Capacità cognitive e intestino: perché?

Il collegamento tra intestino e cervello: in questi mesi ne abbiamo parlato diverse volte, ad esempio per la gestione dell’umore, o per il sonno.

Oggi lo vediamo all’opera anche nelle funzioni cognitive, dal ricordo delle parole alla velocità con cui elaboriamo le informazioni. Capacità preziose, soprattutto con l’età.

Come sono collegati intestino e cervello?

L’intestino e il cervello dialogano in modo continuo attraverso una complessa rete di comunicazione chiamata “asse intestino-cervello”. In questa rete hanno un ruolo chiave il nervo vago, che collega fisicamente i due organi, diversi neurotrasmettitori e il microbiota intestinale, capace di produrre sostanze che possono influenzare il sistema nervoso e i livelli di infiammazione generale dell’organismo, legati al processo di invecchiamento. Mantenere una flora intestinale in equilibrio sembra quindi uno dei modi per contribuire al nostro benessere mentale nel tempo.

Cosa può fare il microbiota intestinale per le funzioni mentali?

  • Produrre sostanze utili
    La flora produce sostanze che possono andare a interagire con alcune cellule del sistema nervoso centrale coinvolte nella memoria, nell’attenzione e nella prontezza mentale.​
  • Tenere sotto controllo l’infiammazione
    Con l’età, nell’organismo aumenta uno stato di infiammazione cronica di basso grado, considerato uno dei motori dei processi di invecchiamento e per questo definito “inflammaging”. Tra questi processi rientrano anche quelli che riguardano le funzioni mentali. Il microbiota, attraverso alcune delle sostanze che produce, può contribuire a modulare i livelli di infiammazione e rappresentare quindi una linea di difesa contro segnali infiammatori che possono interferire, ad esempio, con la memoria.
  • Modulare alcune capacità cognitive
    Studi recenti hanno mostrato che alcune specifiche specie batteriche del microbiota intestinale sono associate a una migliore memoria, mentre un’eccessiva presenza di altre sembra collegarsi a un linguaggio meno fluido e a una maggiore lentezza nel recupero di parole e nomi.
    Anche la riduzione di batteri “sentinella” come Bifidobacterium e Lactobacillus è stata associata a un peggioramento dell’attenzione e della rapidità di ragionamento.
    Naturalmente, siamo ancora lontani dal poter parlare di un vero rapporto di causa-effetto: servono molti altri studi per chiarire il quadro. È però importante il concetto di fondo: ogni batterio produce sostanze diverse e può quindi influire in modo distinto su differenti funzioni.

Più in generale, diverse ricerche su persone in età matura hanno dimostrato che una flora intestinale varia e in equilibrio si associa a funzioni migliori nei test di memoria, attenzione e linguaggio. Al contrario, la perdita di questa diversità microbica può anticipare o accelerare la comparsa di una maggiore fatica mentale.​

Come aiutare il microbiota a funzionare a dovere?

Ogni giorno possiamo fare la nostra parte, mettendo in pratica abitudini che sostengono uno stile di vita sano:

  • Seguire un’alimentazione in stile mediterraneo, ricca di fibre e varietà. Evitare la monotonia a tavola aiuta anche il microbiota a mantenersi diversificato. Il consumo di alimenti con fermenti lattici probiotici, come ad esempio i latti fermentati probiotici, può contribuire ulteriormente all’equilibrio della flora intestinale.
  • Limitare l’uso non necessario di antibiotici e altri farmaci che possano alterare il microbiota, come quelli contro il reflusso e diversi antidolorifici.
  • Muoversi regolarmente: camminate, ballo, giardinaggio e una vita attiva in generale hanno effetti positivi anche sull’intestino.

Poche mosse, giorno dopo giorno. Senza dimenticare il giusto relax e il tempo da passare con i propri affetti: il nostro cervello ringrazia anche per questo.

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Antonella Losa é Nutrizionista ed Esperta in Comunicazione in ambito salute, benessere e alimentazione.

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