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Longevità Ricerche

Frequentare eventi culturali rende longevi?

Cultura, longevità, ricerca.

Tre ricercatori svedesi hanno condotto una ricerca longitudinale durata 10 anni su 15.198 soggetti tra i 16 e i 74 anni per dimostrare l’influenza del frequentare eventi culturali nella sopravvivenza.

La complessa ricerca considera molte variabili e, pur essendo stata pubblicata negli anni ’90, ci fornisce ancora oggi molti spunti, particolarmente significativi in questo periodo di frequenti lockdown in cui attendiamo il momento di poter tornare a frequentare eventi culturali.

La cosa interessante è che gli eventi culturali sono suddivisi in tre categorie di variabili indipendenti:

  • Frequenza a cinema, teatro, concerti, musei, sport.
  • Fare musica e cantare in un coro.
  • Lettura di libri.

La variabile dipendente è la mortalità.

I risultati della ricerca indicano che chi frequenta eventi culturali sopravvive più a lungo. L’educazione non è significativa ma il reddito sì. Anche la socializzazione conta. E alla fine, come è noto, la classe sociale contribuisce alla longevità.

L’impostazione della ricerca ci permette alcune riflessioni. La frequenza ad eventi dal vivo in teatri o musei implica organizzarsi, uscire, vedere gente. Ci mobilita anche fisicamente. Inoltre, una esecuzione o un quadro suscitano emozioni più forti rispetto agli stessi eventi visti online o in televisione.  La socializzazione è parziale, dato che sono tutti luoghi dove si osserva il silenzio. Si socializza di più in una cena in gruppo. Diverso è uno sport visto dal vivo, dove si può incitare la squadra preferita e dove si sta insieme ad altre persone. Dunque, c’è molta diversità tra un evento e l’altro.

Molto interessante il discorso sul fare musica suonando uno strumento o cantando in un coro. Purtroppo, la ricerca non ha raccolto abbastanza elementi per dimostrarne l’efficacia. Tuttavia, possiamo pensare che le emozioni positive create da queste situazioni siano decisamente più forti che usufruire della musica passivamente. Fare musica fa bene alla salute? Speriamo di sì.

Un discorso a parte mi pare possa essere fatto sul cinema. Un film non è mai dal vivo. Vederlo al cinema con un’amica o a casa sul grande televisore con il proprio partner non mi pare possa spegnere le emozioni. Lo stesso dicasi per la musica che ascoltiamo per lo più riprodotta con supporti ormai fedelissimi. Ci piace pensare che anche la cultura usufruita a casa ci possa rendere longevi.

Per quanto riguarda la lettura la ricerca non opera distinzioni. Come sappiamo, la lettura di un romanzo costituisce un evento culturale molto ricco. Benché le descrizioni possano essere minuziose, siamo noi a costruire il “film”, sollecitando la nostra immaginazione. Due persone che leggono lo stesso libro non creano lo stesso film. D’altro canto, la lettura è un evento solitario e la socializzazione non ne viene avvantaggiata. Tale problema è ovviato dai gruppi di lettura. Difficile valutane l’impatto sulla nostra longevità.

Dunque, è sempre salutare nutrire lo spirito anche se ci troviamo di fronte a molteplici scelte: dal vivo o su un supporto? E poi, quale evento culturale? E quanto è importante per noi condividere le emozioni con più persone?

Foto di cottonbro da Pexels

 

1 Commento

  • La cultura di per se è sempre stata utilizzata a scopo socializzante; quando ci si incontra per un evento ci si rinnova e, si conoscono e riconoscono proprie ed altrui qualità; per usufruire della cultura bisogna esservi predisposti economicamente e, rientrare in quei livelli non generali ma particolari di chi non sopravvive solo per bisogni fisiologici . E’ scontato l’obbiettivo solo se lo si persegue senza sosta, lungo l’arco della propria vita, senza stancarsi mai anche se, tali passioni non forniscono immediato valore da capitalizzare .

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