Rifugi climatici

Bastano un parco e una biblioteca contro l’afa?

In Europa il numero dei decessi legati al caldo continua ad aumentare, le ondate di calore, d’altronde, non sono più un’eccezione: si verificano quando registriamo temperature molto elevate per più giorni consecutivi, spesso associate a tassi elevati di umidità, forte irraggiamento solare e totale assenza di ventilazione. Purtroppo, ciascuno di noi sa bene di cosa stiamo parlando e quanto sia difficile difendersi tra le mura domestiche. E qui entrano in gioco i “rifugi climatici”, definiti elementi cruciali nelle strategie urbane. Pare che in Europa molti Stati si stiano attrezzando, e in Italia? Ne avete sentito parlare?

A livello istituzionale, se ne discute da tempo. Il Ministero della Salute pubblica il “Piano nazionale per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute[1]. Questo piano coordina i sistemi di allarme (i famosi bollettini meteo da livello 0 a livello 3) e fornisce le raccomandazioni tecniche per Regioni e Comuni.

Il nostro Piano Nazionale recepisce le linee guida formali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) relative ai Heat Health Action Plans [2]. Nella guida scientifica dell’OMS, alla voce “Misure a lungo e breve termine per la pianificazione urbana”, viene espressamente raccomandata l’istituzione dei rifugi climatici (definiti originariamente cooling centres, ovvero spazi pubblici refrigerati accessibili). L’OMS inserisce l’accesso a questi spazi sia come misura emergenziale (aprire luoghi climatizzati per chi non ha il condizionatore a casa), sia come strategia urbanistica per ridurre le “isole di calore” nelle nostre città grazie a fontane e alberi.

La situazione in Italia: a che punto siamo?

Sono usciti diversi comunicati stampa ma, a livello pratico, molte città si sono limitate a fare un’operazione di “rebranding” dell’esistente. In parole povere: hanno preso luoghi che già c’erano (un parco pubblico, una biblioteca comunale), ci hanno appiccicato sopra l’etichetta di “rifugio climatico” e hanno pubblicato una mappa online.

Ad oggi, le principali città italiane che hanno attivato una mappa ufficiale o un piano strutturato sono quattro: Bologna, Firenze, Parma e Pavia.

  • Bologna: Il Comune ha formalizzato la sua rete all’interno del progetto Bologna Missione Clima [3]. Seguendo l’esempio di altre città europee, è stata fatta una prima ricognizione dei luoghi pubblici (come la Biblioteca Salaborsa) che offrono riparo dal calore estremo durante l’estate, pur continuando a svolgere le loro regolari funzioni.
  • Firenze: È tra le città più avanzate. Ha ufficializzato una rete di ben 44 rifugi climatici certificati, distribuendo anche guide per residenti e turisti [4]. I rifugi si possono consultare su una mappa interattiva che mostra la percentuale di ombra nei parchi, la presenza di fontanelle d’acqua potabile o la disponibilità dell’aria condizionata al chiuso [5].
  • Parma: Ha attivato una sezione web interamente dedicata ai suoi rifugi, indicando attività e orari di fruizione [6]. Qui i rifugi sono concepiti come “spazi socio-climatici integrati” nel quartiere San Leonardo (all’interno del progetto europeo Horizon URBREATH). Oltre al fresco, offrono supporto informativo, socialità e un presidio sanitario di base in collaborazione con l’AUSL.
  • Pavia: Ha mappato i propri siti dividendoli in quattro tipologie di spazio pubblico all’aperto: aree verdi a parco, parchi giochi, aree di sgambamento cani e piazze alberate [7].

Se il rifugio climatico diventa un percorso a ostacoli

È evidente che mappare una biblioteca o un parco con alberi non significa aver creato una nuova infrastruttura contro il cambiamento climatico. Significa solo aver geolocalizzato sulla mappa ciò che i cittadini già usavano spontaneamente per fuggire dall’afa. La vera sfida non è dire a una persona anziana “vai al parco”, ma progettare e finanziare spazi nuovi, pensati appositamente per le ondate di calore estreme (con materiali isolanti innovativi, tetti verdi e sistemi di nebulizzazione intelligenti).

Se per trovare un po’ di refrigerio un cittadino senior deve:

  1. Avere uno smartphone di ultima generazione;
  2. Saper usare una mappa digitale interattiva o scaricare file complessi;
  3. Spostarsi a piedi sotto il sole a 40°C per raggiungere quel luogo;

allora il sistema ha fallito in partenza. I rifugi climatici attuali sono spesso pensati da urbanisti tecnologici per una popolazione giovane e digitalizzata. Si dimentica che le persone più a rischio sono proprio coloro che non hanno accesso a questi strumenti o che hanno una mobilità ridotta.

Serve una scelta politica

I rifugi climatici in Italia, al momento, rischiano di essere più un’operazione di marketing urbano e burocratico che una reale infrastruttura di salvataggio. Mettere online la mappa dei giardini e delle biblioteche è un primo passo utile e a costo zero, ma l’adattamento ai cambiamenti climatici richiede ben altro. Servono investimenti per climatizzare i centri civici di periferia, l’estensione degli orari di apertura dei luoghi pubblici nel mese di agosto, servizi di trasporto protetti e gratuiti per le persone fragili e la creazione di nuove oasi urbane.

Il nodo è politico: nessuna norma nazionale impone ai Comuni di predisporre rifugi climatici, né fissa un numero minimo per abitanti, né prevede fondi vincolati. Sono “buone pratiche” finanziabili, non obblighi. Il risultato è che dipende tutto dalla volontà locale e dalla capacità amministrativa.

Ma con temperature che superano ogni previsione e un sistema sanitario già sotto pressione, il rifugio climatico non può più essere un’opzione: deve entrare nei piani regolatori, nelle linee di bilancio, nei percorsi sanitari territoriali.

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Foto  Perry Wunderlich da Pexels

Fonti citate nell’articolo:

[1] Ministero della Salute – Piano Nazionale Ondate di Calore

[2] OMS / WHO Europe – Heat-health action plans. Guidance

[3] Comune di Bologna – Bologna Missione Clima

[4] Comune di Firenze – Portale Ambiente e Rifugi Climatici

[5] Comune di Firenze – Comunicato ufficiale rete 44 Rifugi

[6] Comune di Parma – Servizi Sociali e Rifugi Climatici

[7] Comune di Pavia – Mappa Geografica Interattiva Rifugi Climatici

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Esperta ambientale, amante dei viaggi e volontaria attiva.

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