Il freddo per conservare: organizzare al meglio il frigorifero

Per i Senior che hanno la fortuna di avere un orto o amici che vivono in campagna o più semplicemente che sono soliti preparare salse o conserve da utilizzare durante l’anno è importante ricordare alcune regole di buona gestione e organizzazione della conservazione in frigo e in freezer.

Nel 2012 la Royal Society di Londra – la principale accademia scientifica britannica – ha stilato una classifica delle 20 invenzioni più importanti nella storia dell’alimentazione, selezionate tra circa un centinaio di esse; ogni innovazione è stata giudicata sulla base di 4 criteri: 1. accessibilità, 2. produttività, 3. estetica 4. salute.

È interessante notare che sul podio si trovano le principali tecniche di conservazione del cibo: al terzo posto le scatolette, al secondo la pastorizzazione e al primo posto in assoluto il frigorifero.

Se pensiamo a quanto questo elettrodomestico abbia profondamente modificato le abitudini di acquisto, l’estensione dei commerci e soprattutto l’accessibilità al cibo, ci rendiamo conto della rivoluzione che ha comportato l’introduzione su larga scala della conservazione attraverso la catena del freddo.

Come i Senior ricordano, difatti, il frigorifero diventa popolare intorno agli anni ’60 con il boom economico in Italia e in Europa, anche se il primo ghiaccio prodotto artificialmente risale a fine ‘700 ed è legato alla necessità di mantenere più a lungo il cibo trasportato nelle lunghe tratte oceaniche tra le Americhe, l’Asia e l’Europa. Prima di allora il ghiaccio era appannaggio di pochi ed il suo accesso dipendeva principalmente dalla conservazione della neve nelle ghiacciaie durante l’inverno.

Oggi la conservazione a freddo è effettuata attraverso tre differenti modalità: refrigerare, congelare e surgelare. Dal punto di vista nutrizionale, e quindi poi della shelf life dell’alimento – o “tempo di conservazione” – i risultati non sono gli stessi.

Ecco, quindi, alcuni consigli di organizzazione della spesa per i Senior, che più di altre generazioni ha la buona abitudine di cucinare e conservare gli alimenti preparati, che consentono l’uso più appropriato ed efficiente di un elettrodomestico indispensabile ma non sempre utilizzato correttamente:

  • Refrigerare: conservare in frigorifero alla temperatura di 2-4°C, intervallo nel quale i batteri non si riproducono oppure lo fanno molto lentamente; quando pensiamo alla spesa è importante leggere la data di scadenza ed organizzare gli scaffali ponendo gli alimenti più deperibili ben visibili secondo la regola del “first in, first out”. Per un corretto stoccaggio è bene riporre:
    • Carne e pesce nel ripiano più in basso, il più freddo;
    • Frutta e verdura all’interno dei cassettoni sul fondo, in modo tale da mantenere livelli più alti di umidità;
    • Uova e latticini nella parte intermedia del frigo e non sulla porta, dove i continui sbalzi causati dall’apertura potrebbero inficiarne la conservazione;
    • Avanzi: nella parte alta, adeguatamente chiusi in contenitori ermetici;
    • Bevande, confetture e burro possono sostare invece sulla porta, all’interno di contenitori.
  • Congelare: conservare in freezer alla temperatura di -18°C, quando le reazioni chimiche all’interno degli alimenti rallentano al punto di consentire una conservazione più duratura. Per fare in modo che l’aria del freezer non disidrati l’alimento, è necessario riporre tutto all’interno di sacchetti o pellicole adeguatamente chiusi. Si possono congelare quasi tutti gli alimenti, per un periodo variabile che va dai 3 mesi fino ad un anno a seconda dell’alimento. A tale proposito è bene indicare la data di scadenza sull’etichetta del sacchetto/contenitore.
  • Surgelare: questa operazione non è attuabile con il normale frigorifero di casa poiché si tratta di un’azione rapidissima che porta alla formazione di cristalli di piccole dimensioni, che permettono di conservare il cibo oltre 1 anno. Curiosità interessante da sapere, le verdure surgelate per legge non contengono alcun tipo di conservante e possono rappresentare una valida alternativa quando non abbiamo a disposizione verdura fresca di stagione.

L’ultimo consiglio è sulla modalità corretta di scongelare: evitando di lasciare i cibi a temperatura ambiente, quindi fuori dal frigo, ma effettuando uno scongelamento lento di 20-24 ore a -4° C in frigorifero.

Un controllo giornaliero degli alimenti ordinati sugli scaffali, permetterà di ridurre gli sprechi e di mantenere al meglio le proprietà nutrizionali e sensoriali del cibo.

Buona organizzazione del frigo!

https://royalsociety.org/news/2012/top-20-food-innovations/

https://www.taccuinigastrosofici.it/ita/news/contemporanea/antropologia-alimentare/Storia-del-frigorifero.html

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Foto di Mohamed Hassan da Pixabay

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Nutrizionista e divulgatrice scientifica. Si occupa di salute, scienza e sostenibilità e insegna Nutrizione ad Alma – la Scuola Internazionale di Cucina Italiana.

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