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Nuove tecnologie Salute

La salute nell’era di accesso a Internet

Reale vantaggio o potenziale rischio per gli over65?

Soprattutto dopo l’avvento e la diffusione di Internet, le tecnologie informatiche ed i social media sono estremamente diffusi e fanno ormai parte del vivere quotidiano, avendo un ruolo rilevante nell’intrattenimento, nella promozione delle relazioni sociali e nel facilitare l’attività lavorativa.

Le nuove tecnologie sono alla portata di ciascuno di noi indipendentemente dall’età. I giovani nati verso la fine del secolo scorso ed ancor più oggi i “millenials” sono sostanzialmente cresciuti con le nuove tecnologie e sono dunque coloro che ne fanno il maggior utilizzo. Non poche persone, però, con età maggiore di 65 anni utilizzano abitualmente le nuove tecnologie e comunicano con i social media. Anzi il numero di senior che usano tali “facilities” ogni giorno è, secondo i dati Istat, in continuo e progressivo aumento.

L’utilizzo di tali tecnologie non è tuttavia scevra da pericoli. Se da un lato infatti dobbiamo riconoscere che esse hanno rivoluzionato l’attività lavorativa e le modalità con cui ci si relaziona tra persone, permettendo un’informazione rapida, uno scambio costante di comunicazioni ed una maggior partecipazione sociale, è però altrettanto vero che l’attendibilità e la qualità delle informazioni contenute nei messaggi che vengono recapitati non è sempre elevata. I contenuti, infatti, sono per definizione accessibili a tutti, in tempi estremamente rapidi e da qualsiasi luogo, rendendo molto difficile un controllo puntuale sulla veridicità delle informazioni riportate. Ciò è vero in particolar modo per quanto riguarda la salute degli individui.

In linea teorica un accesso in tempi rapidi ad informazioni relative all’ambito della salute potrebbe essere di notevole utilità per l’utente: aiutare a chiarire dubbi sul proprio stato di salute, acquisire informazioni sulle patologie e sulle modalità di trattamento, facilitare le prenotazioni di accertamenti diagnostici e la consultazione dei referti degli esami effettuati senza doversi recare nella struttura dove si siano effettuati rappresenta un indubbio vantaggio teorico. Tuttavia la facile accessibilità può anche rappresentare un rischio. Bisogna innanzi tutto verificare l’attendibilità della fonte, selezionando quelle elaborate da personale qualificato. Non è rara infatti la diffusione di notizie relative a cure miracolose per patologie incurabili, con il risultato di ingenerare spesso false speranze. In particolare, si consideri che quando una persona è malata, e tanto più se la patologia è grave, è in uno stato di vulnerabilità psicologica e pertanto più esposta di altri a lasciarsi condizionare da notizie che promettono risultati miracolosi!

Gli individui con età maggiore di 65 anni rappresentano la fascia di popolazione nella quale la prevalenza di patologie croniche è particolarmente elevata ed è proprio per questo motivo che tale segmento di popolazione è più esposto di altri al rischio derivante da un  accesso indiscriminato a informazioni mediche.

E’ infatti elevato il rischio di banalizzare e semplificare il processo diagnostico-terapeutico che richiede invece preparazione, competenza e continuo aggiornamento. La medicina è una scienza estremamente complessa: per la cura di un paziente non ci si può basare su dati estrapolati da apparecchiature tecnologiche o da pagine divulgative senza una presa in carico globale della persona da parte di un medico che consideri tutti gli aspetti clinici. Questo è vero in particolare per quanto riguarda il paziente anziano “fragile”, la cui condizione di salute dipende non solo dal tipo e dal numero di patologie da cui è affetto, ma anche da fattori di tipo psico-affettivo e sociale, e che dunque richiedono un approccio multidimensionale (che tiene conto di varie “dimensioni” relative allo stato di salute). In Geriatria l’approccio multidimensionale considera infatti più dimensioni della salute per poter formulare un piano di cure individualizzato.

Inoltre il processo diagnostico è spesso molto più complesso di quanto non possa apparire a seguito di uno scambio di “domande e risposte” tra interessato e medico, come ad esempio avviene tramite i blog: l’iter diagnostico comprende molti passaggi, tra cui una accurata raccolta anamnestica (comprensiva di storia clinica, familiarità per patologie, farmaci assunti, allergie, condizioni generali del paziente), un’altrettanto seria interpretazione dei sintomi e segni clinici, nonché l’esecuzione di esami diagnostici e di laboratorio.

Dato non secondario, l’indicazione ad effettuare esami diagnostici o di screening deve essere sempre posta dal medico secondo un preciso sospetto clinico, al fine di evitare potenziali rischi di eccesso di trattamento (“overtreatment”) o di danni derivanti da esecuzione di esami invasivi in assenza di una reale indicazione.

Anche l’utilizzo di apparecchiature tecnologiche quali dispositivi elettronici indossabili in grado di rilevare indicatori dell’attività fisica, del sonno e di altri parametri vitali, come ad esempio la frequenza cardiaca, è sempre più diffuso in tutte le fasce di età: si tratta di piccole apparecchiature portatili che vengono indossate sotto forma di braccialetti o orologi. Tali dispositivi, se da un lato possono essere utili in quanto inducono a interrogare il medico qualora si riscontri un’anormalità di alcuni indicatori, sono invece dannosi se inducono la persona ad una autogestione senza un controllo medico attento. Molte persone, ad esempio, possono essere erroneamente indotte a ritenere di dormire poco ed assumere farmaci da banco per indurre il sonno.

Allo stesso modo l’impostazione di una terapia farmacologica richiede di considerare vari elementi, tra cui la compresenza di altre patologie (comorbilità), le terapie concomitanti e la presenza di specifiche allergie. La tendenza all’automedicazione, ovvero all’utilizzo di farmaci in autonomia da parte del soggetto senza consultare il medico, basandosi unicamente sulle informazioni trovate in rete, può essere pericolosa poiché non tiene conto di tutti gli aspetti precedentemente citati. Particolare attenzione deve essere posta nei confronti dei farmaci da banco, ovvero dei farmaci che si possono acquistare senza prescrizione medica in quanto essi  possono essere facilmente reperiti sebbene il loro utilizzo non sia esente da potenziali rischi o effetti collaterali.

In conclusione, la tecnologia è sicuramente una grande opportunità anche per la salute dell’individuo anziano ma non può sostituirsi al sapere medico e all’esperienza clinica, che è parte fondamentale della scienza medica. Semmai le informazioni che si acquisiscono tramite le nuove tecnologie devono rappresentare lo spunto per approfondire, discutere dei dubbi e delle opzioni terapeutiche con il proprio medico di fiducia.

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