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Letti e visti

La speranza ha i colori dell’arcobaleno

La pandemia nei racconti di uomini e donne con i capelli bianchi.

Il libro è la raccolta di 50 testimonianze di “uomini e donne con i capelli bianchi” (come recita il sottotitolo), che raccontano in prima persona l’esperienza vissuta durante il marzo-aprile 2020, all’epoca della prima ondata della pandemia e del lockdown duro sperimentato in quei mesi.

La raccolta di racconti, promossa dalla Fnp Cisl Pensionati dell’Emilia Romagna e curata da Fausto Cuoghi, vede come protagonisti molti senior di questa Regione, vicini al mondo sindacale e dell’associazionismo.

Rimarranno scolpiti per sempre nella nostra memoria quei mesi di fine inverno e inizio primavera 2020 e ad aiutarci nel ricordo ci avvarremo, oltre che di documentari televisivi e di film d’autore (come ad esempio quello firmato da Gabriele Salvatores), anche di libri come questo che hanno il pregio di far conoscere senza mediazioni qual è stata l’esperienza vissuta da tante persone non più giovani.

Le storie raccontate nel libro non si limitano a descrivere i cambiamenti avvenuti nella vita quotidiana a seguito dell’avvento della pandemia e delle restrizioni. Propongono anche una rassegna delle emozioni e dei sentimenti dominanti di quel periodo, oltre a numerose riflessioni sul futuro.

Difficile sintetizzare quanto emerge dalle testimonianze, dato che ovviamente ciascuno ha un proprio vissuto di quanto è accaduto. Alcuni aspetti però risultano comuni.

Ad esempio, sono sicuramente un tratto comune lo sconcerto e la sorpresa delle prime settimane di avvento dell’epidemia, così come lo spaesamento a seguito delle restrizioni e rispetto al come riorganizzare la giornata e i propri spazi.

L’agenda della vita quotidiana è stata ribaltata per tutti, e ciascuno ha cercato nuove dimensioni e attività; per citarne solo alcune: dalla riscoperta della casa, alla cura del giardino e dell’orto; dalla sistemazione di vecchi raccoglitori, foto e libri, all’utilizzo intenso di cellulare e videochiamate soprattutto per tenere unita la famiglia, per rassicurarsi vicendevolmente sullo stato di salute e per mantenere i contatti con gli amici e i colleghi delle associazioni.

Sul piano delle emozioni e dei sentimenti, citatissimo da molti il senso di privazione derivante dall’impossibilità di frequentare di persona i nipoti, ma anche la sofferenza nel non poter incontrare i figli e i familiari in genere.

E non c’è dubbio che la paura, il senso di impotenza, lo scoprirsi deboli, fragili e senza difese, sono sentimenti che per moltissimi l’hanno fatta da padrone.

Se qualcuno è riuscito a vivere serenamente quel periodo, per altri è stato un tempo di angoscia, o uno stato di sospensione momentanea, o una fase di solitudine da dimenticare.

Le preoccupazioni di quel periodo non hanno però impedito ai protagonisti dei racconti di mantenere viva la speranza e di interrogarsi sul futuro, formulando auspici perché quanto è accaduto non si ripeta: in fin dei conti – qualcuno dice – la normalità come prima, no grazie.

Molto meglio costruire il futuro con nuovi occhiali, un futuro che molti sperano fondato sull’umanità, sulla solidarietà, sul rispetto dell’ambiente. E in cui altrettanti vedono un ruolo ancora importante per il sindacato e l’associazionismo.

In sintesi, per dirla con le parole scritte da Piero Ragazzini, Segretario Generale Fnp Cisl, nel suo intervento introduttivo al libro: “Questo testo è la testimonianza di come si possano, anche in questo tempo, reinventare nuovi modi per tenere le relazioni, per tenere viva la fraternità che ci accomuna”.

La speranza ha i colori dell’arcobaleno

La pandemia nei racconti di uomini e donne con i capelli bianchi

a cura di Fausto Cuoghi

EdizioniLavoro, dicembre 2020

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