Mi sono inventato giardiniere

La storia di Luciano

Ho 59 anni, vi scrivo anche se non so se rientro nella categoria dei senior. Certo tanto giovane non mi sento più, l’energia e gli entusiasmi del passato sono solo un bel ricordo e i capelli bianchi sono tanti (tingerli non mi va, perché non accettare la natura?)

Che si fa a 59 anni? Mio fratello maggiore (di tredici anni maggiore di me) a 59 anni era in pensione. Lui lavorava in un ufficio e gli hanno chiesto se voleva andarsene in anticipo con qualche beneficio economico. Ha accettato subito e secondo me adesso se la sta godendo, tra mattinate in bicicletta sui saliscendi qui intorno, qualche leggero impegno coi nipoti, il circolo delle carte degli amici e qualche lavoretto nei campi ogni tanto.

Ma la sua storia sembra di un secolo fa, oggi la musica è molto diversa. Se parli di pensione a 59 anni ti guardano con commiserazione e anche fastidio.

Io poi già a 50 anni ho dovuto fare un cambiamento molto difficile. Lavoravo come tecnico in una piccola azienda di prodotti per l’agricoltura, l’azienda è fallita e sono rimasto a spasso. Non era come oggi che fanno carte false per trovare e tenersi i cinquantenni con esperienza, allora le porte erano chiuse.

A quel punto mi sono inventato giardiniere. Il pollice verde l’ho sempre un po’ avuto, ma la maggior parte dei lavori che faccio adesso sono pesanti, più da operaio della terra che da vero giardiniere. Comunque ha funzionato, ho imparato a fare anche questo lavoro, le richieste non mi mancano e porto a casa più o meno gli stessi soldi che prendevo prima, da regolare dipendente.

Anzi, se volessi potrei aumentare il lavoro, ma chi me lo fa fare?

E per quanto potrò andare avanti in questo modo?

Sono sano e so usare gli attrezzi per ore di fila, ma la fatica la sento sempre di più e incrocio le dita quando sento di coetanei che si sono dovuti fermare per malattie varie.

La pensione, quella per tutti, non so neanche più a che età si prende, ma certamente sarà poca cosa perché i contributi negli ultimi dieci anni non me li ha versati nessuno.

Oltretutto, abituato come sono adesso a stare tutto il giorno in movimento nella natura, non mi ci vedo proprio a far niente seduto sul divano.

Alla fine, sono su una strada un po’ obbligata, devo continuare a lavorare, ben che vada potrò rifiutare i lavori più pesanti e prendere quelli meno faticosi, ma non riesco a vedere una vita diversa per i prossimi dieci anni.

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Foto di Jörg Peter da Pixabay

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