Tutta colpa di Flaubert (Cinema e Alzheimer)

“Per te”, film scritto e diretto da Alessandro Aronadio, con Edoardo Leo, Teresa Saponangelo, Javier Leoni, 2025.

Sì, tutta colpa di Flaubert, al quale si deve l’aurea massima “Tutto ciò che s’inventa è vero”, se finisco sempre per trovare la didascalia “Tratto da una storia vera”, posta all’inizio di un libro o di un film, piuttosto irritante. La verità sta nella finzione, nel cinema, nella creazione romanzesca o artistica. Tutto il resto è cronaca.

La cronaca ci racconta come il mostro che se ne sta nascosto fino a quando riesce a strapparci a morsi il cervello, cioè l’Alzheimer, scelga le sue vittime fra le persone che hanno una brillante carriera alle spalle, per dirla con una formula elegante ed eufemistica; la verità sta nei casi limite, come quello di Paolo, protagonista del film “Per te”, per loro natura predisposti a diventare finzione romanzesca o cinematografica.

Sto parlando di un film bello, originale e sorprendente, scritto e diretto da Alessandro Aronadio per l’interpretazione di Edoardo Leo e Teresa Saponangelo, un’opera di piena, brillante finzione fino al midollo. La sua verità è lì, nel raffinato e accurato lavoro di scrittura e messa in scena posto in atto da Aronadio, un cineasta cinefilo che conosce e ama il cinema tout court.

Alla fine del film, sui titoli di coda, quando i giochi cinematografici sono già stati fatti, si vedranno gli spezzoni filmati, il vero volto, di quel giovane uomo poco più che quarantenne che si vide diagnosticare un Alzheimer precoce; sarà in compagnia dei suoi familiari, la moglie e il figlio che lo accudirono. Il ragazzo, Mattia, per la cronaca fu nominato da Mattarella Alfiere della Repubblica per la sua eccezionale manifestazione di pietas filiale.

Non fatevi rattristare e fuorviare dall’alone drammatico – tematica impone – che avvolge il film, andate a vederlo a cuor leggero: Paolo è un personaggio con la testa minata dalla malattia, ma è una testa comunque piena di cinema e di humour, come devono essere le nostre teste senior – oltre che di amore per la moglie Michela (Teresa Saponangelo) e per il figlio Mattia (Javier Francesco Leoni). Paolo in questo senso è un porta parola di Aronadio che lo immerge in una brillantissima colonna sonora e gli offre una stupenda via di fuga in un divertente e funzionale immaginario cinematografico.

Edoardo Leo lavora di sottrazione come i grandi e veri attori e cerca costantemente di sottrarre lo spettatore al ricatto emotivo – e in questo ci è amico, ci evita di attivare le nostre difese naturali contro i film strappalacrime, privilegio acquisito con innumerevoli primavere-. E fa perfetta coppia con Teresa Saponangelo la cui recitazione è pure di altissimo livello, brillantezza e brio malinconico secondo le esigenze del copione. Nel ruolo del figlio c’è il giovane Javier Francesco Leoni capace di interagire efficacemente con loro.

Il racconto è strutturato in tre momenti: il medico diagnostica a Paolo una rara forma di Alzheimer precoce. Paolo riesce ancora a scherzarci su e cerca di precostituirsi dei ricordi per quando la sua memoria non funzionerà più. Tanto per incominciare insegna al figlio a farsi la barba e a guidare la macchina. La situazione diventa più seria. Paolo cerca di far qualcosa di bello e divertente con la moglie Michela ma perde i colpi e non ricorda più il pin della carta di credito. Poi comincia a scendere il buio nella mente.

“Per te” – qui sta la sua originalità – rappresenta la malattia con l’amore e il culto per il cinema, con una specie di doppiaggio musicale e un divertente controcanto di immagini del grande cinema muto di Buster Keaton. Inizia con musiche in stile anni Trenta. Segue qualche venatura nostalgico-romantica e una nota di tenera e asciutta gravità verso la fine.

Come si fa a non apprezzare questo film, a non stupirsi delle interpretazioni degli attori e della messa in scena di Aronadio che ci ha ricordato come il cinema curi anche l’Alzheimer, la rappresentazione cinematografica che se ne dà; dopo tutto ogni rappresentazione è una cura, ogni rappresentazione è una terapia per esorcizzare i nostri mostri quotidiani.

Il film è stato presentato alla Festa del cinema di Roma 2025 ed è visibile su varie piattaforme (Netflix, ecc)

Vuoi vedere il trailer del film? Clicca qui

Vuoi leggere le precedenti recensioni di film e libri pubblicate su Osservatorio Senior? Clicca qui

Le foto inserite in questo articolo sono tratte da spezzoni del trailer del film Per te.

Condividi questo articolo

Boomer della prima ora, Fausto Bona, ora pensionato, è stato insegnante di lingua e letteratura francese al liceo e contemporaneamente animatore culturale del Circolo del cinema di Brescia. Continua a occuparsi di cinema in qualità di critico cinematografico del quotidiano “Bresciaoggi” di Brescia. Oltre al cinema, le sue passioni sono la montagna e la bicicletta.

Lascia un commento