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Volontariato

Anna, senior volontaria a cavallo per l’Ambiente

La Sicilia è splendida. Mi toccava iniziare così questo articolo per mettere le cose in chiaro. In chiaro però va anche messo che le cose splendide vanno preservate e tutti dobbiamo fare del nostro. Sennò è troppo facile.

Oggi, proprio per stare in tema, vi porto a conoscere l’impegno di Anna Spitaleri, Presidente dell’Associazione Nazionale Giacche Verdi Raggruppamento Sicilia. Che detto così sembra di essere in presenza di una mega-direttrice-galattica e invece è una simpaticissima “quasi sessantenne” che vive la sua posizione apicale con umiltà e responsabilità perché “gran parte del mio tempo è dedicata all’Associazione. Certo c’è bisogno della parte burocratica, la relazione con le Istituzioni, convenzioni per il monitoraggio del territorio: è una cosa fondamentale per fare andare avanti i progetti. Per fortuna non sono sola perché ho volontari che mi aiutano. Ti confesso però che più che le scartoffie amo la parte sul campo!”.

Anna, di mestiere è istruttrice di equitazione, nel tempo libero non smette d’essere appunto semplice volontaria delle Giacche Verdi “perché quando ti metti in gioco con l’operatività ti rimane nel sangue anche se oggi sono Presidente”. E vestire quella giacca vuol dire in primis amare il proprio territorio, un territorio che in Sicilia “è stupendamente variegato… perché passiamo dall’Etna al palermitano con la zona romano-araba o al bellissimo trapanese, insomma è un continuo scoprire e chi viene da fuori se ne innamora, invece noi che ci abitiamo non possiamo che essere un po’ patriottici”.

Ovviamente ci racconta, senza troppi giri di parole, che non è tutto rose e fiori: “Chiaramente qui ci sono cose che non vanno a livello ambientale. Malgrado questo stupendo territorio non riusciamo a raggiungere un degno livello civico soprattutto rispetto l’abbandono dei rifiuti.” Una visione cristallina delle problematiche che però non la fermano dal puntare tutto sulle nuove generazioni: “quando ero più giovane pensavo che si potesse cambiare il mondo con la bacchetta magica, arrivata a 60 anni mi sono resa conto che purtroppo ci vogliono molto impegno e fatica. Per questo con l’associazione abbiamo deciso di lavorare molto con i giovani, con le scuole… combattiamo nelle scuole, ospitiamo i giovani volontari di altri paesi per capire cosa fanno nelle loro regioni tramite Erasmus+ e Servizio Civile Europeo. I bambini sono gli uomini di domani e a casa portano ciò che assorbono”.

Anna ci racconta anche un divertente aneddoto per confermare che, alla fine, se non si punterà sui giovani, i giovani punteranno il loro dito su di noi:Quando ero più giovane fumavo in macchina e sbadatamente ho buttato la cicca della sigaretta fuori dal finestrino e mio figlio mi ha ripresa. Mi ha redarguita sul fatto che facessi parte di un’associazione ambientalista e che facessi quel gesto. Mi è caduta la faccia a terra, credimi! Per questo penso che i bambini possano avere un grande ruolo e bisogna insistere sull’educazione che poi portano a casa”.

Chiedo allora che ruolo possa avere una volontaria o un volontario “senior” in un contesto obbligatoriamente rivolto verso le nuove generazioni: “Beh, un senior intanto si porta a casa il fatto che lavorare a contatto con i più giovani è bellissimo, prima di tutto perché ti fa stare bene, ti fa sentire giovane, ti dà l’energia contro l’impigrirsi. Come senior abbiamo inoltre un forte carico esperienziale da mettere in gioco. Dalle nuove generazioni invece ci portiamo a casa l’aggiornamento del nostro bagaglio esperienziale su tecnologie e sfide del presente”.

Chiedo ad Anna se però l’attività con le Giacche Verdi non sia un po’ troppo per i Senior che vogliono debuttare nel mondo del Volontariato: “Il cavallo è sempre terapeutico, per tutti. Certo, ascoltare il proprio corpo è importante, ma serve anche mettersi un po’ in gioco. Ovvio che se uno ha 70 anni e non è mai andato a cavallo non lo mettiamo in sella e lo lanciamo al galoppo… no, c’è un avvicinamento, oltretutto come associazione facciamo tante altre cose senza per forza salire a cavallo, quindi ognuno può dare il contributo in altro modo, con altre attività”.

E il rischio di burn out, di strafare, per riempire il vuoto causato dal pensionamento?Il rischio c’è. Per esempio, sulla decisione di ricandidarmi alla presidenza ho avuto titubanza perché da una parte ho pensato che fosse magari il turno di persone più giovani, dall’altra, ti confesso, il pensare di non dovermi più occupare dell’Associazione mi ha fatto salire l’ansia. Però la considerazione deve essere anche un’altra: non credo sia dannoso questo attaccamento all’Associazione perché stai comunque facendo delle cose belle e soprattutto delle cose delle quali la tua comunità ha bisogno!”.

E su di un ricordo speciale Anna ci porta al centro dell’impegno quotidiano, zoccoli a terra, per la Natura: “Mi rimane ogni anno nel cuore l’attraversata dei Nebrodi… cinque giorni a cavallo, vivendo allo stato brado e coinvolgendo altre persone, non Giacche Verdi, per conoscere il territorio, perché solo conoscendolo si ama e si protegge. Oltretutto dopo i primi due anni che si consumavano sacchi interi di vettovaglie di plastica, abbiamo deciso già dal terzo anno di usare gavette lavabili, un obbiettivo riuscitissimo che è diventato ormai pratica virtuosa comune, perché altri gruppi che organizzano equiraduni o attività in natura ci hanno seguito su questa strada”.

E un sogno per un 2021 si spera un po’ più #covidfree? “Come Anna spero di continuare a fare bene ciò che faccio. Come Associazione abbiamo un progetto ambizioso da otto anni che speriamo di portarci a casa, cioè la costituzione di una Riserva della biosfera UNESCO nella nostra Regione, un obbiettivo molto complicato burocraticamente e politicamente, ma ce la vogliamo fare!”.

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