Senior, social media e incontri
Se ripensiamo alla giovinezza di noi senior ci vengono in mente alcuni flash. Le foto sul rullino che si portavano a stampare scegliendo le migliori, ma senza manipolarle. Il telefono fisso e le cabine telefoniche con i gettoni che finivano sempre. Le lettere scritte a mano, testimoni di amori adolescenziali, cestinate nei molti traslochi o conservate gelosamente. Quando ci si incontrava si andava al cinema. E ci si conosceva di persona o a casa di amici. Le ragazze, prima del sessantotto, rischiavano di essere giudicate poco serie. E dovevano rincasare a mezzanotte.
Ovviamente nessun rimpianto per il passato. La tecnologia ci ha portato troppi vantaggi.
Tuttavia fioriscono riflessioni sul fatto che i giovani preferiscano i rapporti online rispetto a quelli faccia a faccia. Certo che la foto truccata è meglio dell’immagine reale. Certo che online uno può raccontare quello che vuole. La cronaca ci racconta di incontri scriteriati nati in rete.
I senior sono ovviamente contenti di avere a disposizione strumenti tecnologici impensabili. Ma vanno cauti. Non è un caso che se scorro gli indirizzi delle mail nella mia rubrica nessuno usa nome e cognome, se non per motivi di lavoro. Ci si ingegna a togliere le vocali, a mescolare numeri. E’ vero che una mail va solo a chi è indirizzata, ma non si sa mai.
Sui siti di incontro (che sono sempre a metà strada tra cercare un’amicizia o un partner) i giovani sono più numerosi. E ciò è difficile da capire perché è ovvio che, tra amici e colleghi, loro hanno più possibilità di incontro nella vita reale. Nei senior c’è il solito gap tra maschi e femmine. I maschi abbondano in rete perché possono spaziare tra “ragazze” dai 40 ai 70 anni. Le donne, al solito si trovano nel dilemma se denunciare l’età vera o se mentire. Una settantenne incontrata faccia a faccia può risultare interessante, online l’età suona male.
Comunque tra i senior vige la privacy. Una volta che ci si è cancellati dai siti di lavoro, nessuno pubblica indirizzi o numeri di telefono. Niente foto di tutti gli eventi della vita. Forse perché con l’andare dell’età gli eventi rimarcabili sono rari. Forse per una specie di pudore. Forse perché, invecchiando, diventiamo più saggi e consapevoli che la nostra vita non interessa più a nessuno. Riprendersi mentre si fa l’amore? Quale senior, pure in forma smagliante, lo farebbe? Pochi utilizzano con cautela Facebook, l’unico luogo dove è possibile scovare un amico perso di vista. Poi ci sono abitudini che ci appaiono ridicole: esibire centinaia di amici? Un insulto alla rarità e alla dignità dell’amicizia. E i famigerati like. Una cosa può piacermi un po’ o molto o moltissimo. Perché un giudizio così tranchant? Pure per i film usavamo e usiamo le stellete che comunque vanno da 1 a 5.
Sono solo i giovani sciocchi che, se commettono un reato, lo mettono online. Mai visto senior che portano i capitali in Svizzera o che evadono il fisco sbandierandolo ai quattro venti. Forse è un problema di visibilità. Per i giovani, il cui massimo timore è essere invisibili, non ha importanza rendersi visibili rischiando il ridicolo o le manette. I senior ci tengono alla propria dignità, nella maggioranza dei casi. Anche se non mancano eccezioni.social media
Forse la nostra prudenza è solo dovuta all’età. Mostrarsi con le rughe e con i capelli diradati non fa piacere a nessuno. Le donne, se si mostrano, sono passate dal chirurgo estetico. Insomma i media premiano l’apparenza e la gioventù. Invece sono proprio i senior che vivono più isolati, soprattutto le senior, che avrebbero bisogno di nuove conoscenze, di affetti, di relazioni, non basate sull’apparenza. Questo è il vero paradosso.
Dunque alla fine la tecnologia ci ha dato uno strumento di incontri molto meno utile dei bar di paese per gli uomini e del parrucchiere o della palestra per le donne.
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Foto di MART PRODUCTION da Pexels
Wally Festini Harris è nata e vive a Milano. Già psicoterapeuta e professore universitario, ora si dedica alla scrittura. E' autrice, tra gli altri, dei saggi, "Ricomincio da 50" (2009) e "Ricomincio da 60" (2015).











