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Psicologia e longevità

Desideri senza età

Sei in grado di dire cinque cose che desideri veramente per te stesso nel prossimo futuro?

La domanda mi è stata rivolta quest’estate e trovare la risposta non è stato per niente facile.

A 30 anni la risposta a questa domanda mi arrivava di getto e sicura, ora – a 66 – esito nel dare una risposta immediata.

Ho provato a girare la domanda ad amici coetanei e ho avuto le reazioni più diverse: c’è chi mi ha risposto “mah, desideri… è già tanto se riesco a cavarmela”; un altro mi ha detto: “magari desiderassi davvero qualcosa per cui vale la pena darsi da fare”; c’è chi invece con facilità ha snocciolato i suoi cinque desideri forti; chi infine ha filosoficamente sentenziato che la saggezza dell’età consiste proprio nell’essere appagati per quel che si è e si ha senza bisogno di tormentarsi con nuovi desideri.

Mi è tornato alla mente quanto diceva Peter Handke nel suo bel libro del 1972 “Infelicità senza desideri”, in cui parlava di sua madre appena suicidatasi e delle donne sue coetanee: erano “raramente senza desideri e felici, …, per lo più senza desideri e infelici”.

Ad ogni modo, i miei “intervistati” sono tutti d’accordo nel sostenere che desideri e ambizioni di gioventù erano ben diversi da quelli che riguardano la terza età.

Conquistare un posto al sole, trovare l’anima gemella, metter su casa e famiglia, rendersi indipendenti, avere successo lavorativo, conoscere il mondo, sfidare i propri limiti: sono desideri e ambizioni che ci riguardavano di più quando avevamo davanti tutta la vita.

Ora, da senior, desideri e motivazioni, quando ci sono, sono per lo più rivolti ad altro: innanzitutto mantenere l’autonomia e l’indipendenza (sia fisica, sia di movimento, sia abitativa, sia economica).

Ma poi anche: avere rapporti affettivi pieni e reciproci con figli grandi e nipoti; godersi la leggerezza dei tempi di vita meno obbligati dai vincoli esterni. Importante pure avere progetti e impegni che consentano di essere attivi, di continuare a tenere in forma la mente, di non inaridirsi in solitudine, di dare un senso alla propria esistenza. E anche – perché no? – godersi un bel viaggio o una bella vacanza.

Resta la domanda di fondo: se fatico a trovare desideri da soddisfare è un bene (un segno di saggezza) o un male (un segno di inaridimento)?

E’ importante trovare l’equilibrio tra questi due poli.

L’età dovrebbe averci fatto scoprire i nostri limiti e ottenere le nostre gratificazioni, “abbiamo già dato e avuto”, come si dice. Da questo lato quindi è sicuramente segno di serenità e saggezza il non essere continuamente in tensione per “altro” e sentirsi appagati per quel che si è e si è stati.

D’altro lato però la mancanza di desiderio fa ripiegare su sé stessi ed è l’anticamera di una esistenza senza slanci, passioni e vitalità.

Foto PIKSEL su licenza iStock – modello in posa.

 

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