Generation Together

Generation Together nasce nel cuore della Franciacorta, un territorio morbido, immerso nel verde di colline e vigneti, ricco di siti da visitare e di cantine dove sostare. Nasce dall’idea di una imprenditrice, Donatella Infuso, e di un giovane sviluppatore informatico, Bilel Messaoudi, che hanno coinvolto don Fabio Corazzina, “sacerdote carismatico e attivo nel sociale” come lo definisce ‘Il Giorno’, in un progetto davvero stimolante.

una foto del gruppo di Generation Together

L’obiettivo è chiaro: creare una community che faciliti il dialogo e la connessione tra generazioni molto diverse.

Si parte da una domanda: esiste una chiave capace di aprire le porte, di abbattere i muri che sembrano separare le generazioni?

Perché oggi le generazioni rischiano di essere realtà incapaci di comunicare; non si capiscono, chiuse in un isolamento che a volte appare insormontabile: gli anziani, spesso condannati a una vita di solitudine, i giovani, bloccati in un mondo più digitale che reale e gli adulti, travolti dalla frenesia del lavoro e dei problemi familiari.

Da qui l’idea di offrire occasioni di incontro intergenerazionale, con l’intento di costruire una realtà in cui ognuno possa dare il suo contributo per arricchire il tessuto sociale a qualsiasi livello: educativo, imprenditoriale e culturale.

Il primo passo è stato la realizzazione di una pagina facebook, Generation Together appunto, una piattaforma dove vengono raccolte storie e interviste utilizzando un dispositivo caro ai giovani. Il secondo, l’organizzazione di appuntamenti ‘concreti’ in cui le persone potessero incontrarsi, parlare e conoscersi.

Bisognava innanzitutto individuare e smontare i pregiudizi che esistono un po’ in tutti: i giovani considererebbero gli adulti e ancor di più gli anziani superati, troppo lenti, poco abili con i nuovi dispositivi informatici, incapaci di capire il mondo in trasformazione e però pronti a giudizi inopportuni e negativi. Gli anziani invece giudicherebbero i giovani superficiali, incostanti, egoisti, irrispettosi e viziati.

Ma quanto questi stereotipi rispecchiano davvero la realtà?

Sicuramente i giovani sono stimolanti, portano velocità e ‘futuro’, animano la vita degli adulti e soprattutto dei ‘nonni’; questi però hanno dalla loro una vita vissuta, un’esperienza acquisita che permette di ‘vedere’ e a volte prevedere ciò che succede, scongiurando insuccessi e fallimenti.

I giovani sono dinamici, corrono incalzati da stimoli sempre nuovi e urgenti, a scapito però della stabilità; per costruire qualcosa di duraturo ci vuole tempo, e pazienza. Ecco, la pazienza forse è il maggior beneficio dell’adultità e della vecchiaia.

Un esempio? L’incontro dedicato all’amore; i giovani si sono mostrati spesso titubanti, timorosi di parlarne, e sembrano percepire la famiglia e la progettualità futura con incertezza, mentre i nonni hanno sottolineato il valore dell’attesa, come se l’amore fosse un viaggio da vivere con tolleranza.

Gli adulti hanno offerto un’altra prospettiva: l’importanza di affrontarlo con forza, dando spazio a momenti in comune ma anche a spazi personali.

Tre generazioni, tre visioni e punti di vista diversi che si sono incontrati e confrontati.

Così è stato per i temi delle altre iniziative: la depressione, la cittadinanza attiva, la musica, i giochi, le tradizioni familiari.

Perché in Generation Together c’è posto per tutti, c’è modo per tutti di mettere in gioco se stessi e le proprie peculiarità a favore degli altri. E anche la vecchiaia qui trova il suo spazio; i ragazzi che hanno partecipato agli incontri hanno vissuto l’ascolto non giudicante, la possibilità di dialogo e l’accoglienza, i ‘vecchi’ hanno potuto sperimentare con consapevolezza il ruolo che hanno e potranno avere ancora a lungo nella vita della comunità.

L’idea è di continuare e continuare e continuare, senza arrendersi, con ottimismo e determinazione, qualità che in questo gruppo non mancano certo.

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Ha insegnato Lettere per trent’anni in scuole a “tempo prolungato” e ne va molto fiera. Ha condotto laboratori di animazione nella Scuola Secondaria di Primo Grado, nella Scuola dell’Infanzia, e in centri di aggregazione giovanile. Nel 2013 è stata fra i fondatori della associazione culturale Cicogneteatro, ha collaborato con case editrici nell’ambito dell’editoria scolastica, realizzando apparati didattici e documentali.

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