Tecnologia amica della mobilità e dell’autonomia

L’importanza e l’utilità di diventare confidenti con le nuove tecnologie. Dopo gli articoli “Tecnologia, croce e delizia” e “Tecnologia amica della socialità e dell’allenamento cognitivo”, ecco un nuovo contributo sulle nuove opportunità tecnologiche che aiutano nella mobilità e nel rimanere autonomi.

Non ho mai sentito un senior dire di voler dipendere dagli altri. Certamente le attenzioni piacciono a tutti perché testimoniano affetto e, magari, gratitudine, ma nessuno vuole essere in balia di altre persone e dei loro impegni, a volte confliggenti con i propri, perché questo limita l’indipendenza. Per non parlare del fatto che mettere gli altri sotto pressione o in difficoltà con richieste difficili da evadere genera disagio.

Per molti “grandi vecchi”, però, andare in giro per la città da soli per impegni e commissioni, anche solo per fare la spesa, pone delle sfide.

La prima è il rischio di trovarsi in difficoltà (per esempio per una caduta o per la perdita dell’orientamento) senza riuscire a chiamare aiuto. Per vincere questa sfida, sono utili i cosiddetti wearables (la tecnologia che si indossa) e gli smartwatch (orologi intelligenti che sono molto più di un orologio) con funzioni dedicate, per esempio il rilevamento di cadute, il pulsante SOS, la localizzazione GPS, le notifiche a familiari/caregiver.

Potendosi permettere di spendere qualcosa in più, ci sono modelli che sono anche belli da indossare. Gli stessi orologi sono utilizzati dai giovani (con motivazioni diverse, per esempio legate allo sport), quindi hanno perso il valore stigmatizzante e segnalatore di fragilità che avevano un tempo.

L’unico consiglio accorato, che do anche a me stessa, è questo: non aspettiamo ad adottarli quando pensiamo di averne bisogno o ce lo chiede una persona cara, prendiamoli prima in modo da abituarci ad averli addosso e ad usarli.

Sempre per facilitare una mobilità indipendente dall’aiuto dei caregiver, vi sono app di ride-sharing, tipo Uber Assist, ad interfaccia semplificata e facilmente leggibile, che permettono di prenotare telefonicamente e i cui autisti sono formati all’assistenza e a manifestare empatia. Per chi ha bisogno dii un aiuto in più, vi sono varie società che offrono servizi di accompagnamento (es. Ugo) che fanno forte leva sulla tecnologia.

Non ho mai nemmeno sentito dire da un senior che desiderava andare a vivere in una RSA. Tuttavia, per molte persone che iniziano ad avere decadimento fisico e cognitivo, abitare in casa propria pone difficoltà e rischi.

Per fortuna, arriva in soccorso della loro indipendenza abitativa la tecnologia per il monitoraggio ambientale, per esempio i sensori di movimento per rilevare anomalie o inattività prolungata, le videocamere interne/esterne per caregiver con accesso da app e quella per prevenire incidenti (per esempio, fornelli lasciati accesi, acqua che trabocca, ecc.).

Un ulteriore problema che incontrano alcuni senior è l’uso degli elettrodomestici. In questo caso risulta utile sia la tecnologia che ne consente una programmazione remota sia gli assistenti vocali (es. Alexa, Siri) integrati per controllare luci, TV, radio, tapparelle e promemoria con la voce.

Infine, vi sono vari robot che possono farsi carico di alcuni compiti. Vi sono anche dei robot umanoidi (con sembianze che richiamano quelle umane), che riescono non solo a pulire ma anche a trasportare oggetti e svolgere incombenze domestiche. In Giappone è stato messo a punto un robot (che assomiglia a un orso) con braccia in grado di sollevare una persona con delicatezza: l’idea è aiutare l’anziano a passare da letto a sedia o sedia a rotelle, se non è in grado di farlo da solo.

Da ultimo, per quanto riguarda la tecnologia a supporto della sicurezza finanziaria, sta emergendo una intelligenza artificiale antifrode e “age-sensitive” che riconosce comportamenti insoliti rispetto alle abitudini dell’utente senior (es. prelievi elevati, bonifici frequenti verso sconosciuti) e avvisa automaticamente familiari o fiduciari in caso di operazioni sospette.

La ricerca recente ha messo in luce che, negli anni che precedono le diagnosi per demenze, molte persone perdono fino a metà della propria ricchezza essendo prone ad errori e più soggette a frodi e truffe. Certamente tutti ci auguriamo di non trovarci mai in queste circostanze, ma credo che saremmo rassicurati nel sapere che, se malauguratamente ciò dovesse avvenire, la tecnologia può aiutare a contenere il danno finanziario.

La tecnologia che ci tende la mano. In conclusione, le tecnologie assistive e la domotica non sostituiscono i caregiver, ma ne alleggeriscono il carico, amplificando contemporaneamente l’autonomia del senior. L’intelligenza artificiale non elimina completamente i rischi di frode e truffa a danno dei senior in fase di decadimento cognitivo, né i loro stessi inconsapevoli errori, ma rende più difficile che questi perdurino nel tempo limitando i danni economici. Anche se noi senior abbiamo avvicinato la tecnologia da adulti, magari con un po’ di ritrosia e con qualche sforzo, dobbiamo riconoscere che questa ci tende una mano amichevole. Forse conviene che la afferriamo senza troppa diffidenza.

Foto da freepik.com

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Odile Robotti è amministratrice unica di Learning Edge srl e autrice (“Il Talento delle Donne”, “Il Magico Potere di Ricominciare” e "I migliori cinquant'anni"). Riflette sul ruolo dei senior nell'era della longevità e li aiuta a reinventarsi. E' convinta che la seconda metà della vita sia la migliore.

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