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Lavoro

Programmi dedicati ai Senior nei posti di lavoro?

La curva demografica del personale nelle aziende italiane è sempre più spostata verso le “età mature”. Le prospettive dei prossimi anni fanno ritenere come molto probabile un ulteriore incremento di questo andamento.

foto Cade Martin, Dawn Arlotta, USCDCP, da Pixnio.com

Le Aziende cominciano a rendersi conto della situazione e si stanno chiedendo se il personale Senior vada trattato in modo specifico al fine di garantire continuità di impegno e messa a terra dell’esperienza e del valore professionale che l’età porta con sé.

Trattare in modo diverso una categoria di lavoratori non è una prospettiva “strana”. Da tempo le aziende hanno programmi per i giovani e solo per loro: formazione, accesso ad esperienze diverse, carriere rapide, politiche retributive ad hoc. Soluzioni che il tempo ha dimostrato essere efficaci per questo tipo di lavoratori. Stessa cosa, più recentemente, per le donne. Per esempio programmi di formazione per una leadership al femminile che hanno l’obiettivo di aiutarle ad esplorare ed esprimere una leadership specifica, non necessariamente imitativa di quella maschile. E di esempi se ne potrebbero fare altri.

La domanda è: esistono e sono praticabili forme di gestione specifiche per i Senior?

La cultura di management tradizionale, ed in particolare di chi gestisce il personale, è storicamente avversa a fare differenze (“eccezioni”, come non a caso vengono definite). L’obiettivo è l’efficienza e la riduzione della conflittualità. L’effetto, spesso inconsapevole e sicuramente indesiderato, è l’appiattimento e la perdita delle risorse “diverse”.

Esistono le condizioni per produrre un beneficio complessivo per l’impresa attraverso un beneficio specifico per i Senior?

Ma quali sono le iniziative a cui i Senior potrebbero essere interessati (e non)?

Un primo ragionamento lo si potrebbe fare sullo smart working. Le Aziende ci puntano, non solo per i Senior ovviamente. Ma tra questi ha poco successo. Perché? Perché l’utilità di lavorare da casa e di auto organizzarsi si è molto ridotta rispetto ai più giovani. Anzi. Dalla gestione dei figli al rapporto di coppia tutto cambia tra i 40/50 e i 60anni. Viceversa l’importanza della relazionalità che il posto di lavoro assicura e il piacere di stare con gli altri aumentano.

Per i lavoratori anziani potrebbe essere interessante avere accesso a riduzioni di orari anche a fronte di una diminuzione dello stipendio. Spesso le esigenze economiche sono meno impellenti mentre aumenta la voglia di “fare altro” (non di fare la stessa cosa da casa). Ad esempio alcune Aziende che operano su turni, hanno dato ai lavoratori più anziani la possibilità di liberarsi da quelli più gravosi anche togliendo le relative indennità.

Interventi per la salute. Si tratterebbe di ampliare lo spettro di prassi già in uso. Per esempio non è strano che le aziende abbiano programmi di check-up riservate ai dirigenti. O alle sole donne. Proposte di prevenzione e cura specificatamente rivolte ai più anziani sarebbero ben accette.  Spesso le iniziative che vengono messe in campo sono rivolte a tutti anche se, per il tipo di problema trattato, sono più interessati i Senior. Ovviamente va bene ma di fatto è una non scelta che anche dal punto di vista economico potrebbe essere controproducente. Parliamo ad esempio di vaccinazione anti influenzale o di forme di check-up/screening dedicate.

Un altro ambito su cui si potrebbe intervenire sono le forme contrattuali ad hoc. È più complicato perché per sua natura il contratto fa fatica a fare differenze per età se questa non comporta problemi per l’esercizio della mansione, per la sicurezza o per la fatica, per problematiche cioè che possono impedire il normale e sano esercizio dell’attività. Qui si tratterebbe invece di andare oltre e di trovare non tanto forme di tutela quanto di sviluppo.

L’impressione è che le cose si stiano muovendo (impressione che c’è da un po’, qualcuno potrebbe dire, senza però che le cose accadano). E’ una questione di tempo? Devono maturare alcuni presupposti più ampi? La volontà c’è ma mancano le soluzioni? Non è chiaro. Ci vuole pazienza e, almeno su questa, i lavoratori più anziani sono decisamente più attrezzati dei giovani.

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