Perché il transito intestinale rallenta?
Da qualche tempo l’intestino vi sembra più lento?
Succede spesso con l’età. E di solito non è un problema, ma un segnale: l’organismo cambia, e può avere bisogno di nuovi equilibri per funzionare al meglio.
I perché dell’intestino. Di che si tratta?
Come mai succede?
L’intestino funziona un po’ come un nastro trasportatore, che spinge il cibo lungo il tratto digestivo grazie a onde muscolari – chiamate peristalsi – regolate da una rete di neuroni, le cellule del sistema nervoso enterico. Con l’età, queste onde diventano meno frequenti e si attenuano, così come succede per il riflesso gastrocolico – quella spinta che il colon riceve dopo i pasti o al risveglio.
Ma non cambia solo l’organismo: spesso cambiano anche le nostre abitudini quotidiane. Ci si muove un po’ meno, magari perché si ha meno voglia, o meno occasioni, o semplicemente perché diventa meno agevole. Si beve meno – spesso, infatti, non si percepisce la sete come prima. Si mangia in modo diverso, perché cambiano i gusti o per riuscire a digerire o masticare meglio. E si assumono più farmaci. Tutti fattori che, messi insieme, possono rallentare il transito intestinale.
I farmaci che possono rallentare l’intestino
Sono proprio alcuni dei farmaci più comuni a poter influenzare la regolarità intestinale.
Per esempio i diuretici, spesso prescritti per l’ipertensione: aumentando la perdita di liquidi, possono rendere il contenuto intestinale più secco e difficile da espellere – soprattutto se non si beve a sufficienza.
Chi soffre di reflusso gastrico assume con buona probabilità farmaci della classe degli inibitori di pompa protonica (IPP), che possono alterare il microbiota intestinale, un tempo noto come flora intestinale. Un effetto simile lo possono avere anche gli antibiotici, utili contro le infezioni batteriche, ma in grado di modificare profondamente l’equilibrio della flora.
Se dagli esami del sangue emerge una carenza di ferro o calcio, può essere necessario assumerli come integratori: utili, certo, ma spesso associati a un rallentamento del transito.
Per dolori intensi o cronici, il medico può prescrivere antidolorifici più forti: se si tratta di oppiacei, l’effetto sull’intestino può essere marcato, con una significativa riduzione della motilità.
Infine, chi soffre di allergie ricorre spesso agli antistaminici, che possono contribuire ulteriormente a rallentare il transito.
Questi farmaci possono agire in modi diversi: influenzando la muscolatura intestinale, alterando i segnali nervosi, modificando il microbiota o riducendo l’idratazione. Se dopo l’inizio di una terapia noti cambiamenti nel ritmo intestinale, è bene parlarne con il medico.
Alimentazione e transito intestinale
Mangiare bene è uno dei modi più efficaci per aiutare l’intestino. Le fibre – contenute in frutta, verdura, legumi e cereali integrali – aumentano il volume del contenuto intestinale e ne facilitano il transito.
Alcune in particolare favoriscono l’equilibrio della flora intestinale, come fanno anche determinati alimenti contenenti fermenti lattici probiotici.
Anche l’idratazione è fondamentale: se non beviamo abbastanza, infatti, le fibre non riescono a mantenere il movimento intestinale fluido.
Muoversi fa bene, anche all’intestino
L’attività fisica stimola la muscolatura addominale e intestinale, favorendo il transito. Non bisogna pensare necessariamente a chissà quale allenamento: iniziamo da una sana abitudine a camminare un po’, quotidianamente, meglio ancora se dopo i pasti, o da qualche esercizio di ginnastica dolce e di stretching.
Chi ha uno stile di vita attivo tende inoltre – al netto di altri fattori – ad avere una flora intestinale più in equilibrio.
Quando rivolgersi al medico
Non è necessario andare in bagno ogni giorno: ognuno ha un proprio ritmo. L’importante è che il transito sia regolare, senza sforzi o fastidi. In caso compaiano delle difficoltà, può essere utile rivedere alcune abitudini. Se i disturbi durano un po’ di più o se si aggiungono ulteriori sintomi intestinali, è bene parlarne con il proprio medico – che valuterà i sintomi anche rispetto alle eventuali terapie farmacologiche in atto.
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Antonella Losa é Nutrizionista ed Esperta in Comunicazione in ambito salute, benessere e alimentazione.













