Andiamo, è tempo di uscire…

Per i senior, dopo esserci visti on line fino ad ora, si aprono momenti di gite insieme, osando l’uso dei mezzi pubblici per visitare mostre o andando per cantine…

Langhe – foto Francesca Cappa da Flickr

Siamo finalmente in zona bianca e ci è consentito qualche spostamento in più. Noi senior abbiamo fatto almeno una vaccinazione anti Covid, molti di noi le hanno già completate e in più la stagione finalmente calda fornisce un’ulteriore garanzia di sicurezza contro il contagio. Si viaggia con la mascherina a portata di mano e si evitano gli assembramenti.  Sono le premesse che ci consentono di programmare un viaggio a Torino, in treno, con amici, per ammirare un’opera restaurata nella città dei Savoia.

Il viaggio in treno (non ci viaggio da più di un anno) è regolare: distanziamenti, posti alternati; le strade pedonali torinesi sono poco affollate, l’ingresso a Palazzo Madama regolare, distanziamenti controllati davanti all’opera, mascherina obbligatoria. Si tratta di una bella Madonna della fine del Quattrocento, di Antoniazzo Romano, che tornerà a fine luglio nelle Grotte vaticane. Fuori la piazza è movimentata dalle fontane e molti giovani sono senza mascherina. Noto che quando si è fuori casa il Covid sembra meno incombente, la vita sembra normale, mentre a casa, con la televisione accesa che raccomanda prudenza si ha paura ad aprire anche ad un vicino di pianerottolo.

Qualche giorno dopo accetto l’invito di andare in Langa con un gruppo di amici della nostra Unitre, siamo in nove, tutti senior, tre per auto con mascherina e ci vediamo finalmente in presenza, dopo gli incontri on line, a cui siamo stati abituati finora. Saremo ospiti di un produttore di vini, amico di uno di noi. Si passa da Alba e si va veloci verso l’Alta Langa dove ci accolgono paesaggi di viti allineate e pettinate; saliamo per le colline e arriviamo alla cantina. Dopo i saluti, all’aperto, una passeggiata tra le vigne sotto un sole deciso, ristorati da aliti di vento fresco.

La collina che sale ci toglie il respiro: abbassiamo le mascherine che ci soffocano. A sinistra appare Neive col suo campanile che sembra un paesino da presepio, a destra e sinistra viti sterminate sui pendii, allineate come tanti eserciti pacifici e ordinati. All’inizio dei filari, qua e là, spiccano dei roseti dalle rose di un rosso squillante, ma Claudio, il proprietario ci spiega che non sono lì per bellezza, se hanno le foglie rinsecchite o non sono in buona salute, sono le sentinelle che avvertono che la vite ha bisogno di un trattamento. Chiacchierando torniamo alla cantina dove ceneremo, assaggeremo Barbaresco e Favorita e Arneis, tutti splendidi vini locali e ne compreremo, per gustarli a casa con amici o farne preziosi regali, racconteremo cose divertenti e ci dimenticheremo del Covid…

Questi momenti di oblio sono necessari per riprendere a vivere. Poi torneremo consapevolmente alle regole che ci detteranno i Governanti, attraverso la televisione e i giornali, nella speranza di avviarci ad uscire per sempre da questo incubo.

Foto Francesca Cappa da Flickr – Creative Commons   https://creativecommons.org/licenses/by/2.0/

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Silvia Ghidinelli è Vice Presidente e Direttrice dei Corsi dell’Unitre di Fossano, dove cura anche un Gruppo di lettura. E’ membro dell’Associazione culturale Cicerone della sua città, che mira a far conoscere agli studenti l’arte del territorio a Km 0. Si dedica quindi a senior e a giovanissimi.

Un Commento

  1. PIERA 9 Luglio 2021 at 10:24 - Reply

    Mi hanno fatto capire che ” non usciremo da questo incubo ” se la pandemia non sarà debellata … ho appreso che simili sciagure non avvengono per caso ma, sono conseguenza del nostro collettivo e superficiale, criminoso stile di vita!

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