUOGHI D’INCONTRO TRA ANZIANI SONO SCARSI E SCOMODI . BASTI PENSARE ALLE SEDIE CHE IO CHIAMO ” APPOLLAIATE ” ADATTE AI GIOVANI CHE VI SI ARRAMPICANO PER SORBIRE BEVANDE E VIVANDE POCO SALUTARI . PER NON PARLARE DEGLI ORARI SERALI POCO ADATTI A NOI .

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